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Rosanna Sapori: la giornalista di Radio Padania che aveva denunciato la Lega trovata morta

Il suo corpo è stato ritrovato nel Lago d’Iseo. Aveva parlato della storia del simbolo della Lega presuntamente venduto da Bossi a Berlusconi.

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Il corpo ritrovato sabato nelle acque del Lago di Iseo a Montisola nel Bresciano è di Rosanna Sapori, di Azzano San Paolo, nella Bergamasca, la cui scomparsa era stata denunciata il 27 dicembre scorso. Proprietaria di una tabaccheria, era stata in passato una giornalista di Radio Padania. Gli inquirenti al momento ritengono possa trattarsi di un suicidio.

Rosanna Sapori: la giornalista della Padania che aveva denunciato la Lega trovata morta

Di Rosanna Sapori si era parlato per l’ultima volta nel 2018, a proposito della storia del simbolo della Lega presuntamente venduto da Bossi a Berlusconi. Secondo la Sapori sul contratto tra Bossi e Berlusconi c’erano anche le firme della moglie del Senatùr Manuela Marrone e del senatore Giuseppe Leoni. Il famoso marchio poi non sarebbe propriamente della Lega ma di proprietà al 33% di Bossi e al 67% dalla moglie e da Leoni. A proporre l’accordo sarebbe stato Aldo Brancher.

In un’intervista al Fatto l’ex conduttrice di Radio Padania spiegava di aver saputo dell’esistenza del contratto da Daniele Vimercati, giornalista e biografo ufficiale di Umberto Bossi che glielo avrebbe rivelato nel 2001, poco prima di morire (Vimercati è morto nel 2002). In un’altra intervista, rilasciata al Riformista, la Sapori (che è stata cacciata nel 2004) parla invece di altre date: «nel 2005 il premier avrebbe finanziato il Carroccio, a un passo dalla bancarotta. In cambio, avrebbe chiesto e ottenuto la titolarità del logo del partito».

Rosanna Sapori e la storia della Credieuronord

La Sapori aveva parlato anche della Credieuronord, la banca della Lega fallita e salvata da Fiorani della Popolare di Lodi su richiesta di Tremonti. Secondo l’ex giornalista di Radio Padania in cambio del salvataggio del Credieuronord da parte di Gianpiero Fiorani, Silvio Berlusconi avrebbe ottenuto la proprietà legale del simbolo del Sole delle alpi. La Sapori parlo di tutto questo in un’intervista rilasciata al Riformista in cui nominava anche Giancarlo Giorgetti, attuale braccio destro di Matteo Salvini:

«A quel punto Bossi, che forse aveva perso il controllo della banca – continua la Sapori – chiamò Giancarlo Giorgetti, suo confidente in materia finanziaria. Lo ricordo benissimo. Gli chiese: “Fammi capire cosa sta succedendo”. Giorgetti si recò nella sede della banca, a due passi da via Bellerio, entrò e non ne uscì per una settimana. Quando portò i conti a Bossi, gli disse molto chiaramente che rischiavano di andare tutti in galera». Misteriosamente, la Lega trova una via d’uscita. Nel 2005, la Banca Popolare di Lodi di Gianpiero Fiorani interviene per rilevare Credieuronord.

E Silvio Berlusconi cosa c’entra in tutta questa storia? «Fu lui a permettere l’intervento di Fiorani – spiega la Sapori -. In ogni caso i conti dissestati della Lega non derivavano mica solo dalla banca. C’erano già i problemi finanziari dell’Editoriale Nord, l’azienda cui facevano capo la radio, la tv e il giornale di partito. Il primo creditore di Bossi, poi, era proprio il presidente Berlusconi. Le innumerevoli querele per diffamazione che gli aveva fatto dopo il ribaltone del ’94, le aveva vinte quasi tutte. La Lega era piena di debiti. Si era imbarcata in un’interminabile serie di fantasiosi e poco redditizi progetti come il circo padano, l’orchestra padana. Non riuscivano a pagare i fornitori delle manifestazioni. Ricordo che allora erano sotto sequestro le rotative del giornale e i mobili di via Bellerio».

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