Economia

Il ridicolo servizio di Report su criptovalute e blockchain

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Ieri Report ha mandato in onda un servizio di approfondimento sulle criptovalute. «Sono una risorsa o sono una fregatura?», si chiedeva Sigfrido Ranucci nel lanciare l’inchiesta di Giuliano Marrucci. Il pubblico di Rai3 quindi poteva sentirsi autorizzato ad aspettarsi una spiegazione sulle blockchain – la . Bitcoin, Ethereum e altre criptovalute sono salite rapidamente agli onori delle cronache nei mesi scorsi grazie alle straordinarie performance dei rendimenti delle monete elettroniche. Molti hanno iniziato ad investire nelle criptovalute delle quali, così come per altri strumenti finanziari, si è parlato di “bolla speculativa” pronta ad esplodere.

Report dentro la bolla dei Bitcoin

Proprio come i titoli azionari anche le criptovalute hanno un mercato il cui andamento altalenante. Inizialmente infatti le monete elettroniche andavano “minate” grazie alla potenza di calcolo del computer che doveva risolvere alcuni algoritmi via via più complicati. Parallelamente alla crescita del fenomeno, e al valore corrispettivo dei vari Bitcoin, Ethereum, Litecoin, etc è divenuto possibile acquistarle su siti di exchange. Ed è proprio su un di questi siti che Marrucci acquista 500 euro di Bitcoin e 500 euro di Ethereum.

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Con grande sorpresa – si fa per dire – Marrucci scopre ben presto che il suo investimento invece che fruttare entro pochi istanti guadagni inenarrabili inizia a perdere di valore. Succede, non è intrinsecamente colpa di Bitcoin e delle altre crypto ma di tutti gli strumenti finanziari. È sbagliato? È giusto? Il consumatore, quello che magari decide come Marrucci di mettere 1000 euro in Bitcoin forse avrebbe bisogno di più informazioni, soprattutto se in modo avventato decidesse di investirci tutti i suoi risparmi.

La disinformazione di Report sulle criptovalute e blockchain

Il problema del servizio di Report è che si è capito ben poco del funzionamento e della sicurezza delle criptovalute. Certo, si sono viste alcune fabbriche di criptovalute dove centinaia di computer minano le crypto. E si è parlato anche dei furti di criptomonete, furti milionari, visti il valore raggiunto da alcune di esse. Non tutti hanno gradito però il servizio, soprattutto gli appassionati di blokchain e criptovalute e coloro che davvero ci hanno investito dei soldi. Il che non significa che il sistema dei Bitcoin non abbia delle criticità che sono emerse proprio in questo periodo grazie all’ondata speculativa. La pagina Facebook Blockchain Caffè ha pubblicato lo screenshot di un post di Marrucci del 14 marzo dove chiede se qualcuno che avesse perso “un bel po’ di quattrini” voleva raccontare la sua storia a Report.

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Qualcuno si è scandalizzato per aver scoperto che è così che Report cerca informatori e persone da intervistare. Ma come ha dimostrato il servizio sui pericoli del vaccino anti-HPV a volte gli inviati della trasmissione ideata da Milena Gabanelli sanno fare anche di peggio. In poco più di venti minuti Marrucci non ha affrontato seriamente la questione, dicono i critici, ma si è limitato a raccontare una sfilza di aneddoti che spaziano dal virus per “succhiare” l’energia dai cellulari e usarli per minare le crypto. Fino alla nota vicenda di Wikileaks che ha investito in Bitcoin perché Visa, PayPal e altre corporation finanziare avevano deciso di sospendere il trasferimento dei fondi. In mezzo le storie dei commercianti che accettano Bitcoin ma che non hanno visto aumentare i propri guadagni.

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Già a marzo il post di Marrucci nel gruppo Speculazione Crittovalute era stato duramente criticato. L’inviato di Report si era difeso dicendo che era interessato a sentire anche le storie di chi ci aveva guadagnato però alla fine non aveva modificato il post originale e la ricerca era rimasta limitata a chi ci aveva perso. Il tutto mentre diversi trader tentavano di spiegare che era ancora troppo presto per valutare il rendimento di un investimento fatto qualche mese prima, quindi era improprio parlare di vere e proprie perdite.

Il pezzo simil-satirico di Marrucci sulle criptovalute

Sulle criptovalute ci sarebbero tante cose da dire. E ancora di più ce ne sarebbero sulla tecnologia blockchain, che qualcuno sostiene sarà la tecnologia del futuro e che quindi si potrebbe raccontare in maniera diversa da come è stato fatto ieri sera. E farlo non significa certo dire che blockchain e le criptomonete sono perfette o un dono del cielo. Eppure si è scelto un tono canzonatorio. Come quello utilizzato da Marrucci su Facebook dove definisce le crypto “l’ultima ttroga [droga] del bimbominkismo globale”. Un pezzo “simil satirico” che però era stato presentato come un servizio d’inchiesta.

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A quanto pare, e a quanto scrive Marrucci, si è volutamente scelto di non parlare delle criticità del sistema o sul funzionamento della crittografia di blockchain. Insomma le cose “serie” sono state lasciate da parte “per motivi di spazio” e invece si è preferito parlare della fuffa o raccontare la vicenda pruriginosa della grande fregatura. Il tutto senza nemmeno l’onestà intellettuale di spiegare che chi usa le criptovalute come strumento finanziario – vale a dire come trader – non è poi così diverseo da chi gioca in Borsa.

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Non sorprende quindi che una parte della community dei trader si sia riversata sul profilo di Marrucci per sommergerlo di critiche. C’è anche chi ha messo in moto la macchina del fango al contrario, facendo notare che in una delle schermate del PC del giornalista di Report si nota la presenza di una query per “free porn for ladies”. Non sappiamo però se si tratta del soggetto della prossima inchiesta, pardon, servizio simil-satirico di Report. Ma se così non fosse non ci sarebbe nulla di male.

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