Politica

Piano nazionale di riapertura dal 4 maggio: i cinque punti e le nuove regole

Il piano nazionale di riapertura dal 4 maggio prevede cinque punti essenziali e nuove regole di distanziamento sociale per le attività produttive e quelle commerciali. Questo perché uno studio riservato datato 6 aprile dice che se le misure di distanziamento sociale venissero ridotte del 75%, l’Italia conterebbe i morti a decine di migliaia

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Il piano nazionale di riapertura dal 4 maggio prevede cinque punti essenziali e nuove regole di distanziamento sociale per le attività produttive e quelle commerciali. Questo perché, fa sapere oggi il Corriere della Sera, uno studio riservato datato 6 aprile dice che se le misure di distanziamento sociale venissero ridotte del 75%, l’Italia conterebbe i morti a decine di migliaia.

Piano nazionale di riapertura dal 4 maggio: i cinque punti e le nuove regole

Per questo, si spiega, la strategia sanitaria del governo sarà in cinque punti essenziali. Il primo sarà mantenere le distanze e il distanziamento sociale oltre a promuovere (se non rendere obbligatori in molti casi) i dispositivi di protezione individuale fino a quando non saranno disponibili terapia e vaccino. Ci saranno quindi anche alcune modifiche alla distanza di sicurezza per evitare il contagio. Si pensa poi a un potenziamento dei servizi di prevenzione, visti anche i numeri del contagio nelle RSA: ecco quindi gli ospedali COVID e l’indagine epidemiologica a campione basata su test sierologici. I primi 150mila di partenza e un raddoppio entro pochi mesi. La gara pubblica si svolgerà con procedura trasparente, ha detto Conte ieri al Senato. E ancora:

Il presidente, che raccomanda un uso corretto di test e tamponi, spiega che il governo ricorrerà alle nuove tecnologie per il «rafforzamento della strategia di mappatura dei contatti assistenti e di teleassistenza». Quanto all’app Immuni, che tante polemiche e preoccupazioni sta sollevando, Conte prova a tranquillizzare gli italiani: «L’applicazione sarà offerta su base volontaria, non obbligatoria. Faremo in modo che chi non vorrà scaricarla non subirà limitazioni o pregiudizi». I capigruppo di maggioranza e opposizione sarannoc ostantemente informati. «Io stesso—è l’impegno di Conte— mi riservo di riferire alle Camere».

Nuova autocertificazione spostamenti
L’azione del governo

Con l’ultima frase si comprende che è ormai definito il dietrofront sulle limitazioni alla libertà di movimento per chi non usa l’App dopo le polemiche di questi giorni. Il governo fa anche sapere che pensa a nuove regole per i settori merceologici tra cui i negozi di abbigliamento, con gli abiti provati che dovranno essere sanificati. Per i settori commerciali si pensa a cambiare gli orari dei turni prevedendo anche aperture notturne per evitare assembramenti. Si prevede poi che la distanza di sicurezza potrebbe essere ampliata fino a due metri.

È uno dei punti ancora in discussione, così come la possibilità di spostarsi da Comune aComune. Il permesso di andare fuori dalla propria Regione di residenza dipenderà invece dall’andamento del contagio e soprattutto dalle ordinanze che saranno emesse dai governatori. Con l’avvicinarsi dell’estate bisognerà infatti valutare il numero di posti negli ospedali, dei medici di base e soprattutto la possibilità di intervenire nei casi più gravi di Covid-19. Chi ha più di 70 anni e patologie avrà limitazioni, così come i ragazzi che non potranno incontrarsi se sono più di due, tre al massimo.

Ci sarà anche una nuova autocertificazione per gli spostamenti fuori città o fuori regione.

La fase 2 di maggio e i divieti di spostamento

Il Messaggero spiega che in queste ore si sta ragionando su come “proteggere” chi non è più giovanissimo, acciaccato ed è particolarmente sensibile agli effetti del coronavirus.

L’ipotesi è che chi  avanti con l’età – è affetto da patologie dismetaboliche importanti, come il diabete, l’ipertensione o problemi cardiovascolari, venga maggiormente monitorato, censito, e anche sottoposto, con maggiore attenzione, ai test sierologici che verranno effettuati nello screening sulla popolazione. Se l’esito delle indagini mediche dovesse rivelare uno stato di salute a rischio, scatta una “sorveglianza sanitaria speciale” con “un giudizio di inidoneità temporanea, o anche una limitazione agli spostamenti”, che potrebbe voler dire non poter uscire di casa per qualche mese.

fase 2 maggio cinque punti

I criteri base per la valutazione dei rischirestano,dunque, le patologie. L’anziano che verrà monitorato, sarà più vulnerabile se è affetto da almeno due di queste malattie (comorbilità con l’infezione) perché può aggravare la patologia. Anche perché la sola ipertensione, per esempio, non potrà costituire una ragione per limitarne i movimenti, considerato che ne soffre buona parte della popolazione over 50. Repubblica pubblica invece una serie di domande e risposte sul lockdown:

Dal 4 maggio usciremo ancora con le mascherine?
Sì. Il premier Conte, ieri in Senato, ha ribadito che «l’utilizzo diffuso di dispositivi di protezione individuale permarrà fino a quando non saranno disponibili una terapia o un vaccino».

Sarà consentita la pratica di sport?
Sì, ma nelle prime settimane solo a livello individuale. Salterà il vincolo di correre solo vicino alle proprie abitazioni.

Si potrà andare nelle seconde case?
Sì, il divieto di raggiungerle dovrebbe essere rimosso dal 4 maggio.

Sarà possibile portare i bambini al parco?
Anche questo vincolo verrà meno: i parchi riapriranno.

In ultimo, chi sarà in ufficio, quest’estate potrebbe essere costretto a rinunciare all’aria condizionata. Ci sono indicazioni dell’Istituto superiore di sanità sul rischio legato ad alcuni impianti. In particolare una forte ventilazione potrebbe spostare le goccioline con il virus emesse da una persona infettata. E servirebbe una disinfezione frequente dei condizionatori. Per battere il virus, insomma, dovremo forse convivere con il caldo. L’obbligo del confinamento potrebbe valere per malati immunodepressi o con polipatologia.  Con specifico riferimento a malattie tipo diabete, ipertensione, e cardiovascolari. Gli esperti suggeriscono anche una soluzione già adottata in Francia: «La rimozione, parziale o totale,delle limitazioni si potrebbe prevedere da soli o accompagnati da un familiare, nell’arco di un chilometro, con l’obbligo dell’uso della mascherina in rapporto alla situazione di rischio ambientale e individuale. È comunque precluso qualunque contatto, se non con il familiare, e restano immutate le norme igieniche già in atto, individuali e ambientali».

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