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Le furbate di Virginia Raggi sulla monnezza da portare fuori Roma

virginia raggi roma videogioco buche differenziata - 1

Mentre Roma sui rifiuti torna a scivolare nell’emergenza, l’assessore all’Ambiente della Regione Lazio Massimiliano Valeriani su Facebook risponde alle accuse di questi giorni raccontando alcuni fatti che ruotano intorno alla questione degli impianti e a quella della discarica, riportata in auge dallo stesso assessore qualche giorno fa in un’intervista al Corriere Roma.

Le furbate di Virginia Raggi sulla monnezza da portare fuori Roma

Come era ampiamente prevedibile, l’assessora all’ambiente di Roma Pinuccia Montanari ha infatti respinto l’ipotesi di trovare una nuova discarica in città ed è tornata a lanciare i progetti consegnati dopo svariati ritardi alla Città Metropolitana di due impianti di compostaggio a Cesano e Casal Selce, ovvero fuori dal raccordo anulare. Valeriani va all’attacco proprio su questo: «La sindaca Raggi chiede alla Regione Lazio di indicare siti e impianti, vale a dire discariche, Tmb e termovalorizzatori, dove conferire i rifiuti indifferenziati di Roma. L’Amministrazione capitolina, dunque, non è contraria agli impianti di smaltimento degli scarti non riciclabili, semplicemente non li vuole all’interno dei confini comunali. Una strategia furba ma poco rispettosa verso le altre comunità del Lazio. Molti Comuni laziali, infatti, hanno raggiunto oltre il 70 per cento di raccolta differenziata, a Roma, invece, la differenziata raggiunge appena il 44%, mentre il piano industriale dell’Ama prevedeva di arrivare nel 2018 al 55% : ben undici punti percentuali in meno».

massimiliano valeriani

Valeriani punta il dito su una strategia politica ben delineata da parte del M5S: indicare la Regione come responsabile della mancata indicazione degli impianti di trattamento e smaltimento che però non vuole sul suo territorio, addossando così a via della Pisana la responsabilità di una scelta che favorisce il Comune e AMA, che non vede l’ora di smettere di mandare tonnellate di rifiuti fuori regione con un procedimento che ha costi sempre più alti.

E l’inceneritore di Colleferro?

Qui sta tutto il punto, prettamente politico, di uno scontro istituzionale che è fatto soprattutto di mezze verità e di tentativi palesi di fare lo scaricabarile l’uno con l’altro. E al quale si aggiunge anche un ulteriore elemento di discussione. Quello dell’inceneritore di ColleferroColleferro e la Valle del Sacco tornano in strada infatti sabato 7 luglio per chiedere la chiusura definitiva dei due inceneritori di Colle Sughero e della discarica di Colle Fagiolara, che insistono nel territorio della cittadina in provincia di Roma. Il revamping dei due impianti di incenerimento è stato deciso da Regione Lazio e Comune di Roma (proprietario della quota di minoranza di uno dei due inceneritori).

colleferro inceneritore

Ecco quindi che il Comune di Roma – che è contrario agli inceneritori e ai termovalizzatori, ma solo se non insistono sul suo territorio visto che vuole utilizzare quello di Colleferro. E anche la Regione non ha nulla da dire. Nei prossimi giorni è intanto prevista la scadenza della gara che ha per oggetto la dismissione della totalita’ della quota posseduta dalla Regione Lazio nella società Lazio Ambiente e della quota posseduta da Ama in Ep Sistemi (partecipata al 60% da Lazio Ambiente e al 40% da Ama, ndr), i cui termini – entro il 6 giugno la presentazione delle offerte con apertura delle buste il 28 giugno – sono stati prorogati.

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