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Lo stop ai voli dal Bangladesh per il rischio focolai di Coronavirus

La decisione dopo la “bomba virale” del volo da Dacca che ieri ha portato in Italia 36 contagiati. Ma lo stop ai voli non è sufficiente perché rimane il problema degli scali, ovvero che si possa arrivare in Italia spostandosi dal Bangladesh in un altro paese facendo semplicemente tappa

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Stop agli aerei dal Bangladesh, almeno per una settimana, almeno finché non si troverà un modo più sicuro per gestire le misure di sicurezza per gli arrivi extra Schengen ed extra Ue. La decisione è del ministro della Salute Roberta Speranza e arriva dopo che sul volo Dacca-Roma atterrato ieri a Fiumicino i positivi al Coronavirus erano 21.

Lo stop ai voli dal Bangladesh per il rischio focolai di Coronavirus

L’assessore laziale alla Sanità Alessio D’Amato lo ha definito senza troppi complimenti “una vera e propria bomba virale che abbiamo disinnescato con tempestività”, attraverso l’ordinanza firmata ieri dal governatore Nicola Zingaretti. Un provvedimento ad hoc per i voli speciali da Dacca autorizzati dall’Enac che di fatto blindava gli arrivi dal Paese asiatico – peraltro dirottati sul Terminal 5, non operativo e lontano dagli altri – e li imbrigliava in una rete di controlli, sottoponendo i passeggeri al test sierologico e al tampone, e all’isolamento nell’attesa. Il timore delle autorità sanitarie è che il contagio si espanda sul territorio laziale, diffondendosi in particolare nella numerosa comunità bengalese che risiede nella Capitale.

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Intanto la Regione ha chiesto a tutti coloro che dal 1 giugno siano rientrati dal Bangladesh, o siano stati a contatto con gente di ritorno dalla madrepatria, di andare a sottoporsi ai test al ‘drive-in’ di S. Caterina delle Rose a Largo Preneste. “Inoltre in via del tutto straordinaria – ha fatto sapere la Regione – sono stati predisposti, in collaborazione con la Comunità, ulteriori due punti che saranno disponibili per questo sabato e questa domenica”. C’è poi l’indicazione per gli asintomatici: 14 giorni di quarantena dopo l’arrivo, anche in appositi alberghi a disposizione per chi non avesse alternative. Basterà? Secondo il sindaco di Fiumicino Esterino Montino lo stop ai voli dal Bangladesh è una buona idea “ma non è sufficiente” perché rimane il problema degli scali, ovvero che si possa arrivare in Italia spostandosi dal Bangladesh in un altro paese facendo semplicemente tappa: “Per questo – ha aggiunto il primo cittadino – va coinvolta l’Ue”.

I cittadini del Bangladesh e il Coronavirus a Roma

Tutto è cominciato con i due locali a Fiumicino, l’Indispensa Bistrot e lo Spuma Summer House, chiusi perché un dipendente cittadino del Bangladesh, di ritorno dal suo paese, era risultato positivo al Coronavirus SARS-COV-2. All’epoca sono stati fatti i test per tutti i clienti ma nel frattempo i focolai erano già diventati due assommando un totale di dodici contagiati e intanto un altro bengalese sceso a Fiumicino aveva contagiato alcuni suoi connazionali a Cesena. Nel frattempo è esplosa la questione dell’isolamento fiduciario: l’assessore alla Salute del Lazio Alessio D’Amato aveva detto che nessuno lo rispettava e questo favoriva la diffusione del virus. Oggi la Asl Roma 2 ha diffuso in lingua bengalese una lettera alla comunità del Bangladesh a Roma per invitare a recarsi ad eseguire i test tutti coloro che dal primo giugno in poi sono tornati dal Paese d’origine. La Asl Roma 2 ha anche consigliato di sospendere per questa settimana le funzioni religiose del venerdì per motivi di sanità pubblica e per evitare nuovi focolai. Per il resto oggi il bilancio dei nuovi contagi da Covid nel Lazio vede solo 5 casi con zero decessi. Dei nuovi casi tre sono casi di importazione due registrati nella città di Roma e uno a Latina.

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Coronavirus Lazio: il bollettino di ieri, 6 luglio 2020

Questo perché nel frattempo è emerso che molti non hanno intenzione di fare i test a causa della scarsa informazione e dei timori di ritorsioni di stampo razzista. E c’è anche chi è irregolare. Nel frattempo i positivi al test del tampone tra quelli che erano nel volo da Dacca sono arrivati a 36: sono stati in gran parte trasferiti al Covid Center di Casal Palocco, spoke dello Spallanzani. E intanto nella Asl Roma 1 dei quattro casi registrati nelle ultime 24 ore due sono riferiti a persone di nazionalità del Bangladesh che hanno un link correlabile con i voli internazionali provenienti da Dacca già attenzionati. Ulteriori due casi arrivano da accesso al pronto soccorso dall’ospedale San Pietro e uno dal pronto soccorso del Policlinico di Tor Vergata.

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