Economia

I paletti del Quirinale per il governo Lega-M5S

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La minaccia di Sergio Mattarella sul governo neutrale ha prodotto un sommovimento politico che ha portato all’accordo tra Lega e MoVimento 5 Stelle benedetto da Silvio Berlusconi. Oggi però lo spread, ovvero il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato italiani e il bund tedesco, è schizzato verso l’alto dopo la crescita di questi giorni. Proprio stamattina lo spread è arrivato verso la soglia dei 140 punti: il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano (Isin IT0005323032) e il pari scadenza tedesco segna in avvio 139 punti base, ai massimi da tre mesi (132 punti la chiusura di ieri). In netto rialzo anche il rendimento dei decennali italiani, che segnano la peggiore performance nell’Eurozona, all’1,95% dall’1,88% di ieri.

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La crescita dello spread (La Stampa, 9 maggio 2018)

Proprio per questo, spiega oggi Lina Palmerini sul Sole 24 Ore, la discussione sui ministri coinvolgerà anche Sergio Mattarella:

Come prevede la Costituzione, il capo dello Stato ha un ruolo nella nomina del presidente del Consiglio e dei ministri (art. 92) e questo ruolo lo farà pesare per chiarire la natura programmatica che avrà un Esecutivo a guida “populista”. I nomi sotto osservazione, oltre la guida di Palazzo Chigi, sono quelli di Economia, Esteri, Interni: questi avranno un peso determinante e Mattarella non si limiterà a fare il notaio, firmando e basta. C’è da aspettarsi una serrata interlocuzione ma di questo i due leader sono già avvertiti.

Lo sa bene Salvini che conosce il suo punto debole con le cancellerie internazionali e con gli Usa per le sue posizioni euro-scettiche, pro-Orban e filo-russe. E lo sa Di Maio che in poche settimane ha avuto una conversione europeista e atlantista, magari agevolata dal buon rapporto con il Quirinale. Ecco, vorrà chiarire quale delle due linee emerse fin qui sarà quella che adotterà il nuovo Esecutivo e chi guiderà la Farnesina affiancando il premier nella politica estera.

Ricorderà anche a entrambi l’art.117 della Carta primo comma: e cioè che la potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione nonché dei «vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali». Questo cosa vuol dire? Che Salvini non troverà campo libero nemmeno su immigrazione e profughi, tanto più su conti e vincoli Ue.

C’è poi un altro articolo che il capo dello Stato metterà sul tavolo: l’articolo 81 sul pareggio di bilancio. L’allarme di ieri della Banca d’Italia sul debito e sulla crescita cade con un tempismo perfetto sul probabile patto a due Lega-5 Stelle e sui loro programmi elettorali che sforavano di molto i conti. Questa sarà la funzione di garanzia che intende svolgere e non solo all’eventuale atto di nascita dell’Esecutivo. C’è però un problemino. Il MoVimento 5 Stelle negli anni precedenti e – soprattutto – la Lega da quando è guidata da Matteo Salvini hanno preso chiaramente posizione riguardo i “diktat” dell’Europa e hanno preso i voti proprio sostenendo l’intenzione di non accettare comandi da Bruxelles. Le intenzioni di Mattarella si scontreranno con quelle di Salvini a breve, a meno che uno dei due non ceda.

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