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La scissione solitaria di Ogongo tra Sardine e “grandi ritorni” di free vax

Il “capo” delle Sardine di Roma ha deciso di intraprendere una nuova strada e lasciare le Sardine di Santori&Co. Al suo fianco, tra i moderatori del gruppo, troviamo l’ex deputato M5S (ma anche ex SEL e ex MdP) Adriano Zaccagnini

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Alla fine Stephen Ogongo Cara Italia– già fondatore del movimento “” al grido di «Basta odio! Basta divisioni!» – si è scisso da solo, o quasi. Le Sardine di Roma, protagoniste ieri di uno psicodramma ittico, si sono sdoppiate. Da una parte la pagina “ufficiale” vicina ai leader del movimento nato a Bologna delle 6000 Sardine Lazio, dall’altra il gruppo “dissidente” delle Sardine di Roma, che conta ancora oltre 145 mila utenti.  Ed è proprio in quel gruppo che ieri si è consumata la scissione con un lungo post di Ogongo di accuse nei confronti di Mattia Santori, Roberto Morotti, Giulia Trappoloni e Andrea Garreffa.

Il golpe di Stephen Ogongo

I quattro, secondo Ogongo hanno commesso «un errore politico ingiustificabile» che però è solo l’ultimo di una lunga serie di errori che hanno portato i vertici delle sardine molto lontani dalla strada battuta all’inizio. Ragion per cui Ogongo annuncia che «le Sardine di Roma tornano in mare aperto: la nostra forza sarà la comunità, l’essere in tanti e il saper stare insieme». Impossibile non notare però come anche la decisione “delle Sardine di Roma” non sia stata certo concertata, condivisa o discussa. Ed infatti sono in molti nei commenti ad annunciare il proprio addio al gruppo e a criticare la presa di posizione di Ogongo. Le altre Sardine di Roma hanno aperto un altro gruppo e pubblicato questo messaggio in cui raccontano di essere stati rimossi da moderatori del gruppo di Ogongo:

Arriva in un pomeriggio di un tiepido giorno di Febbraio, dopo aver passato la mattina a rimuovere i moderatori del gruppo Facebook ‘’ Sardine di Roma’’, di cui era volutamente unico amministratore. Non si può combattere contro i pieni poteri di un solo uomo al comando quando in realtà è ciò che si vuole. I ragazzi del gruppo romano sono sconcertati ma uniti più che mai. Consapevoli del lavoro svolto finora e convinti di poter andare avanti nel rispetto di quei valori che hanno ornato le nostre piazze per il bene di tutti.

Le sardine di Roma si dissociano completamente da quanto scritto da Ogongo, che ha agito in solitaria ed esprime unicamente il suo pensiero. Certe che la foto scattata a Fabrica ha scatenato diverse reazioni, le sardine romane, ragionando con il modus vivendi che ha da sempre caratterizzato il movimento, riconoscendo il possibile errore di ingenuità proseguono sicuri che di quell’immagine non vada guardata la scatola ma il suo contenuto, fatto di arte e cultura. Ognuno è libero delle proprie scelte e proprietario dei propri pensieri.

 

Non solo: tra gli utenti c’è chi ha denunciato di essere stato bannato dal gruppo a causa delle proteste nel post “incriminato”:

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Che ci fa Zaccagnini con le Sardine?

E mentre qualcuno linka anche le frequentazioni di Ogongo con personaggi del calibro di Stefano Fassina, tra gli amministratori del gruppo invece spunta una vecchia conoscenza della politica: Adriano Zaccagnini, iscritto da novembre con il ruolo di moderatore del gruppo. Eletto deputato la scorsa legislatura tra le fila del M5S Zaccagnini nel 2014 è stato tra i primi a lasciare il MoVimento per andare in SEL e poi passare a MdP – Articolo Uno e non si è stato ricandidato alle politiche del marzo 2018. Gli interventi di Zaccagnini nel gruppo sono appena due, entrambi molto generici sul valore della partecipazione e sull’importanza di andare in piazza (il 14 dicembre a San Giovanni) «senza bandiere ma con le idee molte chiare da che parte stare».

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Perché sia moderatore e che rapporti abbia con Ogongo non è affatto chiaro. Del resto Zaccagnini ora si occupa di ambiente, comunità, acqua pubblica e aforismi e citazioni sulla meditazione e la riscoperta di sé. I valori fondanti del M5S delle origini che evidentemente ritrova anche nelle Sardine che considera «fresche, senza legami col passato, forti della cultura antifascista». Nessun accenno invece a questioni che lo avevano reso famoso: la battaglia contro i vaccini obbligatori, il sostegno a antivax e freevax di varia natura, gli insulti a Roberto Burioni e le dotte discussioni sul morbillo.

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Dopo la manifestazione in Piazza San Giovanni del 14 dicembre Zaccagnini ha scritto che dopo l’avvento del M5S e della Bestia di Salvini «ora è arrivato il momento in cui le persone, consapevolmente di centrosinistra, si ritrovano grazie ai social network e trovano un minimo comun denominatore nell’antirazzismo, in una cultura progressista e pacifista» e ha sottolineato come due punti programmatici siano l’abolizione dei decreti sicurezza e la cittadinanza e il diritto di voto agli stranieri nati in Italia. Due proposte che però non sembrano essere condivise dall’organizzazione delle Sardine. Al contrario di molti che oggi stanno lasciando le Sardine “di Ogongo” Zaccagnini è ancora iscritto al gruppo, forse ritrova nella gestione del fondatore delle Sardine di Roma (e in certe sue aperture a CasPound che ricordano molto quelle di Beppe Grillo di quando lui si candidò alla Camera) qualcos’altro che lo riporta ai valori fondanti del M5S.

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