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Le dimissioni rassegnate di Fioramonti

Secondo quanto riferiscono diverse fonti di maggioranza, Fioramonti potrebbe lasciare il M5s per fondare un gruppo parlamentare autonomo, ma “filogovernativo”, come embrione di un nuovo soggetto politico

fioramonti precari cnr

Con il tempismo tipico di chi non ha niente da fare a Natale, il 25 dicembre il https://www.nextquotidiano.it/tag/lorenzo-fioramonti/ ha deciso di tener fede alla sua promessa di dimissioni e ha lasciato l’incarico con una lettera che la presidenza del consiglio dei ministri ha ufficializzato nella tarda serata di ieri. Fioramonti si dimette perché non sono arrivati i famosi tre miliardi all’istruzione che aveva chiesto fin dal suo insediamento, minacciando l’addio già subito dopo la nomina.

Le dimissioni rassegnate di Fioramonti

Secondo quanto riferiscono diverse fonti di maggioranza, Fioramonti potrebbe lasciare il M5s per fondare un gruppo parlamentare autonomo, ma “filogovernativo”, come embrione di un nuovo soggetto politico. “Sulla scuola abbiamo fatto passi avanti importanti. Alcuni proprio in queste ore e ci stiamo muovendo nella direzione giusta. E alla fine vedremo se saranno sufficienti”. Lo aveva detto il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, in merito allo stanziamento previsto nella manovra finanziaria in tema di istruzione. Era il 12 dicembre e la discussione sulla Manovra stava entrando nel vivo. A Trieste, a margine del vertice dei ministri della ricerca, Fioramonti aveva ricordato che “la scuola in questo Paese avrebbe bisogno di 24 miliardi. I 3 miliardi che io ho individuato, non sono la sufficienza” ma rappresentano “la linea di galleggiamento”. Tredici giorni dopo quella affermazione, e 48 ore dopo la definitiva approvazione della legge di Bilancio con voto di fiducia, Fioramonti ha consegnato la sua lettera di dimissioni nelle mani del premier Conte. Dimissioni che potrebbero essere ufficializzate già nelle prossime ore. Il ministro Cinquestelle avrebbe deciso di mantenere la parola data (era stato il leader della Lega Matteo Salvini a sfidarlo alla vigilia di Natale, “Speriamo che almeno uno mantenga la parola. Aveva detto che se non ci sarebbero stati tre miliardi di investimento si sarebbe dimesso. Ministro Fioramonti, dimettiti e togli il disturbo”, aveva detto Salvini) e di fare un passo indietro.

dimissioni lorenzo fioramonti

Alla ripresa dei lavori parlamentari alla Camera dovrebbe essere ufficializzata anche la decisione di una decina di deputati M5s di lasciare il gruppo per iscriversi nel Misto, senza pero’ far mancare il sostegno all’esecutivo Conte.

Cosa aveva detto Fioramonti sulle dimissioni

Fioramonti negli ultimi mesi aveva più volte minacciato un passo indietro se i fondi per l’istruzione fossero scesi sotto la soglia dei tre miliardi. “Dopo una serie di esecutivi che hanno tagliato sull’istruzione, non mi posso accontentare di un governo che smette di prelevare soldi dal Miur. Bisogna investire e con forza”, aveva detto il politico Cinquestelle a Repubblica il 5 novembre, quando ancora la discussione sulla legge di Bilancio doveva entrare nel vivo. “Questo governo con questa Finanziaria deve fare tante cose – aveva dichiarato nell’intervista – e io apprezzo lo sforzo: non far aumentare l’Iva, ridurre il cuneo fiscale, intervenire sulla sanità. Ma quella che io propongo è una questione centrale: ricerca, università, scuola. E il dibattito fin qui è stato insufficiente. Giorno e notte lo riproporrò e seguirò i lavori parlamentari, so che una Legge di bilancio ha un cammino lungo”.  Quello di Fioramonti era gia’ allora un ultimatum al suo stesso governo: “O tre miliardi a scuola e universita’ o mi dimetto – aveva poi confermato anche nei giorni successivi – so che cosa ho detto e so che sono un uomo di parola”. Del resto, quel tetto di tre miliardi lo aveva gia’ fissato il giorno del giuramento del governo Conte II.

lorenzo fioramonti

Era il 5 settembre e la discussione sulla Finanziaria ancora ben lontana. Qualche risorsa in piu’ per l’istruzione era arrivata: come ha ricordato il 23 dicembre Gabriele Toccafondi, capogruppo di Italia Viva in commissione Cultura alla Camera, “il fondo per la contrattazione collettiva e’ stato aumentato portandolo a 1.750 milioni per il 2020 e 3.375 milioni per il 2021. E si tratta di risorse utili anche per il comparto Miur. E’ stato creato il fondo per costruire o ristrutturare asili nido e scuole dell’infanzia per un totale di 2,3 miliardi: 100 milioni all’anno fino al 2023 e 200 milioni all’anno fino al 2034” “Inoltre – ha proseguito Toccafondi – e’ stato finanziato con 30 milioni annui dal 2020 il fondo da destinare all’aumento della retribuzione dei dirigenti scolastici e aumentato di 12,5 milioni quello destinato alle scuole paritarie che accolgono alunni con disabilita’. Sono stati recuperati 11 milioni in piu’ per la formazione dei docenti, si e’ incrementato il fondo borse studio universitario e si sono aumentate le risorse per l’ammissione di medici alle scuole di specializzazione”. “Il sistema duale e’ stato rifinanziato con 46 milioni di euro per formazione e istruzione. Per quanto concerne gli stanziamenti, lo stato di previsione del Miur del 2020, rispetto alla legge di bilancio 2019 registra un aumento di 536,8 milioni”, ha aggiunto. Non abbastanza per il ministro che, secondo indiscrezioni confermate da fonti di Palazzo Chigi, si e’ dimesso. Fioramonti non ha ancora commentato, ma sarebbe deciso a formare un gruppo suo, che comunque non farebbe mancare il sostegno al governo.

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