Economia

La crescita dello spread

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Lo stallo nella formazione di un nuovo governo e l’ipotesi di un voto ravvicinato, già a luglio quando gran parte degli investitori si aspettava più tempo, mette sotto pressione i titoli di Stato italiani, il cui spread (ovvero il differenziale di rendimento con i bund tedeschi) ieri ha superato i 130 punti base con una volata di 10 centesimi del rendimento decennale, passato dall’1,75% ieri all’1,85% odierno portando sui livelli di marzo. Una situazione già sperimentata negli ultimi due anni, specialmente nei momenti di grave crisi politica.

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La crescita dello spread (La Stampa, 9 maggio 2018)

Qui però il rischio si fa sempre più importante. Perché dall’infografica pubblicata sulla Stampa si vede benissimo che l’impennata dello spread è avvenuta il 7 maggio, ovvero nel giorno in cui Mattarella ha annunciato il suo “governo neutrale” e subito dopo la chiusura all’ipotesi arrivata contemporaneamente e fragorosamente dalla Lega e dal MoVimento 5 Stelle. L’Italia è “sotto pressione” – spiega all’ANSA Luca Cazzulani, vicecapo per Unicredit delle strategie sul reddito fisso – “è ragionevole che vi sia attenzione per la possibilità di elezioni più anticipate rispetto a quanto i mercati scontavano”. Salgono anche i differenziali di Spagna e Portogallo, certo, ma in misura minore, a riprova di una specificità italiana che pesa sullo spread. Il capo analista di un primario istituto spiega che oltre alle vendite accentuate ci sono “volumi abbastanza alti” di scambi sul decennale, perché “il tema politico dell’8 luglio ha avuto subito eco all’estero, è una data molto vicina ed elezioni in estate sono percepite come più complesse”. Le vendite penalizzano soprattutto le banche cresciute molto negli ultimi temi tanto che il Ftse Mib quest’anno ha guadagnato quasi il 10%, segnando la migliore performance a livello contentale.

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La crescita dello spread (La Repubblica, 9 maggio 2018)

Il ritorno alle urne, spiega oggi Alessandro Barbera sulla Stampa, potrebbe costruire le condizioni per una maggioranza coesa, oppure complicare ancora di più il quadro. A quel punto c’è da scommettere che i mercati reagirebbero in modo ben diverso rispetto a quanto visto ieri.

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