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Perché la Serie A gioca a porte chiuse e come funziona il rimborso del biglietti

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Il governo Conte ha varato ieri un nuovo decreto d’emergenza per il Coronavirus in cui permette le manifestazioni sportive ma soltanto a porte chiuse. Poco dopo il varo del provvedimento la Federazione Italiana Gioco Calcio ha ufficializzato che le gare di Serie A si svolgeranno, fino a nuova indicazione, a porte chiuse. “Tenuto conto – afferma in una nota la Figc – delle disposizioni emanate e delle ulteriori indicazioni ricevute dal Governo per fronteggiare l’emergenza Coronavirus e salvaguardare la salute pubblica, al fine di evitare l’interruzione della competizione sportiva, nonché di assicurarne lo svolgimento e consentirne la conclusione, la Figc ha disposto con apposito provvedimento, fino a nuova determinazione, che si giochino a porte chiuse tutte le gare organizzate dalla Lega Serie A”.

Perché la Serie A gioca a porte chiuse e come funziona il rimborso del biglietti

Ma perché la Serie A si gioca a porte chiuse? Il motivo della decisione si può comprendere nel ragionamento che oggi fa il Corriere della Sera in un pezzo di scenario sui rischi per il pallone:

E mentre l’orchestrina del pallone nostrano suonava sulle note dell’«a me interessa salvare l’incasso», «io voglio giocare riposato», «meglio domenica, no meglio lunedì» nessuno sembrava vedere apparire all’orizzonte l’iceberg di una domanda scomoda, antipatica, pessimista, ma che tiene conto del calcolo delle probabilità e del dato di fatto che il calcio non è un’isola a parte (anche se crede di sì): ma che succede se uno tra i, malcontati, 600 giocatori in rosa nelle venti squadre di A o uno tra i mille professionisti che a vario titolo lavorano a contatto con le squadre o uno dei circa 30 arbitri impegnati fin qui, o anche solo uno dei loro familiari, si scopre positivo al coronavirus?

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Serie A a porte chiuse: il programma di domenica (La Gazzetta dello Sport, 5 marzo 2020)

Nessuno vuole trasformarsi in Cassandra, eppure la risposta è semplice: succede che si ferma tutto. E che il campionato rischia di non potersi concludere, altro che balletti di date o liti di condominio. Ecco perché nei giorni scorsi, tra i dirigenti delle squadre di A, c’è chi cominciava a dare voce a una convinzione che, via via, sta prendendo forma: questo campionato non arriverà in fondo, sarà sospeso magari per riprenderlo e portarlo a termine più avanti, quando sarà possibile, dopo gli Europei (sempre se ci saranno).

Inutile ricordare cosa è successo con la Pianese, che ha scoperto tre giocatori positivi e che aveva giocato con l’under 23 della Juventus, a sua volta venuta a contatto con la prima squadra: sono finiti tutti in quarantena. E la stessa cosa si rischia con la serie A.

Il rischio di sospendere il campionato e riprenderlo dopo gli Europei

Il rischio quindi è quello di finire per dover sospendere il campionato e riprenderlo dopo gli Europei, oppure di accettare la classifica dell’ultima giornata che si è giocata “normalmente” e senza rinvii, con tutto ciò che ne consegue sia per la lotta per lo scudetto (nella quale sono attualmente impegnate Lazio, Juventus e Inter) che per quella per non retrocedere. Spiega oggi La Gazzetta dello Sport che nel fine settimana troveranno collocazione anche le altre partite rinviate nell’ultimo turno.

Tutte tra sabato e domenica, dato che il lunedì (come per Juve-Inter)era stato considerato solo perla possibilità (cancellata dall’ultimo decreto) degli stadi aperti. Sampdoria-Verona si giocherà sabato alle 20.45, il resto delle partite distribuite lungo la domenica: si parte con Milan-Genoa alle 12.30, poi Parma-Spal e Sassuolo-Brescia alle 15 rispettandogli orari già stabiliti in origine. Fa eccezione Udinese-Fiorentina che si sposta alla domenica alle 18 su richiesta viola,per chiudere con la serata di Juve-Inter. Il calendario slitterà di una settimana con il turno infrasettimanale del 13 maggio che servirà per rispettare i termini di chiusura del campionato il 24 dello stesso mese.

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E chi ha acquistato i biglietti per partite che non si giocheranno nella data prevista? Intantoil Codacons minaccia di denunciare la Juventus per il caso dei biglietti della partita di domenica con l’Inter che si giocherà a porte chiuse. “La Juventus – sostiene Carlo Rienzi, presidente dell’associazione dei consumatori – rischia di rispondere del reato di appropriazione indebita. E’ assolutamente impensabile che la non rimborsi i tifosi che si ritrovano in mano biglietti inutilizzabili per cause di forza maggiore”. “Per tale motivo – prosegue Rienzi – riteniamo che non servano generiche quanto inutili diffide verso il club, ma l’unica arma davvero efficace è il ricorso alla magistratura: per questo il Codacons – unica associazione che in Italia si è attivata a livello legale per tutelare i cittadini che non possono assistere a manifestazioni sportive ed eventi vari – presenterà un esposto alla Procura della Repubblica di Torino contro la Juve per la possibile fattispecie di appropriazione indebita, e un esposto all’Antitrust per pratiche commerciali scorrette, qualora la società decida di non rimborsare i biglietti ai tifosi”. Ma il rischio è che i biglietti già acquistati non siano rimborsabili. A meno di provvedimenti straordinari. Ma c’è chi non la pensa così, spiega oggi Il Mattino:

Solo guardando a serie A, B e C di calcio si possono stimare in un milione e mezzo i tifosi che in questi 30 giorni se ne dovranno restare a casa. Solo in serie A sono 354.488 gli abbonati da risarcire senza se e senza ma, almeno stando a sentire le associazioni consumatori già sul piede di guerra: «Eventuali clausole anti-rimborso contenute nelle condizioni di abbonamento o di vendita dei biglietti, sono da considerarsi nulle», spiega l’avvocato Marco Gagliardi del Movimento Consumatori.

«Non si può derogare dal principio stabilito dagli articoli 1463 e 1464 del Codice Civile (che vertono sull’impossibilità totale o parziale della prestazione dovuta, ndr). Lo ha affermato il 24 giugno 2019 il tribunale di Roma in seguito a una nostra azione contro la Società Sportiva Lazio». I club, in sostanza, non potranno opporre alla richiesta di rimborso le clausole di scarico responsabilità per “stadi o settori chiusi per motivi indipendenti dalla volontà della società”.

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