Attualità

Selvaggia Lucarelli, Filippo Facci e la colf in nero della compagna di Roberto Fico

colf in nero roberto fico 1

Mentre sono passati sei giorni dalla pubblicazione della storia di Roberto Fico e della colf della compagna e il presidente della Camera, incidentalmente seconda carica dello Stato, non ha ancora ritenuto, nella sua infinità onestà, di spiegare al popolo se sulla vicenda è vera:

– la sua versione che dice che Imma non lavora da Yvonne La Rosa;

– la versione di Imma, che dice che lavora regolarmente segnata e pagata da Yvonne La Rosa;

– la versione della fonte delle Iene, che dice che Imma lavora in nero e per qualche tempo l’ha affiancata un immigrato ucraino di nome Roman che ha preso una parte della paga di Imma e che è “sparito” dopo la nomina di Fico a presidente della Camera;

Insomma, mentre il tempo passa e la trasparenza manca, la vicenda comincia ad avere altre sfaccettature che la trasformano, piano piano, in telenovela. Oggi Filippo Facci su Libero va all’attacco di Selvaggia Lucarelli, che nei giorni scorsi aveva scritto un articolo sul Fatto per raccontare la malattia di Yvonne, segnalando anche l’editoriale di Peter Gomez sul sito del giornale di Travaglio in cui, senza successo, si chiedevano spiegazioni a Roberto Fico:

Il risultato è che il direttore del Fatto cartaceo, Marco Travaglio, un articolo sul caso Fico l’ha fatto scrivere alla Lucarelli, non a Peter Gomez: è lei la scrittrice di quest’età molto basso-imperiale, anche se non è di Roma ma di Civitavecchia. E il suo articolo – una broda di una pagina – in pratica dice soltanto che Le Iene, per la questione della colf in nero, dovevano rivolgersi direttamente a Yvonne, la compagna di Fico: anche se forse non l’hanno fatto perché lei è malata.

L’articolo dice così, a parte una conclusione in cui la Lucarelli si chiede maliziosamente se l’intervistatore de Le Iene abbia la colf in regola, poiché «trasparenza e onestà non è solo lo slogan dei Cinque Stelle, ma anche quello de Le Iene». Già: e quello del Fatto Quotidiano, invece? Cioè: da una settimana, sul caso Fico, il quotidiano più moralista d’Italia si occupa del galateo delle domande e se ne fotte delle risposte, col formidabile risultato di sollevare fondamentali interrogativi, ora, sulla colf di Antonino Monteleone.

Da questione politica, etica e semmai giornalistica la vicenda quindi diventa sempre più l’occasione per un regolamento di conti tra questioni avverse. Quella di Selvaggia Lucarelli nei confronti di Antonino Monteleone, che nasce dalle giuste osservazioni dell’editorialista del Fatto nei confronti dell’inchiesta su David Rossi, e quella tra Facci e la stessa Lucarelli, che va avanti da un secolo e che anche oggi viene condita dagli insulti del giornalista di Libero:

Detto questo, come dire: sono veramente dei cialtroni. Da anni la menano con l’onestà anche più stucchevole e formale, fanno le pulci anche alle pulci, si presentano come l’acido che sturerà i lavandini del potere e che ci libererà di tutti i vizi e gli stravizi della casta: e adesso rovesciano il tavolo e si ripropongono come macroesempi della stessa italietta ipocrita che li ha votati, quella che nutre una gigantesca economia informale fatta di colf in nero, baby sitter in nero, badanti in nero, parrucchiere in nero, roba che finché tocca a noi pare l’unica via per sopravvivere allo Stato sanguisuga che tassa il lavoro e chiede alle famiglie infiniti adempimenti burocratici,ma se tocca il politico diventa la pietra dello scandalo.

Il caso Fico li ha inceppati – grillini, fattini, selvaggini – ed eccoli riproporre la mediocrità autoconsolatoria dei politici che assolvono il popolo da ogni peccato, perché sono come noi. Invece che risolvere i problemi, cioè, ne vanno a rappresentare il massimo esempio a partire dalla terza carica dello Stato.Dicasi cialtroni. E basta. Nota: è facile aspettarsi, dopo questo articolo, una ficcante indagine della cougar di Civitavecchia circa i contributi versati alla mia colf. Le anticipo che è tutto regolare e che la strapago: almeno quanto lei – la cougar – non a caso meriterebbe.

Mentre il tutti contro tutti lascia la strana sensazione di rumore di sottofondo, Roberto Fico fa sapere di aver dato mandato ai suoi legali di «tutelarlo penalmente a seguito della messa in onda del servizio della trasmissione di Italia Uno “Le Iene” dal titolo “Una colf in nero per il presidente Roberto Fico?”». Ne dà notizia l’avvocato Annalisa Stile, che spiega di star «valutando di sporgere querela per diffamazione nei confronti della trasmissione Le Iene che, attraverso il loro pezzo, insinuano nel pubblico televisivo il dubbio (per loro certezza, per come è stato montato il pezzo e per i commenti che accompagnano il servizio), che il presidente Fico abbia assunto “a nero” una colf-baby sitter nella casa napoletana della signora Yvonne», compagna di Fico.

colf in nero roberto fico

«Stesse considerazioni – aggiunge l’avvocato – valgono per tutti i quotidiani che hanno indicato il presidente Fico quale datore di lavoro della signora Imma. Il presidente Fico non è, né è mai stato, datore di lavoro della signora Imma», sottolinea l’avvocato Annalisa Stile ricordando che «il presidente Fico abita a Roma, nella cui casa ha una colf assunta con regolare contratto, risiede a Napoli, ma a casa propria nel quartiere Posillipo, e non nella casa della signora Yvonne. Il presidente Fico – conclude l’avvocato Stile – mi ha investita di questo incarico per non alimentare ulteriori pretestuose polemiche e strumentalizzazioni politiche».

Leggi: Marco Travaglio e i politici che si dimettono per i contributi non pagati alle colf