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L’assordante silenzio di Roberto Fico sulla storia della colf in nero

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È passata una settimana dalla pubblicazione della storia delle Iene sulla colf della compagna del Presidente della Camera Roberto Fico. Antonino Monteleone, inviato del programma di Italia Uno, sostiene che la colf che lavora nell’abitazione napoletana di Yvonne De Rossa (dove Fico non ha la residenza ma abita, come dimostra la presenza della scorta) sia pagata in nero. Fico ha fatto sapere ieri tramite i suoi avvocati di non essere il datore di lavoro della signora Imma (la colf) e di star «valutando di sporgere querela per diffamazione nei confronti della trasmissione Le Iene».

Le non risposte del Presidente della Camera

Mentre il Presidente della Camera continua a non voler rispondere alle domande (per inciso la versione di Fico è che Imma non lavora da Yvonne De Rosa ma che si scambiano favori perché sono amiche) la vicenda ha assunto i contorni di uno sceneggiato televisivo. Nel silenzio di Marco Travaglio – noto fustigatore e moralizzatore – il Fatto Quotidiano ha pubblicato un articolo di Selvaggia Lucarelli nel quale si chiede invece a Monteleone di dimostrare che lui la sua colf la paga con un regolare contratto. L’editorialista del Fatto fa anche notare il cattivo gusto di tirare in mezzo una persona – la compagna di Fico – che è malata di cancro. Qualche giorno prima invece il direttore del sito del Fatto Quotidiano – Peter Gomez – aveva pubblicato un editoriale per chiedere a Fico di fare chiarezza su una vicenda che seppur minima, rischia di minare la fiducia degli elettori nella trasparenza dei 5 Stelle. Su Libero ieri Filippo Facci è poi andato all’attacco della Lucarelli per criticare la linea del Fatto Quotidiano che «si occupa del galateo delle domande e se ne fotte delle risposte, col formidabile risultato di sollevare fondamentali interrogativi, ora, sulla colf di Antonino Monteleone».

yvonne de rosa roberto fico

Nel frattempo tra i 5 Stelle serpeggia l’ipotesi di complotto. Dal momento che  le Iene sono un programma Mediaset c’è chi ha pensato ad un attacco politico con tutti i crismi. I capigruppo Giulia Grillo e Danilo Toninelli hanno parlato nei giorni scorsi «di strumentali attacchi politici privi di fondamento». Roberto Fico continua a tacere mentre Yvonne De Rosa ha pubblicato ieri un post (poi rimosso, oppure semplicemente ne ha modificato le impostazioni della privacy) nel quale citava alcuni versi del Cirano di Francesco Guccini.

La stoccata di Antonino Monteleone e Fico che difende la generazione “dei cinque euro a pezzo”

Molti hanno collegato la citazione sulle «verità cercate per terra, da maiali» proprio alla vicenda del servizio delle Iene. Non è tardata ad arrivare, sempre via Facebook, la replica di Antonino Monteleone che ha invece citato altri versi del Cirano di Guccini dedicandoli ai «politici rampanti» che «hanno fatto del qualunquismo un’arte». Per la verità nel testo Guccini si rivolge anche a «portaborse, ruffiani e mezze calze» e a «feroci conduttori di trasmissioni false». Ma tant’è.

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La stoccata di Monteleone è arrivata un’ora prima del post su Facebook dove Roberto Fico – già Presidente della Commissione di Vigilanza Rai – celebrava la giornata mondiale della libertà di stampa puntando l’attenzione sui cronisti più indifesi «i freelance e la “generazione dei cinque euro a pezzo”. Tutelando i più deboli si tutela un’intera società, questo vale per la stampa così come per tanti altri settori importanti del nostro Paese». Chissà se forse mentre scriveva queste belle parole pensava anche alla colf assunta a 500 euro al mese, un contratto non proprio “onesto”. Molto probabilmente no, visto che per il Presidente della Camera si tratta solo di uno scambio di favori.

Dino Giarrusso, l’ex Iena che diventa difensore d’ufficio di Fico

Tutta la storia è diventata ufficialmente una farsa dopo l’intervento di Dino Giarrusso – l’ex Iena assunta in Regione Lazio come addetto alla comunicazione del gruppo M5S – alla Zanzara, il programma di Radio 24 condotto da Giuseppe Cruciani e David Parenzo. Giarrusso ritiene – contrariamente a quanto sostenuto da alcuni portavoce pentastellati come Paola Nugnes e Carla Ruocco – che quello delle Iene non sia un attacco politico. Non è la prima volta che Giarrusso interviene a difendere il M5S, lo aveva fatto già all’epoca dei plagi nel programma del MoVimento.

Giarrusso ha definito l’inchiesta di Monteleone un po’ zoppicante e ha detto «Non mi sembra che Fico abbia commesso degli illeciti». Secondo l’addetto alla comunicazione del M5S Lazio Fico «non vive in quella casa, ha una casa sua a Napoli». Ma non è vero perché Fico non ha mai detto – e avrebbe potuto farlo chiudendo definitivamente la questione – che non abita a casa della De Rosa. Eppure Giarrusso continua dicendo che «Ognuno ha la responsabilità delle cose che fa lui. Le Iene dovevano andare dalla moglie, non da lui. Io quel servizio non lo avrei fatto, mi sembra che ci fosse un po’ pochino per fare un servizio, dovevano andare da Yvonne». Il servizio delle Iene «non ha colpito bene il bersaglio» e in buona sostanza non era tenuto a sapere se a casa della compagna, a Napoli, la colf era pagata in nero o meno. Peccato che in più di un’occasione i 5 Stelle si siano attaccati proprio alla questione del “non poteva non sapere”. Come al solito 5 Stelle e due misure. Le domande rimangono: la colf è in nero, o no? Ce l’ha un contratto, o no? Ai Fico l’ardua risposta.