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I “responsabili” per blindare il governo Conte Bis

giuseppe conte sottosegretari e viceministri, governo giallorosso

Il governo Conte Bis è appena nato e già si interroga sul suo futuro. La scissione di Renzi e la nascita di Italia Viva fa sentire l’eco di minacciosi scricchiolii sulla sua durata e il salvataggio del senatore Sozzani a Palazzo Madama potrebbe costituire una pericolosa avvisaglia. Ecco perché, mentre saranno 26 i deputati e 15 i senatori a disposizione dell’ex premier, si cercano voti per blindare il governo anche in caso di improvvisi voltafaccia.

I “responsabili” per blindare il governo Conte Bis

E si cercano, a sorpresa, rivolgendosi al “soccorso azzurro”. Anche se ieri la senatrice Donatella Conzatti ha annunciato il suo passaggio a Italia Viva e mentre invece la deputata Beatrice Lorenzin è entrata nel Partito Democratico. Silvio Berlusconi nei colloqui con Conte e nelle successive dichiarazioni aveva assicurato “un’opposizione responsabile” ma ovviamente non ha alcuna intenzione di tollerare esodi e il caso Carfagna ne è stato una prova. E c’è chi fa sapere che ci si aspetta che le file del senatore di Scandicci si ingrossino, visto che molti fedelissimi sono rimasti nel Partito Democratico. Per Annalisa Cuzzocrea, che ne parla oggi su Repubblica,  una componente – se mai nascesse – risponderebbe direttamente a Giuseppe Conte, rafforzando il ruolo del premier e indebolendo la forza di interdizione della neonata “Italia viva”.

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La maggioranza possibile in Senato per il governo M5S-PD (La Repubblica, 27 agosto 2019)

L’operazione non è semplice per molte ragioni. Per i numeri necessari, tra i 12 e i 15 senatori, bisogna passare per il gruppo misto e per Forza Italia. Ma c’è anche chi sottolinea che non c’è poi così tanta fretta:

Anche chi ha parlato con il presidente della Camera Roberto Fico, pensa che la tenuta della maggioranza non sia affatto in pericolo, e fa un ragionamento pratico: «A Renzi serve tempo. E servono i rimborsi che vanno ai gruppi parlamentari, con cui sosterrà la sua impresa. Non farà colpi di testa. E se non hai l’arma fine del mondo, quella delle elezioni, il tuo peso diminuisce». Una visione ottimistica che chi non ha ancora digerito la nascita del governo giallo-rosso, come il senatore Gianluigi Paragone, non condivide: «Se sono preoccupati è perché non hanno voluto prendere precauzioni — dice dei suoi colleghi di partito l’ex conduttore tv — Renzi, non potendo più fare il 40 per cento, giocherà sul peso delle sue azioni. Citando Cuccia: le azioni non si contano, si pesano».

La scissione nel M5S?

Intanto Mario Ajello sul Messaggero racconta che anche per il MoVimento 5 Stelle comincia a circolare un’ipotesi (che sembra in realtà piuttosto fantasiosa) di scissione. Secondo il quotidiano romano nei confronti del Capo Politico del M5S Luigi Di Maio è in atto da tempo una ribellione (e questo si sapeva) e questo potrebbe portare alla nascita di un nuovo gruppo che però sarebbe anche questo “contiano”: circola questo ragionamento, tra i grillini, che può essere miele per le orecchie del Pd e di chi ne guida la delegazione al governo, cioè Franceschini: «Serve un gruppo che stabilizzi l’esecutivo, che compensi gli strattoni che certamente Renzi provocherà e Di Maio non ha più la fiducia di molti, quella che servirebbe invece in questa fase che si annuncia molto hard».

Per il gruppo di provenienza 5 stelle i nomi circolano ma si tratta per ora di boatos. Esempio: Toninelli sarà della partita oppure l’eventuale nomina a capogruppo al Senato ne frenerà gli ardori e i furori per l’estromissione dalla squadra dei ministri? Nel mazzo dei possibili o degli eventuali, i sussurri di Palazzo indicano Luigi Gallo e Giuseppe Brescia (area Fico), Barbara Lezzi e Carla Ruocco, il deputato Massimo Misiti (ortopedico calabrese con molti amici nel Pd), Nicola Morra che non è diventato titolare del Miur, l’ex sottosegretario Fantinati, il capogruppo dei deputati D’Uva che sperava in un ministero come accaduto con successo al suo pari grado del Senato cioè Patuanelli ora al Mise ma è assai più vasta l’area in movimento.

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Governo Conte, i numeri in Parlamento e i gruppi di Renzi (Il Messaggero, 19 settembre 2019)

E sarebbe riduttivo descriverla come quella di chi è rimasto a bocca asciutta nella partita governativa. Si tratterebbe invece di un gruppo di stabilizzatori in sintonia con i dem più di quanto lo è Di Maio e più di quanto lo potrà essere Renzi.

Ma sono proprio i nomi a rendere incredibile questa operazione: si tratta di fedelissimi M5S da sempre. Difficile che mollino i grillini, per non dire impossibile.

EDIT ore 8.05: Come era ampiamente prevedibile, è arrivata subito la smentita del M5S:

 “E’ clamorosamente inventato il retroscena a firma Mario Ajello pubblicato quest’oggi sul Messaggero. Una totale invenzione del giornalista che ipotizza una scissione nel gruppo parlamentare M5S con tanto di elenco di nostri PortaVoce che vorrebbero lasciare, a suo dire, il Movimento. Il tutto senza essersi mai confrontato con una fonte ufficiale M5S. Ancora una volta ci ritroviamo a dover smentire una fake news che mira a disinformare i cittadini e screditare il MoVimento”. E’ quanto si legge in una nota del M5s.

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