Politica

Roberto Calderoli: se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo

Ogni volta che la Lega fa una sciocchezza dietro c’è lui, il Dentista prestato al Costituzionalismo e alla Legislazione. Lunga vita al Vate di Bossi e di Salvini!

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In molti nella Lega si chiedono come mai abbiano fatto una legge sul taglio dei parlamentari che avrebbe dovuto essere applicata dopo un salto di legislatura, garantendo così l’elezione di un migliaio tra onorevoli e senatori, ma alla fine il salto non si farà. In moltissimi nella Lega si chiedono anche perché abbiano fatto votare ai consigli regionali una richiesta di referendum per una nuova legge elettorale che però è stata bocciata dalla Corte Costituzionale. La risposta è breve e concisa: Roberto Calderoli. Dopodiché, si può lasciare la parola a Marco Travaglio:

Un nome, una garanzia di catastrofe. Calderoli, in arte “Pota”, dentista di Bergamo Alta inopinatamente scambiato da 25 anni per un riformatore, vanta una collezione di fiaschi che nemmeno una cantina sociale. Un giorno, a Pontida, per sventare l’avvento dell’euro, s’inventò il tallero padano, detto “calderòlo”. Quando il pataccaro Igor Marini fu accolto con tutti gli onori in commissione Telekom Serbia come “s up e r te s ti m o ne ” delle tangenti a Prodi, Fassino e Dini sui conti “Mortadella”,“Cicogna”e“Ranocchio”, fu il Pota a garantire sulla sua attendibilità, definendolo “una persona di una memoria che fa impallidire Pico della Mirandola, intelligente, sveglia e preparata”. Infatti Marini fu arrestato per essersi inventato tutto. […]

Poco dopo, il cavadenti padano sfornò la più indecente legge elettorale della storia dell’umanità prima dell’arrivo di Renzi. Infatti lui stesso,conoscendola, la definì “una porcata”(per gli amici Porcellum, ovviamente fulminata dalla Consulta). E, conoscendosi, confidò al Corriere : “Su di me non avrei scommesso un euro”. Ma gli altri sì, anche se lui faceva di tutto per metterli sull’avviso: come la sera che apparve al Tg1 e si aprì la camicia mostrando in mondovisione una canotta con una vignetta anti-Maometto, che nel giro di 48 ore provocò una rivolta a Bengasi, 11 morti dinanzi al consolato italiano e le sue immediate dimissioni da ministro delle Riforme.

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Così nel 2015 fu correlatore della controriforma costituzionale Renzi-Boschi-Verdini. E fu unafortuna: anche quella fu bocciata dagli elettori nel referendum del 2016. Con questo curriculum era naturale che Salvini e gli otto governatori di centrodestra promotori del referendum maggioritario chiedessero a lui di scrivere il quesito. Tutti i costituzionalisti, ma anche i passanti, che lo leggevano sapevano che sarebbe stato respinto perché, essendo troppo manipolativo, avrebbe lasciato il Paese senza legge elettorale.

Ma l’Uomo Fiasco garantiva: “Niente paura, passerà”. Aveva pure chiesto alla Consulta di presenziare all’udienza in qualità di “delega to della Basilicata”. E la presidente Cartabia, con uno strappo alla regola, aveva accettato. Lui pensava che la cosa fosse di buon auspicio. In realtà era un premio per aver garantito alla Corte la piena occupazione con la sua produzione industriale di leggi incostituzionali. Infatti è entrato dall’ingresso fornitori.

Ora, in molti si chiedono se in realtà Calderoli non sia una Quinta Colonna della Sinistra in seno alla Lega, ma si tratta di un’ipotesi complottistica. La verità è che Calderoli, se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo. Per fortuna lui ci fa, invece, mentre Salvini c’è.

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