Opinioni

Salvatore Giuliano e la buona scuola: l’inizio con il botto del candidato M5S al ministero dell’Istruzione

“Ritengo che la buona scuola vada assolutamente superata e migliorata. Sicuramente occorrerà continuare ad assorbire tanti docenti che sono precari”. Lo ha detto a ‘L’aria che tira’ Salvatore Giuliano, potenziale ministro dell’Istruzione in un ipotetico governo M5S. Giuliano, ha spiegato Di Maio presentando la new entry, “è il dirigente scolastico dell’istituto più innovativo che c’è in Italia, il ‘Majorana’ di Brindisi, perché ha rivoluzionato il metodo d’insegnamento per i ragazzi. Ha sviluppato una rete degli e-book per permettere alle famiglie di risparmiare sui libri di testo”. Ma la frase sulla buona scuola, in cui Giuliano non riecheggiava le feroci critiche grilline al provvedimento, ha scatenato subito la polemica politica.

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“Ieri Alessandra Pesce, candidata 5 Stelle al ministero delle politiche agricole, ha detto a Tagadà su La7 che Maurizio Martina è stato un buon ministro. Oggi all’Aria che tira, Salvatore Giuliano, candidato al soglio per l’Istruzione, si è lasciato sfuggire che la Buona scuola non va abolita. Il disfattismo sul nostro Paese di Di Maio e compagni non ha più alibi: non è condiviso neanche dai loro pseudo-ministri. I governi del Pd hanno lavorato bene e migliorato l’Italia, i risultati sono sotto gli occhi di tutti anche oggi e chiunque abbia buon senso non può che riconoscerlo”, ha detto Pina Maturani del Partito Democratico. Giuliano alla fine della giornata si sente in dovere di precisare meglio il senso delle sue parole: “Buona Scuola? Tutta da buttare e da riscrivere da capo. Alle assunzioni fatte, e che restano, ne faremo altre. Ci tengo a far sapere inoltre che mi sono dimesso dal sindacato Anp il giorno successivo alla dichiarazione avvenuta in un convegno, dove ANP utilizzava il termine ‘docente contrastivo’ con riferimento ai docenti contrari alla buona scuola”.

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