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Nicola Morra: il successore designato di Fioramonti al ministero dell’Istruzione

Negli scorsi mesi è stato dipinto come leader interno al M5S anti-Di Maio ma non ha mai polemizzato apertamente con l’attuale proprietà grillina, anche se era tra i fautori del governo con il Partito Democratico. Da presidente della Commissione Antimafia si era anche battuto per il sì al processo a Salvini sulla Diciotti

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Nicola Morra è stato indicato nei giorni scorsi come il probabile successore di Lorenzo Fioramonti, che ieri ha rassegnato le dimissioni e secondo i rumors sarebbe pronto a uscire dal MoVimento 5 Stelle insieme a una pattuglia di deputati e senatori per formare un gruppo a sostegno del governo Conte. Nei totoministri degli scorsi mesi Morra, attuale presidente della Commissione Antimafia, laureato in filosofia e insegnante alle scuole superiori, era indicato in alternativa per la poltrona di viale Trastevere. Ora dovrebbe essere il suo momento.

Nicola Morra: il successore designato di Fioramonti al ministero dell’Istruzione

Morra negli scorsi mesi è stato dipinto come leader interno al M5S anti-Di Maio ma non ha mai polemizzato apertamente con l’attuale proprietà grillina, anche se era tra i fautori del governo con il Partito Democratico. Da presidente della Commissione Antimafia si era anche battuto per il sì al processo a Salvini sulla Diciotti, perdendo alla fine il voto “popolare”. Il 19 luglio del 2013 ricordando il Aula a Palazzo Madama il sacrificio di Borsellino il senatore pentastellato si interrogava su dove fosse finita la famosa agenda rossa di Salvatore Borsellino. Che però è il fratello del magistrato.

Un peccato veniale, una svista di poco conto, in fondo è capitato anche al Presidente del Consiglio Conte di non aver i ricordi un po’ confusi riguardo ai nomi degli uomini che hanno combattuto la mafia. Nulla in confronto a quando nel 2015 il neoletto Presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra commentava l’ipotesi di una candidatura di Sergio Mattarella dicendo che «proviene simbolicamente da una tradizione che in relazione alla mafia ha tanto da chiarire e farsi perdonare». Forse all’epoca Morra ignorava (nel senso che non ne era a conoscenza) il fatto che il fratello del futuro Presidente della Repubblica – Piersanti Mattarella – era stato ucciso dalla mafia su ordine di Totò Riina. Freddato davanti a moglie e figli nella sua automobile.

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