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Olimpiadi Torino 2026, decide Beppe

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Beppe Grillo interviene sulle Olimpiadi. Ma non come ai bei tempi di quelle di Roma. Stavolta siamo a Torino, le Olimpiadi sono quelle invernali del 2026 e il MoVimento 5 Stelle, dopo aver negato per giorni quello che stava accadendo, ha deciso di cambiare verso.

Olimpiadi Torino 2026, decide Beppe

E siccome per proporre la candidatura di Torino per le Olimpiadi del 2026 c’è bisogno di un voto nel consiglio comunale e di un voto nella Città Metropolitana, scende in campo Beppe Grillo. Il fondatore del Movimento 5 Stelle è intervenuto telefonicamente nella serata di venerdì alla riunione degli attivisti torinesi che da ore stavano dibattendo sull’opportunità di firmare la manifestazione d’interesse da indirizzare, entro fine mese, al Comitato Olimpico Internazionale. “Dobbiamo provare a ideare una Olimpiade diversa, una olimpiade sostenibile”, ha scandito via telefono Grillo al centinaio di attivisti riuniti in strada Antica di Collegno secondo il racconto di Repubblica. “Non possiamo perdere l’opportunità di dimostrare che il Movimento sa raccogliere le sfide e provare a gestire cose complicate”, ha aggiunto.

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Le Olimpiadi si fanno, quindi. O meglio, Beppe Grillo ha detto che non si può perdere l’opportunità, la stessa che si è persa a Roma, di provare a gestire cose complicate. E pazienza se la consigliera Deborah Montalbano, già infangata con motivazioni ridicole dal M5S Torino, ha detto che è la fine di un sogno.

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E che il verso sia cambiato lo spiega anche Monica Amore, consigliera comunale, su Facebook: «Essere prevenuti verso le Olimpiadi decantando un no secco senza dare un contributo in maniera positiva , non può che portare ad un effetto distruttivo. Il Movimento Cinque Stelle alle ultime elezioni politiche ha avuto un ottimo riscontro, diventando il primo partito, senza coalizione. Il Movimento vuole governare , ma per governare bisogna smetterla di fare opposizione altrimenti amministrare non avrebbe nessun senso. E mi riferisco a chi all’interno del movimento non dà un contributo costruttivo».

Quando Chiara Appendino smentiva i dossier sulle Olimpiadi a Torino

A novembre 2017 si parlava già di una possibile candidatura di Torino. Ipotesi nettamente smentita dalla sindaca Appendino che su Twitter scrisse che «Non esiste alcun dossier di candidatura della Città di alle invernali del 2026, la Giunta e il Consiglio sono impegnati a lavorare sugli equilibri di bilancio e su Gtt». Niente da fare quindi, il Comune aveva altre priorità e le Olimpiadi non erano all’ordine del giorno della discussione in Giunta o in Consiglio Comunale. A metà gennaio 2018 la sindaca si incontra con il presidente dell’Agenzia Torino 2006 (l’ente che ha gestito la costruzione degli impianti usati nel 2006), Domenico Arcidiacono.

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Il commento di Damiano Carretto (M5S) al post di Marco Chessa (M5S) sulle Olimpiadi a Torino

Ufficialmente per parlare di come riutilizzare gli impianti ma secondo indiscrezioni del Corriere della Sera si è parlato anche di Olimpiadi. Mancava però una cosa fondamentale: l’assenso del governo. Benedizione che arriva puntualmente un mese dopo quando Luigi Di Maio apre ufficialmente alla candidatura di Torino: «Il ritorno delle Olimpiadi a Torino? Ci rimettiamo alla decisione della sindaca, che conosce meglio il territorio». Nel frattempo il presidente della Camera di Commercio di Torino, Vincenzo Ilotte, lavorava ad imbastire un dossier per una candidatura “low cost” che potesse piacere non solo a CIO ma anche agli elettori del MoVimento.

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Arrivano le elezioni politiche e dopo l’exploit del M5S a livello nazionale (ma a Torino il M5S ha deluso le aspettative) lunedì la sindaca ha convocato una riunione di tutti gli eletti a 5 Stelle della Città Metropolitana (sindaci, consiglieri comunali, deputati e consiglieri regionali).

Gli attivisti sono contrari? 

E che gli attivisti fossero contrari è indiscutibile, viste le tante contestazioni e i video pubblicati su Facebook sia all’epoca del dibattito a Roma che successivamente. Anzi, ancora ieri c’era qualcuno che garantiva la ferma opposizione del M5S a queste baracconate che costano tanti soldi: «Anche perché comunque al termine dell’amministrazione Appendino non è detto che vinca il Movimento e quindi c’è il rischio che le Olimpiadi poi vengano gestite dai soliti».

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Ma adesso che ha parlato il Garante è probabile che molti dei duri e puri perdano improvvisamente la password di Facebook. I consiglieri regionali Davide Bono e Francesca Frediani invece avevano fatto sapere in una nota che “è impedita la candidatura ai Paesi in cui si terrà la sessione del CIO deputata a decidere il prossimo evento. E la riunione del Comitato Olimpico Internazionale è prevista proprio nel nostro paese, a Milano”. Forse adesso dovranno inoltrare il regolamento a Beppe Grillo. La pagina No Torino 2026 – Le Olimpiadi del debito intanto commenta sarcastica: “Grazie Beppe, ora vogliamo il raddoppio del tunnel di base del Tav!”

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