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Fabio Loscerbo: l’avvocato arrestato per i permessi di soggiorno facili a Bologna

Accusato di falso ideologico in atto pubblico per induzione in errore, contraffazione e utilizzo di documenti al fine di determinare il rilascio del permesso di soggiorno e favoreggiamento della permanenza in clandestinità nel territorio dello Stato. Salvini: “Candidato sindaco con il centrosinistra”

loscerbo arrestato bonaccini come stanno le cose

Solo nel 2018 aveva presentato “oltre 800 istanze di fissazione di appuntamento per altrettanti cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale, molti dei quali risultavano provenire da varie parti d’Italia”, che avevano “fittiziamente trasferito il proprio domicilio nel territorio della provincia di Bologna per poter presentare la propria istanza alla locale Questura”. E oggi la Squadra mobile della Polizia bolognese ha applicato nei confronti dell’avvocato, il 39enne Fabio Loscerbo, e di un suo complice tunisino, l’ordinanza di misure cautelari emessa dal gip Roberta Dioguardi, su richiesta del pm Rossella Poggioli, che dispone per entrambi la misura cautelare degli arresti domiciliari “per i reati- fa sapere la Questura- di falso ideologico in atto pubblico per induzione in errore, contraffazione e utilizzo di documenti al fine di determinare il rilascio del permesso di soggiorno e favoreggiamento della permanenza in clandestinità nel territorio dello Stato”.

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La Polizia ha anche svolto delle perquisizioni personali e domiciliari nei confronti dei due, trovando in casa del legale circa 200mila euro, e ha perquisito anche lo studio professionale dell’avvocato e l’abitazione di una terza indagata, praticante e collaboratrice di studio. L’indagine, si legge in una nota, è scattata a giugno 2018 “grazie ad alcune segnalazioni provenienti dall’Ufficio Immigrazione della Questura di Bologna, che aveva registrato un deciso aumento delle domande di protezione internazionale, avanzate anche da cittadini stranieri che dimoravano in Italia da diverso tempo privi di un regolare permesso di soggiorno”.

 

Dai primi accertamenti svolti è emerso che queste persone “avevano fittiziamente e preordinatamente trasferito il proprio domicilio nel territorio provinciale per poter presentare la propria istanza alla locale Questura”. Infatti gli stranieri richiedenti asilo, come loro stessi hanno dichiarato, “non avevano mai effettivamente abitato in casa dei soggetti che avevano sottoscritto, dietro compenso, le dichiarazioni di ospitalità in loro favore, ed entrambe le parti, consapevoli di tale circostanza, producevano documentazione falsa per ottenere il permesso di soggiorno”. In questo scenario “è emerso il ruolo di collettore” svolto da Loscerbo, presidente dell’Associazione legali immigrazionisti, che “risultava aver avanzato, nel solo 2018, oltre 800 istanze di fissazione di appuntamento per altrettanti richiedenti protezione internazionale, molti dei quali provenivano da varie parti d’Italia”, incassando per ogni caso trattato una somma compresa fra i 300 e i 500 euro. Tramite il passaparola, spiega la Questura, nelle diverse comunità straniere di tutta Italia “si era diffusa la notizia che bastava rivolgersi all’avvocato di Bologna per ottenere agevolmente un permesso di soggiorno”. E le indagini, svolte anche con intercettazioni ambientali e video, hanno fatto emergere che “dopo un primo contatto telefonico gli straniero, provenienti da tutta Italia, ottenevano un appuntamento nello studio legale di Bologna, dove si concludeva l’accordo con il pagamento di un primo acconto da parte dell’assistito e la fissazione di un appuntamento in Questura a Bologna, Ravenna, Forlì- Cesena, Modena o Rimini”. Questo perché il legale “vantava di gestire la fissazione degli appuntamenti tra le diverse Questure a seconda di quella che, a suo dire, in determinati momenti storici sembrava fare controlli più o meno approfonditi sui documenti”.

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“Che schifo! Arrestato a Bologna per giro di permessi falsi ai clandestini, beccato con 200.000 euro in contanti in casa! Bell’esempio di campione della sinistra buonista dei porti aperti… per mangiarci su! Vergogna dell’Emilia-Romagna e dell’Italia”. Non si fa attendere il commento del leader della Lega, Matteo Salvini, all’operazione della Squadra mobile di Bologna, che conta 41 indagati e nell’ambito della quale sono finiti agli arresti domiciliari l’avvocato Fabio Loscerbo e un suo complice tunisino, accusati di “falso ideologico in atto pubblico per induzione in errore, contraffazione e utilizzo di documenti al fine di determinare il rilascio del permesso di soggiorno e favoreggiamento della permanenza in clandestinità nel territorio dello Stato”. Un’operazione che, dal punto di vista del Carroccio, e’ ancora piu’ significativa. Infatti, come ricorda Salvini nel post su Facebook in cui dice la sua sulla vicenda e come sottolinea, in una nota, anche il deputato leghista (ed ex sottosegretario all’Interno) Nicola Molteni, Loscerbo si è dichiarato “sostenitore di Stefano Bonaccini” in vista delle imminenti elezioni regionali, oltre ad essersi candidato a sindaco con una lista di centrosinistra- comunque alternativa al Partito democratico- a Malalbergo, in provincia di Bologna. “Questa e’ la sinistra che vuole processare Salvini per il caso Gregoretti e che bastona commercianti e piccoli imprenditori”, rincara la dose Molteni, che conclude dicendosi “orgoglioso di Salvini che ha fermato gli sbarchi e stroncato il business dell’accoglienza. Altro che cancellare i decreti sicurezza…”.

 

EDIT: Bonaccini risponde a Salvini che parlava di Loscerbo che appoggia il candidato del centrosinistra:

Devono proprio essere in difficoltà se continuano a sparare balle e ad alzare il livello degli attacchi personali contro di me. Chissà quale clava useranno ancora nei prossimi giorni…

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Voglio però informare i miei avversari che l’avvocato finito ai domiciliari nel bolognese non ha nulla a che fare con me o col Pd, e non è stato sostenuto dal Pd alle ultime amministrative. Viceversa, faceva convegni con la destra, insieme a esponenti della Lega e di Fratelli d’Italia. Se adesso ha espresso il suo sostegno per me non lo so: certo è che non so chi sia e che di sostenitori così io non ne voglio.

 

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