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Matteo Renzi e Draghi premier al posto di Conte

matteo renzi draghi 1

Matteo Renzi vuole Mario Draghi presidente del Consiglio al posto di Giuseppe Conte? L’indiscrezione è stata riportata ieri sul Giornale in un articolo a firma di Augusto Minzolini e con una data di scadenza ben precisa: il prossimo maggio, quando ci saranno le elezioni regionali.

Matteo Renzi e Draghi premier al posto di Conte

«Se l’esecutivo non troverà una terapia efficace per la nostra economia può succedere di tutto. Ci vuole un governo all’altezza, se poi a guidarlo sia lo stesso Conte, o una personalità del Pd a cominciare dallo stesso Zingaretti, o meglio ancora, data la situazione, Mario Draghi, a me va bene lo stesso», ha detto Renzi. Nell’intervista rilasciata oggi a Goffredo De Marchis su Repubblica però il senatore di Rignano dice che il governo non rischia sulla prescrizione: «Penso di no. E spero che prevalga il buonsenso. Abbiamo il Coronavirus, la Brexit, la Turchia che pretende di dettar legge nel Mediterraneo, i dazi. E il — 0,3 per cento del Pil è un dato negativo che non si vedeva dal 2013. Tutte ottime ragioni per non litigare e mettersi a lavorare. Bisogna sbloccare i cantieri e abbassare le tasse, altro che storie».

mario draghi quantitative easing 2

È interessante ricordare che nel 2017, dopo la caduta del suo governo, Renzi invece paventava il “rischio” che Mario Draghi arrivasse a Palazzo Chigi; all’epoca a parlarne era Libero: «È evidente», era il ragionamento che, secondo Libero, “Renzi fa in questi giorni coi suoi, «che l’operazione a cui stanno lavorando è quella di arrivare a un premier tecnico». Un nuovo Monti. Come nel 2011. Potrebbe chiamarsi Mario Draghi. O Carlo Calenda. O Ignazio Visco”. E adombrava un complotto dei Poteri Forti che avrebbe mirato a un governo tecnico dopo il voto politico del 2018. Come sappiamo non è andata così.

Renzi e la prescrizione

Nell’intervista Renzi risponde alla questione del video sulla prescrizione che risale al 2015, di cui abbiamo parlato ieri:

I social ripropongono le sue vecchie dichiarazioni contro la prescrizione. Il grillino Morra ha scritto: “La rete non dimentica”. Ha cambiato linea?
«Sta scherzando? Le mie vecchie dichiarazioni contro il regime della prescrizione voluta da Berlusconi sono chiare. Volevo cancellare quel sistema aumentando le pene per la corruzione e allungando i termini della prescrizione. E l’ho fatto con la riforma Orlando. La rete non dimentica, ha ragione Morra. Ma la rete è anche capace di comprendere. Non sempre invece sembrano farlo i colleghi grillini».

E poi fa sapere: “In un modo o nell’altro fermeremo questa legge. Credo senza ricorrere alla mozione di sfiducia: molleranno prima”. Questo perché sulla prescrizione e “in questo Parlamento i numeri sono chiari” e che il ministro Bonafede “e’ nettamente in minoranza” e che, dunque, “la linea attendista del Pd ha ormai pochi giorni di autonomia”. Secondo il leader di Italia Viva, infatti, sostiene che essendo gruppi parlamentari “gli stessi che un anno fa presentarono la pregiudiziale di incostituzionalita’ contro la riforma”, i dem ora “dovranno votare in Aula scegliendo tra la Orlando e la Bonafede”. Per aggiungere: “Non siamo noi ad aver cambiato schieramento ma il Pd ad aver cambiato idea sulla legge del suo vicesegretario Orlando Come andra’ a finire davvero ancora non si sa, ma Renzi è più che sicuro che “i numeri non ci sono” e sulla prescrizione i 5 Stelle “dovranno cedere”. Poi come lo faranno e in quali tempi e’ semmai “un problema del premier” ma “io so che molleranno”.

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