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Salvini vuole comprare il latte versato dei pastori sardi (ma non sarebbe un buon affare)

dipocheparole|

salvini latte versato

Salvini vuole comprare il latte versato dei pastori sardi. Siccome domenica in Sardegna si vota, il ministero dell’Interno ha annunciato entro 48 ore una soluzione per il problema del prezzo del latte di pecora che ha portato gli allevatori dell’isola alla clamorosa protesta di questi giorni. E così, mentre il governo Lega-M5S “dimentica” lettere per dare 285 milioni che spettano alla Sardegna, il Viminale si spende per una soluzione che secondo il Messaggero prevede l’acquisto del surplus di produzione e la sua distribuzione agli indigenti:

Così domani alle 15 incontrerà nuovamente la delegazione di Coldiretti con un primo elenco di interventi a sostegno dei pastori per le perdite legate alla mancata produzione e ai bassi prezzi. E’ tutto da capire come potrà fare senza rischiare la minaccia di infrazioni europee: preoccupazione che già lunedì a Cagliari s’era lasciata scappare il presidente Conte. «Questa vertenza – aveva detto– è un’urgenza; c’è però un problema di vincoli europei, non possiamo intervenire con gli aiuti di Stato ma dobbiamo studiare la misura più idonea per venire incontro alle loro ragioni legittime».

salvini latte versato

Probabilmente la soluzione trovata non è al ministero dell’Agricoltura ma tra le pieghe del bilancio del Viminale. Nella disponibilità del ministero dell’Interno ci sono infatti fondi destinanti alle emergenze e agli indigenti e così Salvini accontenterebbe anche – aspetto non secondario – il mondo della Chiesa. Nel solidarizzare con i pastori, la Conferenza episcopale sarda ieri aveva infatti sottolineato che «versare il latte in strada non giova a nessuno».

C’è però un problema grosso come un caseificio in questa storia ed è che così Salvini si troverebbe semplicemente a sprecare soldi. Nei primi giorni della protesta sui social network è circolato molto il video di Andrea Rosas, che ha spiegato le ragioni della protesta ma ha anche risposto a chi commentava gli articoli che uscivano sui giornali online dicendo che quel latte si poteva regalare ai poveri: «Faccio un appello anche a tutti quei fenomeni da tastiera che criticano la scelta di buttare il latte o darlo da bere gli animali, se per un attimo capirete che non siamo più padroni del nostro lavoro e del nostro sacrificio la penserete esattamente come noi!».

Rosas ha spiegato che quello che vendono è latte di pecora, che  non può essere consumato così ma ha bisogno di essere lavorato in processi di trasformazione che hanno un costo molto alto, quindi non può essere semplicemente regalato a chiunque per essere consumato. E siccome il Viminale non dispone delle macchine necessarie per quei processi, questo significa che semplicemente quel latte non sarebbe più versato ma sarebbe comunque sprecato.

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