Opinioni

Chi ha ragione tra Matteo Orfini e Roberta Lombardi su Ostia?

Reduce dal figurone appena fatto con la storia delle bancarelle dei Tredicine al primo municipio, oggi l’archeologo prestato alla politica Matteo Orfini, già adorato a Roma a causa della vicenda Marino, ha deciso, invece di parlare ad esempio di cosa farà il Partito Democratico per la città dopo aver cacciato il sindaco regolarmente eletto, di usare una tragedia come l’occupazione abusiva del litorale di Roma per fare politica.
Questa mattina gli uomini del X gruppo del Corpo di polizia Roma Capitale hanno posto sotto sequestro alcuni manufatti nello stabilimento balneare Le dune. In particolare il ristorante, autorizzato per sessanta metri quadrati è risultato essere stato ampliato fino ad oltre 400. Nello stabilimento, riconducibile a Renato Papagni, presidente dell Assobalneari, sono stati rilevati altri abusi, quali la pavimentazione dell’arenile e la realizzazione di un casotto abusivo. I controlli dei caschi bianchi, coordinati dal Comandante Antonio Di Maggio, sono giunti al quinto sequestro negli ultimi dieci giorni. Proseguono anche i rapporti amministrativi degli uffici di Roma Capitale, volti alle revoche delle concessioni, nei confronti di coloro che hanno esercitato abusi sulle aree protette del demanio marittimo dello stato. In tutto questo bailamme, Orfini su Twitter ha scritto questo:

A cosa si riferisce Orfini? A una storia rivelata nello scorso giugno da Jacopo Iacoboni sulla Stampa:

La Stampa è in grado di raccontare che al Polo natatorio, ad accogliere la Ruocco, c’era Renato Papagni, figura di spicco del mondo associativo degli stabilimenti del litorale, da sempre in ottimi rapporti di lavoro con i Balini, storica famiglia di imprenditori, che gestiscono tra l’altro il porto di Ostia, tra mille polemiche. Tra parentesi, il Polo natatorio, che è di proprietà del Coni, era chiuso a quell’ora: è stato fatto riaprire per l’occasione, ma da chi? Segno che comunque la visita di una delegazione del M5S era considerata importante, da quel sistema del litorale. Il Movimento romano è scatenato: attacca frontalmente Marino e Sabella (che hanno mandato le ruspe per aprire i litorali, facendo infuriare gli stabilimenti balneari), vagheggia le elezioni purificatrici, ma viene anche avvicinato (o avvicina) da personaggi inquietanti(compresi pezzi di estrema destra del litorale). Se ne guarda abbastanza? È solo ingenuo o qualcuno è in malafede?

Una polemica che somiglia molto a quella scatenata da Esposito e Orfini all’epoca sulle preferenze per il M5S del fratello del boss di Ostia. E che il commissario del PD a Roma ha ribadito pubblicando anche uno stamp di uno status della Ruocco:   orfini lombardi ruocco   Roberta Lombardi del MoVimento 5 Stelle ha risposto a stretto giro di posta ad Orfini:


Chi ha ragione tra Orfini e la Lombardi? Qui, più della polemica politica, è importante il tema della discussione. Vero è infatti che la Ruocco, componente del direttorio, ha incontrato Papagni nel giugno scorso. Ed è vero anche che quell’incontro venne criticato anche in occasione della conferenza stampa di Libera in Campidoglio all’epoca del dossier sull’associazione di Don Ciotti. Però è anche vero che il MoVimento 5 Stelle sia all’epoca della campagna elettorale che sul blog di Beppe Grillo ha spesso criticato la gestione del litorale di Ostia chiamando in causa l’associazione dei balneari e lo stesso Papagni. È probabile che nell’ansia della guerra di propaganda contro il Partito Democratico la Ruocco e altri si siano avvicinati a persone che non hanno esattamente gli stessi obiettivi. Ma il fatto che Orfini utilizzi un problema così grave, e sul quale il suo rappresentante Tassone nel X Municipio non sembra aver fatto barricate fino alle dimissioni e alle accuse di mafia, per fare propaganda politica rappresenta un nuovo record, tutto suo personale, nella definizione del concetto di meschinità.

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