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La resa di Marika Cassimatis

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Alla fine Marika Cassimatis si arrende. La professoressa di geografia correrà con una lista civica per il posto di sindaco di Genova e rinuncia alla guerra legale con Beppe Grillo e il MoVimento 5 Stelle, lasciando il simbolo grillino a Luca Pirondini e abbandonando così virtualmente ogni possibilità sia di essere eletta sia di essere risarcita.

La resa di Marika Cassimatis

Con quella di Marika Cassimatis sono quindi tre le liste in corsa a Genova che provengono dai grillini: oltre a lei e Pirondini rimane Paolo Putti, ex consigliere 5 Stelle con cui la professoressa sarà in concorrenza per prendere i voti in uscita dall’attivismo genovese funestato dalle liti e dalle correnti interne. Ma comunque troppe per immaginare un successo elettorale per tutte e tre. E a farne le spese, dopo la resa, saranno sicuramente in primo luogo i due più piccoli.

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Beppe Grillo e Marika Cassimatis

Oggi in tribunale dovrebbe intanto andare in scena l’udienza sull’annullamento del voto per Cassimatis. Come avevamo raccontato, contro l’esito delle comunarie del 14 marzo è stato infatti presentato un ricorso da alcuni componenti della lista Pirondini formalmente contro il MoVimento 5 Stelle per ottenere l’annullamento del voto che ha incoronato Cassimatis e sconfitto il musicista e agente di commercio. Questo ricorso mira ad annullare la decisione del 14 marzo sfruttando l’argomento della mancanza del preavviso di 24 ore, peraltro sollevato il giorno prima dell’udienza dallo stesso Beppe Grillo. L’argomento, sollevato dallo stesso legale di Cassimatis per il voto che ha sancito la candidatura di Pironcini, non era però stato considerato dal tribunale civile perché preso a ridosso dell’udienza.

Il preavviso quanno ce pare

Giova ricordare che tutte le comunarie del 2017, ovvero Padova, Piacenza, Verona e Palermo, si sono svolte senza il preavviso di 24 ore. Soltanto per le successive comunarie dopo l’affaire Cassimatis il blog di Grillo ha cominciato a indire le primarie con il preavviso di 24 ore, come peraltro prevede l’ultimo regolamento approvato dagli iscritti del MoVimento 5 Stelle e nel frattempo portato in tribunale. L’iniziativa legale dei rappresentanti della lista Pirondini però ovviamente mira ad annullare soltanto la decisione presa per Genova. E verrà accolta anche perché la controparte, ovvero Marika Cassimatis convocata dal tribunale per dire la sua sul tema, non si presenterà.
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La Cassimatis ha rinunciato a presentarsi perché nel frattempo sono venute meno alcune delle caratteristiche che rendevano la Lista Cassimatis utilizzabile con il Metodo Genova: la sospensione operata dai garanti nei confronti della professoressa e di altre due candidati dovrebbe essere superata con un’altra sospensiva del tribunale, ma nel frattempo anche altri tra i 27 che avevano dato la loro disponibilità a candidarsi hanno mollato.

La democrazia diretta da Beppe Grillo

Per questo la Cassimatis ha deciso di ritirarsi dalla corsa giudiziaria per seguire soltanto quella politica. In più, come anticipato da Repubblica Genova qualche giorno fa, «la lista civica della Cassimatis sarebbe anche effetto di un accordo, che sarebbe ormai in via di definizione, tra la professoressa di Geografia candidata alle comunarie di Genova per il M5S e Beppe Grillo. L’impegno delle due parti sarebbe quello di sotterrare le asce di guerra, soprattutto in Tribunale».
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Ma sarà una partita senza storia. In realtà l’unica chance che aveva la Cassimatis di dare un senso alla sua corsa era quella di avere come concorrente soltanto Putti (con il quale magari potrebbe trovare un accordo). Con Pirondini in campo e la benedazione di Grillo al candidato a lei opposto le possibilità si riducono al lumicino.