Opinioni

Il M5S Roma si rimangia la sospensione di Cristina Grancio

La consigliera capitolina Cristina Grancio resta nel M5S. A quanto scrive l’Adnkronos, il Collegio dei Probiviri ha annullato il provvedimento di “sospensione cautelare” per un vizio di procedura nei confronti della consigliera grillina, finita nel ‘mirino’ del M5S per le critiche espresse sul progetto del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle. Grancio, che era stata sospesa il 9 giugno scorso dopo essersi rifiutata di votare sulla delibera in commissione, non partecipò alla votazione della delibera approvata il 14 giugno dalla maggioranza M5S in Assemblea Capitolina. Con l’annullamento del provvedimento di sospensione, viene dunque chiuso il procedimento disciplinare nei confronti della Grancio.
cristina grancio
Cristina Grancio aveva portato Beppe Grillo in tribunale con l’ausilio dell’avvocato Lorenzo Borré per chiedere l’annullamento della sua sospensione. Successivamente, come capitato a Giulivi ed altri, la consigliera comunale era stata sottoposta a pubblico processo per essersi azzardata a portare Beppe in tribunale. La Grancio non era nemmeno stata fatta entrare alla festa del M5S Roma con Raggi e Grillo. L’annullamento della sospensione oggi fa pensare che il M5S Roma si è reso conto dell’impossibilità di sostenere la bontà delle motivazioni che hanno portato alla sanzione davanti a un giudice, dove spesso ai legalitari grillini dice male.

Perché il M5S si rimangia la sospensione di Cristina Grancio?

Come avevamo fatto notare nell’articolo che annunciava il ricorso di Grancio, tra le motivazioni c’erano molte contestazioni formali. Ovvero che la procedura che ha portato alla sospensione della consigliera Grancio prevede che «Nei casi nei quali è applicabile una sanzione disciplinare, il gestore del sito, su segnalazione comunque ricevuta che non risulti manifestamente infondata, ne dà contestazione all’interessato con comunicazione a mezzo e-mail, assegnandogli un termine di dieci giorni per la presentazione di eventuali controdeduzioni, dandone comunicazione al collegio dei probiviri, al quale vengono successivamente trasmesse anche le controdeduzioni eventualmente presentate. Nei casi più gravi, il collegio dei probiviri ha facoltà di disporre la sospensione cautelare dell’iscritto, dandogliene comunicazione a mezzo e-mail».

cristina grancio regolamento
L’articolo 4 del regolamento del M5S

Nell’occasione però il gestore del sito, sosteneva la parte in causa, non ha inviato alcuna comunicazione della contestazione disciplinare: «Si rileva che nel caso specifico il potere sanzionatorio “cautelare” è stato esercitato in difetto delle condizioni indicate nel Regolamento, e cioè la preventiva ricezione della contestazione da parte del Gestore, con conseguente illegittimità del provvedimento di sospensione “cautelare”», si sostiene nell’atto.

Un errore nella procedura potrebbe invalidare tutto

Proprio per questo Cristina Grancio contestava una violazione del diritto alla difesa, perché in quella comunicazione dovevano essere elencati i motivi oggetto del provvedimento disciplinare. Vero è che nella lettera che le hanno inviato i probiviri era presente un generico riferimento a «2. “dichiarazioni pubbliche contrarie alle decisioni assunte dal gruppo a maggioranza, nonché nella presentazione in consiglio comunale di atti contrari alla posizione della medesima maggioranza e in atteggiamenti volti a favorirne la bocciatura di un progetto”». Ma, appunto, a parte che la Grancio non ha fatto dichiarazioni pubbliche contrarie alle decisioni del gruppo M5S in Aula Capitolina, mancava appunto la comunicazione di partenza del procedimento.

“ IL COLLEGIO DEI PROBIVIRI
Nel procedimento disciplinare nei confronti di Cristina Grancio
Vista la comunicazione del gestore del sito del Movimento 5 stelle pervenuta in data odierna, relativa alla posizione della consigliera capitolina, Cristina Grancio, con riferimento ai fatti oggetto del presente procedimento disciplinare, il cui contenuto è da intendersi integralmente richiamato nel presente provvedimento;
Visti gli artt. 4 e 5 del regolamento del Movimento 5 Stelle;
Considerato che, secondo quanto segnalato, Cristina Grancio, avrebbe tenuto un comportamento scorretto nei confronti del gruppo consiliare e non rispettoso della sua linea politica. Tale comportamento, in particolare, si sarebbe estrinsecato in dichiarazioni pubbliche contrarie alle decisioni assunte dal gruppo a maggioranza, nonché nella presentazione in consiglio comunale di atti contrari alla posizione della medesima maggioranza e in atteggiamenti volti a favorirne la bocciatura di un progetto;
[…]
Roma, 9 giugno 2017
Riccardo Fraccaro
Nunzia Catalfo
Paola Carinelli”

Non solo: faceva notare all’epoca l’avvocato Borré che il voto contrario alle indicazione dei gruppi parlamentari non è mai stato motivo di provvedimento disciplinare per i parlamentari M5S, «tant’è che come risulta dall’elenco pubblicato da Openpolis – che si allega – i voti contrari contrari alle indicazioni del rispettivo Gruppo ascrivibili a ciascun senatore pentastellato oscillano da un minimo di 43 ad un massimo di 218, con una media di 120 voti contrari a testa, mentre alla Camera i voti contrari oscillano tra un minimo di 13 ad un massimo di 361».

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