Economia

I rimborsi ai truffati delle banche sono ancora fermi

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Dopo l’annuncio dell’altroieri sull’accordo raggiunto per i rimborsi ai truffati delle banche Letizia Giorgianni, rappresentante delle Vittime del Salvabanche, ha detto che visto che il governo doveva riscrivere la norma primaria e a causa dei tempi tecnici i rimborsi non sarebbero arrivati dopo il 2019.

Oggi si scopre che il testo che dovrebbe recepire le norme messe a punto dal Tesoro e dare il via libera ai pagamenti è fermo in attesa di un sì unanime da parte delle associazioni dei risparmiatori. Si racconta che il governo non voglia procedere senza il sì unanime delle associazioni (due di esse hanno votato no al piano durante l’incontro con Conte ma a mancare in realtà è l’accordo nel governo.

I Cinque Stelle non vogliono cedere terreno alla Ue, modificando la norma della legge di Bilancio che prevede indennizzi automatici per tutti gli ex azionisti e obbligazionisti. Per la Lega le norme messe a punto dal ministro Tria sono confermate (il “doppio binario” con risarcimenti automatici per chi ha un reddito fino a 35.000 euro o un patrimonio mobiliare fino a 100.000, arbitrato per tutti gli altri) e che verranno varate dal prossimo Consiglio dei ministri. Se anche le due associazioni contrarie dovessero venire convocate da Conte, il loro via libera non è comunque vincolante.

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I rimborsi ai risparmiatori truffati dalle banche (Corriere della Sera, 9 aprile 2019)

Le due associazioni, spiega oggi Repubblica, sono comunque sul piede di guerra: «Le norme che ci hanno presentato sono incostituzionali, creano una disparità di trattamento», secondo Andrea Arman, del “Coordinamento don Torta”. «Ma credo che la ricerca dell’unanimità tra le associazioni sia solo una giustificazione pubblica a un contrasto tra le due anime del governo, – aggiunge – da una parte Di Maio, che ci sostiene, e dall’altra la Lega e il Mef, contrari a una soluzione senza arbitrato».

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