Economia

Saldo e stralcio: così il condono targato Lega-M5S aiuterà i furbetti dell’ISEE

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Tra le novità che la Manovra del Popolo ha accolto con l’intervento di Bruxelles c’è anche il saldo e stralcio, ovvero il decimo condono del governo Lega-M5S che dovrebbe servire, nelle intenzioni del legislatore, ad aiutare in contribuenti in temporanea difficoltà economica a saldare i conti aperti con il Fisco, mettendosi in regola con le cartelle esattoriali in corso senza rovinarsi.

Saldo e stralcio: così il condono targato Lega-M5S aiuterà i furbetti dell’ISEE

Nei giorni scorsi la polemica si era concentrata sulla possibilità o meno che il saldo e stralcio favorisse i padri di Luigi Di Maio e di Alessandro Di Battista, che hanno in comune qualche problema con il fisco e aiutasse anche i conti dello Stato con qualche incasso rapido in più, anche se di minore importo rispetto al dovuto. Un’elaborazione dello Studio Tributario Timpone & Associati di Roma di cui parla oggi La Stampa dimostra invece che il «saldo e stralcio» rischia di diventare un bel regalo di Natale anche per gli evasori «professionali». Che grazie al fatto che il meccanismo di pagamento della sanatoria si basa sul reddito Isee, potranno essere notevolmente avvantaggiati. Ma andiamo con ordine.

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Il saldo e stralcio e l’ISEE (La Stampa, 27 dicembre 2018)

Le regole prevedono che la sanatoria si possa pagare in unica soluzione entro il 30 novembre 2019 oppure in cinque rate e stabiliscono che sulle cartelle Equitalia già notificate, oltre all’azzeramento di interessi e sanzioni (ma non dell’aggio di riscossione), ci siano forti sconti sull’imposta da pagare. Gli sconti variano notevolmente, e sono determinati a seconda del reddito del contribuente, calcolato con il metodo dell’Isee, ovvero l’Indicatore della situazione economica equivalente, che tiene conto di reddito, patrimonio (mobiliare e immobiliare) e delle caratteristiche di un nucleo familiare (per numerosità e tipologia).

Il saldo & stralcio e l’ISEE

E proprio qui sta l’inghippo.  I tetti di reddito Isee stabiliti nel «saldo e stralcio» non sono affatto così bassi per quello che si profila come un vero e proprio condono, anche se la Lega voleva partire addirittura da un tetto di 30mila euro. Un’Isee di 20mila euro, ad esempio, rappresenta una coppia con un figlio che guadagna un reddito netto di 30mila, che dispone di una casa di proprietà con rendita catastale di 500 euro, che ha un conto in banca con 15mila euro di risparmi e ha accumulato, e che infine ha un patrimonio di 25mila investito in titoli pubblici. Insomma, una situazione economica che non si può certo definire critica. Anzi.

Come si può vedere in tabella, contribuenti poco fedeli che hanno debiti col Fisco possono garantirsi un bel vantaggio. A maggior ragione considerando che non è stato previsto nemmeno un tetto massimo di valore alle imposte da condonare. Nel primo esempio (25.000 euro di cartelle e reddito Isee di 8,500 euro, aliquota del 16%) si risparmierà il 90,07% del dovuto.

Il secondo esempio (85.000 euro di cartelle e reddito Isee di 15.000, aliquota del 35%) fa scendere il risparmio a un sempre interessante 77,26%. Una terza ipotesi, con 16.000 euro di cartelle da condonare e reddito Isee di 11.000 (e aliquota del 20%) fa salire il risparmio all’87,78%. Se ne avvantaggeranno anche gli evasori, sia quelli «totali» che quelli più accorti, che solitamente oltre a fare reddito «nero» tendono anche a intestarsi meno beni possibili. E quindi risultano avere Isee basso

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Il decimo condono in pillole (Il Sole 24 Ore, 23 dicembre 2018)

Poi c’è il problema della rottamazione bis. Quelli che non sono riusciti a pagare tutte le rate con scadenza ottobre 2018 entro il 7 dicembre, non hanno ulteriori possibilità di rimettersi in regola. A oggi, costoro dovrebbero pagare l’intero debito originario senza potersi avvalere neanche della rateizzazione.

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