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La storia di Zingaretti indagato per Mafia Capitale

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Nicola Zingaretti è stato iscritto nel registro degli indagati per falsa testimonianza dopo che la X sezione penale del Tribunale –che ha condannato Massimo Carminati e Salvatore Buzzi (per associazione a delinquere semplice, non per mafia) – ha inviato alla Procura i verbali resi da alcuni soggetti chiamati a testimoniare durante il processo. La notizia, riportata oggi da Valeria Pacelli sul Fatto Quotidiano, è stata accolta con moderazione dal MoVimento 5 Stelle.
nicola zingaretti indagato
Ovvero dallo stesso MoVimento 5 Stelle che ieri, per bocca della molto onorevole Laura Castelli, spiegava che un avviso di garanzia, se arriva invece a Chiara Appendino, è “uno strumento per garantire i diritti difensivi di una persona coinvolta nell’inchiesta”.
laura castelli avviso di garanzia

La storia di Nicola Zingaretti indagato per Mafia Capitale

Posto quindi che è evidente che il MoVimento 5 Stelle stesse evidentemente festeggiando per la possibilità data a Zingaretti di garantirsi i diritti difensivi, la vicenda prende spunto dall’archiviazione delle accuse di corruzione e turbativa d’asta nei confronti dello stesso governatore della Regione Lazio, come scrisse all’epoca il Fatto:

Il governatore Zingaretti, come altri indagati, è finito sotto accusa per le dichiarazioni di Buzzi (dal carcere, ndr) ma, scrivono i magistrati, “le indicazioni fornite sono apparse sospette e ancorate a una precisa strategia difensiva” per essere scagionato dall’accusa di associazione mafiosa. In merito a Zingaretti, Buzzi aveva raccontato presunti versamenti a un suo stretto collaboratore per finanziare la campagna elettorale e per una gara legata all’acquisto della sede della Provincia di Roma. L’accusa di turbativa d’asta è connessa alla gara per il servizio Cup (centro unico prenotazioni sanitarie).

nicola zingaretti indagato 1
Insomma, Salvatore Buzzi, dal carcere, per discolparsi e per essere scagionato dall’accusa di associazione mafiosa aveva confessato, come spesso capita ai falsi pentiti, i reati altrui e ha cominciato a incolpare un sacco di gente tra cui Zingaretti. Il governatore è stato indagato da mesi nel fascicolo Mafia Capitale per due presunte corruzioni e una turbativa d’asta, in seguito ad accuse di Salvatore Buzzi che non avrebbero trovato riscontri.

Quando Zingaretti venne ascoltato dai magistrati

Ora, però, come abbiamo scritto il 3 novembre scorso, il tribunale ha inviato alla Procura della Capitale i verbali relativi a 27 testimoni del processo “Mondo di Mezzo” per i quali il tribunale stesso ha ritenuto che ci siano profili compatibili con la falsa testimonianza. Tra questi c’è anche Zingaretti, così come l’ex viceministro Bubbico, la responsabile Pd nazionale del Welfare Micaela Campana (quella dei famosi “non ricordo” su Buzzi), il presidente del consiglio regionale del Lazio, Daniele Leodori e l’ex braccio destro di Alemanno, Antonio Lucarelli.
travaglio zingaretti
A proposito di Zingaretti, il tribunale nelle motivazioni scrive che “ha reso testimonianza (richiesta dalla difesa di Buzzi) escludendo radicalmente e con indignazione qualunque contatto con chiunque (Gramazio, Venafro, Cionci, Forlenza, Marotta) per la gara Cup, di cui si sarebbe occupato solo a livello di indirizzo politico nella fase della programmazione. E tuttavia, secondo il tribunale, tali dichiarazioni non risultano convincenti alla luce dello stretto rapporto di amicizia di Zingaretti con Cionci (che peraltro avevano facili occasioni di incontro lavorando vicini) e del rapporto di assoluta fiducia tra Zingaretti e Venafro (per come affermato dallo stesso Zingaretti), delle intercettazioni telefoniche sopra viste sui rapporti tra Buzzi, Forlenza e Cionci durante lo svolgimento della gara, del valore ingente della gara medesima, nonché delle dichiarazioni di Venafro e Scozzafava (di cui appresso) e della figura di Gramazio per come accertata in questo processo come politico corrotto: tutti elementi che appaiono supportare la ricostruzione dell’imputato Buzzi sulla vicenda e che danno adito al sospetto di una testimonianza falsa o reticente di Zingaretti”. Questa è la vicenda che riguarda Zingaretti.