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Patty L’Abbate: un’altra prensunta incandidabile, ma per il M5S è tutto ok

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Patty L’Abbate, oppure Pasqua L’Abbate, candidata all’uninominale Puglia 4 con il MoVimento 5 Stelle al Senato, durante l’incontro con i candidati delle altre coalizioni sul locale Canale 7, aveva dichiarato di non essere mai stata candidata con altri partiti. E invece eccola che sorride dal manifesto di Io Sud-PLI alle elezioni comunali di Castellana Grotte nel 2012. Il regolamento del M5S parla(va) chiaro: il candidato “non dovrà aver mai partecipato a elezioni di qualsiasi livello, né aver svolto un mandato elettorale o ricoperto ruoli di amministratore e/o componente di giunta o governo, con forze politiche diverse dal MoVimento 5 Stelle a far data dal 4 ottobre 2009”.

Patty L’Abbate: un’altra incandidabile per il M5S

Patty L’Abbate è quindi un’altra incandidabile per le regole del MoVimento 5 Stelle e in Puglia va a far compagnia ad Antonio Tasso, che Luigi Di Maio ha deferito ai probiviri per l’espulsione per la condanna in primo grado nel frattempo prescritta per violazione del copyright.

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Alle elezioni comunali di Castellana Grotte Patty L’Abbate aveva preso 41 voti e non era stata eletta. In ogni caso anche per lei è possibile che il M5S fosse al corrente della situazione e abbia dato comunque l’ok alla candidatura, anche se finora questo non è accaduto per gli altri “impresentabili” scoperti dai giornali e successivamente messi fuori dal M5S o proposti per l’espulsione.

Patty L’Abbate e la candidatura nel M5S

La candidata era stata presentata qualche tempo fa da Di Maio come “specializzata in economia dell’ambiente e con un dottorato di ricerca in economia e gestione delle risorse naturali. Si occupa di ciclo di vita dei prodotti, di contabilità ambientale e di impronta ecologica. Vanta una serie di pubblicazioni scientifiche nel settore della sostenibilità ambientale, eco innovazione ed economia circolare”.

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Nel 2012 aveva utilizzato una frase di Luigi Einaudi per presentare la sua candidatura: “Giustizia non esiste là dove non vi è libertà”. In una pubblicità pubblicata sui giornali all’epoca invece la scelta era ricaduta su Gandhi: “Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”. Qualche tempo fa il Foglio si è occupato di lei e del suo curriculum: la candidata lavora al Politecnico di Bari. Collaboratrice, si legge sul sito dell’università pugliese dove, appunto, collabora al dipartimento di Ingegneria civile, ambientale, del territorio, edile e chimica. Non una docente universitaria, neppure una ricercatrice, ruolo per cui c’è un inquadramento specifico e distinto, come dimostra anche la semplice ma chiara grafica del sito Didatech. Relatrice a un convegno sulla decrescita felice, L’Abbate veniva presentata come “docente universitario” e membro di Isib.

Cosa sia l’Isib non è molto chiaro. Se si cerca su Google appare l’Institute of Biomedical Engineering del Cnr, dipartimento soppresso il 23 dicembre 2014 e fra i cui collaboratori non risulta alcuna L’Abbate, oppure una pagina vuota del sito di Mdf, che rimanda alle domande frequenti.

EDIT ore 10,57: Come da noi ipotizzato, i precedenti di L’Abbate erano stati comunicati al M5S. Lo precisa il gruppo in una nota:

“Si precisa che la candidatura di Pasqua, detta Patty L’Abbate, candidata al collegio Uninominale Puglia 4 per il Senato, e’ conforme al Regolamento del MoVimento 5 Stelle. La sua precedente candidatura e’ stata debitamente comunicata al MoVimento e riguarda una lista civica, in particolare la lista”Insieme per Castellana”, che apparteneva ad una coalizione civica. Infine va precisato che quella lista non era in concorrenza con il MoVimento 5 stelle”.

Leggi sull’argomento: Così Di Maio e Di Battista invitano a votare gli impresentabili M5S