Politica

La sanatoria di Lega e M5S sulle spiagge

Vi ricordate quando Grillo faceva le campagne sulle spiagge come bene comune? Lega e M5S propongono un condono di 2 anni (o fino a data da destinarsi) per la riscossione dei canoni delle spiagge oggetto di contenzioso

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Una sanatoria di 2 anni (o fino a data da destinarsi) per la riscossione dei canoni delle spiagge oggetto di contenzioso. È quanto Lega e M5S chiedono di inserire nel dl semplificazioni con gli emendamenti 3.0.58 e 3.0.59 che hanno come primi firmatari i senatori Marti e Augussori per la Lega e Croatti e Dessì per il M5S. Per la Lega la riscossione coattiva dei canoni e “i procedimenti amministrativi per rilascio, sospensione, revoca e decadenza” delle concessioni derivanti da contenzioso pendente al 29 novembre 2018 devono essere sospesi sino al 29 novembre 2020. I 5S chiedono invece la stessa sospensione “fino alla generale revisione del sistema delle concessioni”. La norma non vale per i procedimenti penali.

La sanatoria sulle spiagge di Lega e M5S

Angelo Bonelli dei Verdi segnala che gli emendamenti prevedono oltre alla sospensione dei contenziosi amministrativi per il pagamento dei canoni di concessioni sul demanio marittimo anche il blocco delle procedure di decadenza e revoca delle concessioni per chi ha contenziosi per canoni non pagati: «Ricordo che ad Ostia, il mare della Capitale, simbolo dell’illegalità nella gestione del demanio marittimo in virtù di questi emendamenti se approvati, molti stabilimenti torneranno nella disponibilità dei titolari della concessione come ad esempio la vicenda dello stabilimento Le Dune ad Ostia dell’ingegner Renato Papagni, leader di un sindacato dei balneari”.

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Papagni è l’imprenditore che Carla Ruocco incontrò nel 2015 ed è fratello di Paolo Papagni, rinviato a giudizio per aver minacciato insieme al boss Armando Spada, la giornalista di Repubblica Federica AngeliNel novembre del 2015 gli uomini del X gruppo del Corpo di polizia Roma Capitale hanno posto sotto sequestro alcuni manufatti nello stabilimento balneare di Papagni. In particolare il ristorante, autorizzato per sessanta metri quadrati è risultato essere stato ampliato fino ad oltre 400. Abuso per il quale Papagni è stato rinviato a giudizio assieme a Franco Nocera, l’ex responsabile dell’ufficio tecnico dell’edilizia privata del X municipio arrestato nel dicembre 2017 con l’accusa di corruzione. Secondo un’informativa della Capitaneria di Porto resa pubblica da Report Papagni avrebbe svolto il ruolo di intermediario in favore del boss di Ostia, Carmine Fasciani, rispetto alle vicende del Faber Beach, lo stabilimento sequestrato nel giugno del 2016.

Una sanatoria da 100 milioni di euro

“Questi emendamenti- continua l’esponente dei Verdi- avranno un costo per le casse dello stato di quasi 100 milioni di euro all’anno e così oltre a pagare affitti ridicoli saranno di fatto i cittadini a pagare i canoni delle spiagge che ricordo sono una beffa per chi crede nella giustizia considerato che oggi lo Stato incassa dalle concessione demaniali solo 103 milioni di euro a fronte di un’evasione, secondo l’agenzia del demanio del 50%.” “Sulle spiagge- precisa l’ecologista- si paga allo Stato un canone di solo 1,27 euro metro quadro/anno per la parte non ricoperta da strutture e Nomisma parla di un fatturato per le oltre 20.000 attività turistico-ricreative che insistono sul demanio marittimo di quasi 10 miliardi di euro l’anno e per fare qualche esempio l’albergo di lusso di Cala di Volpe, che ha in concessione a porto Cervo in Sardegna l’esclusiva spiaggia di Liscia Ruya paga la cifra di 520 euro l’anno, mentre il Twiga della Santanché versa 16.000 euro l’anno”.

 

“Dopo le norme approvate nell’ultima legge di bilancio come il salva ville sul demanio, la proroga della Bolkestein e il via libera a nuove concessioni con conseguente privatizzazione e cementificazione delle ultime spiagge libere, prosegue l’assalto alle coste preparando la strada alla sdemanializzazione ovvero alla svendita di un bene comune come i litorali del nostro paese.” , conclude Bonelli. Beppe Grillo fece una storica campagna su «spiagge bene comune», contro la privatizzazione dei litorali e gli affari selvaggi che ci giravano intorno. Ma erano altri tempi. Adesso che il M5S è al governo, quegli affari si tutelano.

EDIT ore 13,55 17 gennaio: L’emendamento M5S è stato ritirato dopo l’inevitabile figuraccia. L’annuncio è di Virginia Raggi su Facebook: rimane in campo la sanatoria della Lega.

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EDIT 21 GENNAIO 2019: Anche la Lega ritira l’emendamento al dl semplificazioni che sanava i contenziosi sui canoni balneari non riscossi. E’ quanto risulta dal resoconto dei lavori parlamentari. La decisione segue quella analoga presa dal M5S la scorsa settimana dopo la denuncia dei Verdi che avevano intravisto anche la possibilità di una maxi-sanatoria per gli stabilimenti di Ostia.

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