Politica

Quanto gode Paragone per la sconfitta del M5S in Umbria

gianluigi paragone umbria

Gianluigi Paragone, il senatore del MoVimento 5 Stelle che aveva annunciato le sue dimissioni in caso di alleanza con il Partito Democratico ma poi ci ha ripensato e aveva annunciato il suo no alla fiducia per il governo Conte ma poi ci ha ripensato e che ha violato le regole dei grillini ma non è stato espulso come è successo a De Falco, stanotte ha festeggiato lungamente per il risultato delle elezioni in Umbria.

Quanto gode Paragone per la sconfitta del M5S in Umbria

Il senatore Gianluigi Bombatomica annunciava una diretta sulla sua pagina facebook quando erano ancora in ballo gli exit poll e il cadavere dell’alleanza “civica” M5S-PD era ancora caldo. Poi si gettava come uno squalo sulle proiezioni di La7 per annunciare il crollo del PD, che aveva fatto la storia dell’Umbria, ma soprattutto la disfatta grillina: “La sconfitta era prevedibile ma era ancora più incredibile pensare che quel M5S che ha svelato il sistema umbro, che ci ha messo la faccia in Consiglio regionale per scoprire le vergogne della Sanitopoli, è stato costretto a allearsi con il centrosinistra. Che razza di campagna puoi fare? E infatti l’abbiamo pagata, perché accade quando non hai coerenza. Quello che fa arrabbiare è la mancanza di coerenza. E abbiamo candidato un presidente vicino a FI. Il Movimentop deve essere Movimento. Facendo il Movimento avremmo forse schiacciato il Pd”, dice Paragone che sostiene una tesi furbissima: a cosa sarebbe servito schiacciare il PD se il M5S avrebbe perso lo stesso? E perché, visti i risultati delle scorse elezioni regionali, il M5S avrebbe potuto superare il PD?

Paragone dice poi che Bianconi era vicino a Forza Italia per poi arrivare al (suo) obiettivo vero: “Ci abbiamo messo la faccia e poi… siamo stati costretti a fare l’alleanza con il Pd. Ma che campagna elettorale si poteva fare?”. In ultima analisi, “sarebbe stato meglio andare da soli e schiacciare il Pd”. Paragone ribadisce: “Non vado da nessuna parte. Rimango nel Movimento e faccio le battaglie del Movimento”. “Non accuso Di Maio, e forse l’errore è di Conte, e anzi la sconfitta è proprio di Conte (va dal re del cashmire, altro che avvocato del popolo), di Fico e anche di Grillo che continua a insistere con quell’alleanza. Non oso pensare cosa potrebbe accadere, in Emilia Romagna, Toscana, Calabria…”. L’obiettivo di Salvini era dare una spallata al governo Conte e Paragone, tu guarda il caso alle volte, dice che la sconfitta più che di Di Maio – che ha perorato l’alleanza civica – è proprio di Conte. Non è curioso?

Leggi anche: La sconfitta in Umbria e la liquefazione dell’alleanza civica M5S-PD