Politica

Il «pene piccolo» che ha fatto arrabbiare Macron

pene piccolo macron di stefano

Ci vuole proprio qualcuno che affronti il governo e i matusa con grinta e simpatica verve. Quella meravigliosa sagoma del sottosegretario Manlio Di Stefano sarà quindi contento di sapere che le battute, i frizzi, i lazzi, le fiale puzzolenti e la cingomma tra i capelli che caratterizzano la sua politica estera (soltanto ieri si è dovuto scusare con i produttori di mozzarelle per una battuta sulla TAV) stanno dando i risultati e gli effetti sperati. Monica Guerzoni riferisce sul Corriere della Sera oggi che nella recrudescenza dei rapporti tra Francia e Italia hanno pesato anche le “volgarità” all’indirizzo di Macron pronunciate da esponenti M5S:

Come ammettono serafici in casa Lega, «prendersela con la Francia funziona e per questo, in vista delle elezioni europee, il gioco continuerà». I parlamentari più vicini a Matteo Salvini spiegano la ruvidezza degli attacchi come una reazione alle uscite del presidente Macron. Il quale, per analogo interesse elettorale sul piano interno, avrebbe preso a bersaglio il «Capitano» del Carroccio perché è amico e alleato di Marine Le Pen.

Ma una simile crisi diplomatica non ha precedenti e ad innescarla, oltre a questioni squisitamente politiche, sarebbero state anche le battute volgari di alcuni esponenti del M5S all’indirizzo dell’Eliseo. Almeno nei toni, Salvini ha scelto di differenziarsi. «Non abbassiamo la testa — è la linea “istituzionale” del segretario leghista —. Però non vogliamo litigare con nessuno, siamo responsabili».Una preoccupazione che sembra assillare meno i vertici Cinque Stelle, convinti della necessità di procedere per colpi di scena anche clamorosi, pur di acquistare visibilità rispetto alla Lega.

E come non ricordare, nell’ottica delle battutine che hanno contribuito a creare il problema, la battuta della “sindrome da pene piccolo” che il sottosegretario, sorridendo beatamente nell’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano, ha detto riferendosi esplicitamente a Macron “che vuole sempre parlare di tutto, per primo, senza concordare con l’Unione Europea” (lui, capito? LUI!!!). Oggettivamente si tratta di un grande risultato per l’informatico prestato alla politica estera che il M5S ha deciso di schierare a difesa dei confini. Che potrebbe essere replicato a breve, quando Manlio finirà gli altri nemici dell’Italia “sputazzando il riso con la penna Bic“.

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