Economia

L’aiutone della politica alla Banca Popolare di Bari

Sul fronte nazionale, grazie ai buoni rapporti con il segretario generale di Assopopolari Giuseppe De Lucia Lumeno, da sempre vicino alla Lega, De Bustis avrebbe aperto un canale con il Carroccio per proporre Giulio Sapelli come presidente

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Il governo ha fornito alla Banca Popolare di Bari con il decreto crescita la possibilità di sfruttare agevolazioni fiscali fino a 500 milioni per porsi come motore della nascita di un polo bancario del Sud. Quattro membri degli attuali 10 (l’undicesimo è vacante) nel consiglio di amministrazione sono in scadenza e vanno rinnovati con una lista che presenterà lo stesso cda nell’assemblea del 14 luglio. A questi si aggiunge anche la poltrona pesante del presidente, dal momento che Marco Jacobini, figlio del fondatore della banca Luigi, ha deciso di lasciare dopo 30 anni. Jacobini, d’intesa con Bankitalia, farà un passo indietro proprio per favorire il rilancio dell’istituto nella nuova era che sta per iniziare.

La banca, pochi giorni fa, ha comunicato di aver riesaminato il progetto di bilancio 2018 deliberando ulteriori rettifiche su crediti per 25 milioni. E rivedendo dunque la perdita d’esercizio da 372 a 397 milioni, con un Cet1 ratio sceso dal 7,86 al 7,52% contro una richiesta minima regolamentare dell’8,82%.

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I numeri della Banca Popolare di Bari (Il Giornale, 22 giugno 2019)

Ma Vincenzo De’ Bustis cerca di aprire i giochi per i 500 milioni di credito d’imposta che il governo mette a disposizione in caso di fusioni bancarie del Sud. Il risiko della Popolare di Bari potrebbe portarla a trovare un partner e, insieme, a risolvere i problemi di governance grazie all’appoggio della politica. Spiega oggi Il Giornale:

Sul fronte nazionale, grazie ai buoni rapporti con il segretario generale di Assopopolari Giuseppe De Lucia Lumeno, da sempre vicino alla Lega, De Bustis avrebbe aperto un canale con il Carroccio per proporre Giulio Sapelli come presidente: se l’eclettico professore(già nel cda della PopBari, poi dimessosi dopo soli 4 giorni di vicepresidenza) è stato un candidato premier della Lega lo scorso anno, a maggior ragione può essere il gradito leader del «progetto banca del Sud».

Ma nello stesso tempo, per coprirsi a sinistra, nella lista per il cda da proporre in assemblea, De Bustis ha pensato a Tiziano Onesti, presidente di Trenitali di nomina Pd e voluto al vertice degli Aeroporti pugliesi dal governatore Michele Emiliano. Onesti avrebbe anche la benedizione di Massimo D’Alema: uno sponsor d’altri tempi al quale De Bustis deve molto, essendo stato il suo riferimento politico fin dagli anni Novanta, quando il manager che guidava la Banca del Salento (poi Banca 121), approdò al Monte dei Paschi proprio attraverso la cessione della 121 (poi finita male).

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