Politica

Come il M5S vuole salvare Virginia Raggi con un voto su Rousseau

I grillini vorrebbero un plebiscito per lasciare la sindaca al suo posto anche in caso di condanna. L’altra possibilità è l’autosospensione

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Mentre il processo nei confronti di Virginia Raggi, accusata di falso dalla procura di Roma nel caso della promozione del fratello di Raffaele Marra, Renato, al dipartimento del Commercio, i vertici del MoVimento 5 Stelle studiano una via d’uscita per la sindaca di Roma che in caso di condanna dovrebbe fare le valigie e lasciare il Campidoglio. Le opzioni sul tavolo sono due: l’autosospensione della prima cittadina o un voto su Rousseau per salvarla. A parlarne oggi è Simone Canettieri sul Messaggero:

«Mettiamo che il 10 novembre vada male, con Virginia condannata. Innanzitutto, prima dovrà dire cosa vuole fare: se se la sente o meno di andare avanti. Spetta a lei. Poi, visto che noi siamo l’unico partito che si basa sulla democrazia diretta, potremmo rimettere la decisione a un voto dei nostri iscritti su Rousseau. In questo caso sarebbero gli attivisti del M5S a decidere se Virginia, condannata per falso, perché di questo stiamo parlando, debba continuare a governare o meno la Capitale d’Italia».

A parlare è un influente parlamentare del M5S che conosce bene i meccanismi interni e gli umori dei vertici sull’asse Roma-Milano, Palazzo Chigi-Casaleggio Associati sulla faccenda. La terza via che traccia è inedita: potrebbe rappresentare un exit strategy per il Campidoglio, ma soprattutto per il governo, sponda Luigi Di Maio, nella veste di leader politico del M5S. Su questa eventualità si sta ragionando con forza negli ultimi giorni, soprattutto da quando il pressing della Lega su Roma si è fatto pressante.

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La soluzione del voto su Rousseau rappresenterebbe una bella giravolta nel M5S romano e un chiaro tradimento dello statuto del MoVimento 5 Stelle, ma di certo ai grillini non manca la faccia tosta per riuscire a far digerire ai militanti una svolta del genere, che dimostrerebbe la falsità generale dell’impianto politico su cui il M5S ha chiesto i voti ai cittadini. D’altro canto mentre il povero Puddu ha dovuto rinunciare alla candidatura a governatore in Sardegna proprio a causa di una condanna, i grillini più addolorati per l’avvicinarsi della fine dei secondi mandati e della conclusione delle loro esperienza amministrative da tempo stanno spingendo per cancellare o derogare (alla faccia di Gianroberto) anche a quella regola. Un’altra furbata potrebbe essere l’autosospensione:

In generale, sono diversi i consiglieri comunali a spiegare che l’autosospensione possa essere una soluzione molto hard, difficile da portare avanti per la sindaca e poi soprattutto, a cascata, per loro. L’unica sicurezza è che le dimissioni di Raggi potrebbero rappresentare un problema di gestione non da poco per Di Maio. E il leader dei pentastellati non può permetterselo, perché accenderebbe un altro terreno di scontro e competizione con la Lega (con unvotoalle comunali in concomitanza con le europee).

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