Opinioni

Nogarin e la politica come self service per il M5S

Aldo Grasso sul Corriere della Sera oggi sfotte l’ex sindaco di Livorno Filippo Nogarin, che piange povertà dopo essere stato trombato alle elezioni europee e dice che nel MoVimento 5 Stelle c’è chi ce l’ha con lui (Di Maio), sputando sul contratto da 40mila euro l’anno che gli ha assicurato il compagno di partito Federico D’Incà. Nogarin è quello che da sindaco cancellò il post con cui invitava la ONG Acquarius ad attraccare a Livorno, oltre ad averci regalato professionalità del calibro di Gianni Lemmetti come assessore al bilancio a Roma:

La sua situazione economica è ai limiti della povertà: «Sono un ingegnere che ha chiuso il suo studio per fare politica. Mia moglie si è licenziata quando fui eletto sindaco, perché tre bambine in casa dovevano essere accudite». In realtà, Nogarin è stato assunto come collaboratore del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, e percepisce 40.000 euro l’anno. Tra vitto e alloggio e con una famiglia numerosa, i soldi finiscono in fretta. Così ha fatto domanda per dirigere il porto di Gioia Tauro, ma il governatore della Calabria, Mario Olivero gli ha fatto sapere che non intende risolverei suoi problemi finanziari.

filippo nogarin gianni lemmetti
Filippo Nogarin con Gianni Lemmetti e Valentina Montanelli, nuova assessora al bilancio

Nogarin sarebbe caduto in disgrazia agli occhi di Luigi Di Maio: «Non l’ho mai santificato e lui è vendicativo». Nonostante la Casaleggio Ass., i facilitatori e i navigator, lo spietato Di Maio non trova lavoro all’eretico Nogarin. Già tanto che l’abbia trovato per sé. La morale di questa storia è che, da ingegnere, Nogarin ha fatto male i calcoli. I grillini hanno sempre detto che per loro la politica non è un mestiere, ma un servizio: il famoso self service.

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