Politica

Il pianto di Paola Taverna

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Nei retroscena di una giornata convulsa, cominciata con l’arresto di Marcello De Vito e continuata con le accuse tra Lombardi e Raggi, spunta anche Paola Taverna che piange nel racconto del Messaggero sul dossier Stadio della Roma a Tor di Valle:

Nella telefonata il vicepremier pentastellato dice a Raggi di «continuare con lo stadio della Roma». Questione di popolarità, ma anche consapevolezza che se salta quest’opera la narrazione sull’incompetenza potrebbe spiccare il volo ancora una volta. «Le infrastrutture devono andare avanti, lo stadio della Roma va fatto. Se c’è qualcuno in malafede viene messo fuori, ma non per questo si ferma un’opera che serve anche a rilanciare a città», è il pensiero di DiMaio.

Il suo obiettivo è quello di circoscrivere il caso, il più possibile. Ma all’interno del Movimento ci sono paura e rabbia. «Usciranno fuori altri nomi? Si tratta solo dell’inizio di un’inchiesta più ampia?». Il momento è duro. La senatrice Paola Taverna viene vista piangere dal nervoso e dallo sconforto. All’esterno la linea è quella della compattezza totale.

E scende in campo anche Dibba il sommergibile o Dibba l’anguilla:

La telefonata più importante arriva però da Alessandro Di Battista, ormai fuori da quasi un mese dalla scena politica e con la valigia in mano pronto ad andare in India. C’è sintonia, nel momento di difficoltà il M5S si sente di nuovo unito e forte su uno dei suoi principi più solidi. Fin qui il clima interno, che fa rima anche con la consapevolezza. Il capogruppo Stefano Patuanelli al Senato si sfoga con i suoi colleghi: «Roma è un disastro, e questa bomba non toglie né aggiunge nulla: certifica i problemi».

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