Economia

Chiara Appendino “cambia verso” e dice sì alle Olimpiadi di Torino 2026

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Olimpiadi invernali 2026 a Torino? L’idea di candidare il capoluogo piemontese per una nuova edizione dei giochi olimpici invernali, a vent’anni di distanza dall’edizione 2006 non è nuova. A Torino però ora governa Chiara Appendino con il M5S. Il MoVimento 5 Stelle ha un rapporto complicato con le Olimpiadi; a Roma Virginia Raggi era pronta a salire sulle barricate e indire referendum per ritirare la candidatura della Capitale dall’edizione 2024 dei Giochi. In quel periodi ci fu chi, come Marco Travaglio, addirittura riuscì a trovare inesistenti legami tra le inchieste sulla sindaca e il no alle Olimpiadi romane.

Quando la Appendino negava l’esistenza di un dossier sui Giochi Invernali

Di converso la sindaca di Torino è sempre apparsa più possibilista. Nel 2016 il Comune ha concesso il patrocinio ad una manifestazione sportiva organizzata dal comitato promotore olimpica dal nome “WeWantRoma2024”. Qualcuno all’epoca disse che la Appendino si stava smarcando dalla Raggi, il Comune rispose che il sostegno all’evento «non corrispondeva necessariamente ad una presa di posizione politica sulla candidatura di Roma 2024». Conclusasi l’esperienza romana iniziarono a circolare voci su un “dossier” sulla candidatura di Torino alle Olimpiadi invernali del 2026 che verranno assegnate ufficialmente a Milano nel 2019.

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Nel settembre dell’anno scorso il Presidente del CONI Giovanni Malagò aveva lasciato intendere di nutrire qualche speranza su una possibile candidatura italiana. Un’ipotesi rilanciata dal consigliere comunale pentastellato Marco Chessa che su Facebook aveva parlato di “un’occasione da prendere seriamente in considerazione”.

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A novembre 2017 si parlava già di una possibile candidatura di Torino. Ipotesi nettamente smentita dalla sindaca Appendino che su Twitter scrisse che «Non esiste alcun dossier di candidatura della Città di alle invernali del 2026, la Giunta e il Consiglio sono impegnati a lavorare sugli equilibri di bilancio e su Gtt». Niente da fare quindi, il Comune aveva altre priorità e le Olimpiadi non erano all’ordine del giorno della discussione in Giunta o in Consiglio Comunale.

La “conta” dei grillini favorevoli alle Olimpiadi

Passa qualche tempo, mesi in cui gli esponenti più moderati del MoVimento 5 Stelle cercano di mettere la sordina all’ipotesi della candidatura ai Giochi del 2026 per evitare di acuire i contrasti con l’ala dei duri e puri, quelli contrari a priori alle Olimpiadi e che le considerano uno spreco di denaro pubblico. A metà gennaio 2018 la sindaca si incontra con il presidente dell’Agenzia Torino 2006 (l’ente che ha gestito la costruzione degli impianti usati nel 2006), Domenico Arcidiacono.

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Il commento di Damiano Carretto (M5S) al post di Marco Chessa (M5S) sulle Olimpiadi a Torino

Ufficialmente per parlare di come riutilizzare gli impianti ma secondo indiscrezioni del Corriere della Sera si è parlato anche di Olimpiadi. Mancava però una cosa fondamentale: l’assenso del governo. Benedizione che arriva puntualmente un mese dopo quando Luigi Di Maio apre ufficialmente alla candidatura di Torino: «Il ritorno delle Olimpiadi a Torino? Ci rimettiamo alla decisione della sindaca, che conosce meglio il territorio». Nel frattempo il presidente della Camera di Commercio di Torino, Vincenzo Ilotte, lavorava ad imbastire un dossier per una candidatura “low cost” che potesse piacere non solo a CIO ma anche agli elettori del MoVimento.

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Arrivano le elezioni politiche e dopo l’exploit del M5S a livello nazionale (ma a Torino il M5S ha deluso le aspettative) lunedì la sindaca ha convocato una riunione di tutti gli eletti a 5 Stelle della Città Metropolitana (sindaci, consiglieri comunali, deputati e consiglieri regionali). L’intenzione è chiara, coinvolgere anche i comuni della Cintura e della provincia (al consiglio metropolitano il M5S è in minoranza) per bypassare le resistenze dei grillini in Consiglio Comunale a Torino. Il Corriere della Sera riferisce oggi che i consiglieri contrari “senza se e senza ma” ad una nuova edizione delle Olimpiadi sono stati i torinesi Daniela Albano, Damiano Carretto, Viviana Ferrero, Fabio Gosetto e Marina Pollicino. Anche il consigliere regionale Davide Bono sarebbe rientrato nei ranghi grazie alla mediazione della deputata Laura Castelli che ha sostenuto le posizioni della Appendino. Ora che ha ottenuto il via libera dai suoi non resta che aspettare il dossier (quello al quale a novembre nessuno stava lavorando) che dovrebbe arrivare venerdì.

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