Economia

Rifiuti, alla fine Pizzarotti salva Raggi (con 300mila euro in più)

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La giunta Bonaccini (Pd) smaltirà 15mila tonnellate di immondizia proveniente da Roma, che saranno divise nei termovalorizzatori di Parma, Modena e Granarolo (Bologna). L’accordo tra la Regione Lazio e l’Emilia Romagna risolve l’ennesima emergenza nata durante il governo di quelli dei rifiuti zero, dopo i no di Umbria e Lazio e la telefonata mancata di Virginia Raggi a Federico Pizzarotti. Roma ha chiesto di smaltire 350 tonnellate giornaliere e così sarà. La disponibilità dell’Emilia Romagna non supererà però i 43 giorni pieni in lasso di tempo complessivo di 60 giorni. I costi e le modalità di pagamento saranno pattuiti tra i gestori degli impianti di partenza e di arrivo dei rifiuti, in linea coni costi emiliano-romagnoli. La mancata auto-sufficienza costerà alle casse del Comune 300mila euro.
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Anche in questa occasione quindi un problema tutto romano viene risolto dagli altri enti locali, esattamente come è successo negli anni precedenti e negli ultimi mesi di governo (?) a 5 Stelle della città. Con questo provvedimento, «tassativamente non reiterabile», spiega il governatore Bonaccini, Roma potrà uscire dall’emergenza di questi giorni. Una lunga teoria di cartoline dei quartieri ricoperti dall’immondizia, da nord a sud, passando per Ostia, il litorale, dove da qualche giorno si registrano anche gli incendi ai cassonetti. Fotografia di un’emergenza che si ripete ciclicamente per le feste ma anche in estate. Dimostrazione che le mosse adottate dall’Ama non hanno funzionato:impianti stracolmi, pochi camion a disposizione e troppo personale che alla fine è rimasto con le mani in mano.

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