Opinioni

Come ha preso il M5S l'accusa del NYT sui vaccini

Nel MoVimento 5 Stelle l’editoriale del New York Times in cui si accusano i grillini di aver contribuito a diffondere il morbillo ha scatenato un nervosismo assolutamente comprensibile. La replica di Beppe Grillo, che ha accusato il NYT di diffondere fake news li ha altrettanto comprensibilmente rivitalizzati. Elena Fattori, che insieme a Piernicola Pedicini e al professor Guido Silvestri (da esterno) sta scrivendo un documento ufficiale sui vaccini, ha inviato una nota stampa in cui chiama in causa un deputato PD: «Sui vaccini Renzi continua vergognosamente a buttare fango sul M5s, ma cosa dice del parlamentare del suo Pd, Giovanni Burtone, che ha depositato nel 2013 una proposta di legge per istituire la “Giornata in ricordo delle persone decedute o rese disabili a causa di vaccinazioni”?»
m5s vaccini
«Nel singolare testo di legge del Pd è scritto – prosegue la senatrice – a proposito delle vittime, che “se i danneggiati dalla somministrazione di vaccini si trovano in questa situazione la colpa è da ricercare in chi ha compiuto una valutazione degli interessi collettivi”. Di fronte a questi disegni di legge dei membri del suo stesso partito, il neo segretario Renzi farebbe bene a stare zitto sul Movimento 5 stelle» conclude la Fattori. La senatrice ha sicuramente ragione sul punto – ovvero l’iniziativa del deputato Burtone – ma sfugge la logica di rispondere all’accusa di essere antivaccinista dando dell’antivaccinista all’interlocutore: anche se fosse, cosa cambierebbe nel merito dell’accusa?
m5s vaccini guido silvestri
Poi c’è il professor Guido Silvestri che in un lunghissimo status su Facebook sostiene che il M5S ha aderito a una posizione “al 100% inequivocabilmente pro-vaccini” – il che è quantomeno prematuro, visto che lo stesso professore ha detto a più riprese di aver contribuito a scrivere un documento che dev’essere ancora pubblicato, presentato, eventualmente votato sul blog di Beppe Grillo – ma poi en passant fa un’ammissione molto interessante: «Poi ci sono quelli il cui scopo piu’ o meno confessato e’ sfruttare l’anti-vaccinismo che si era colpevolmente annidato dentro M5S (e questa colpa bisogna ammetterla, sempre “senza se e senza ma”) come una “debolezza politica” per poter colpire il movimento». Silvestri quindi dà la colpa al M5S di aver covato l’antivaccinismo e dice che dovrebbe ammetterla. E quindi è legittimo chiedersi se questo Silvestri sia parente di quel Silvestri che invece sul blog di Grillo poche settimane fa sosteneva:

È normale, e anche salutare, che in ogni questione contenente aspetti “politici” ci siano punti di disaccordo tra diversi partiti, movimenti e gruppi di pensiero. Quello che però non trovo giusto è travisare in modo grossolano le posizioni. È possibile che ci siano state, in passato, affermazioni di alcuni esponenti M5S sul tema dei vaccini che hanno creato confusione. Ma oggi, nel 2017, e per quello che sto vedendo, sostenere che il MoVimento 5 Stelle è “contro i vaccini” è una sciocchezza.

Insomma, da qualche affermazione “che ha creato confusione” (tipico esempio di minimizzazione della evidente responsabilità politica) in pochi giorni siamo passati alla necessità di un mea culpa da parte del M5S. Ce n’è abbastanza per sostenere che chi dice sciocchezze è chi sostiene che il M5S abbia cambiato idea sui vaccini in base a un documento non ancora pubblicato sul blog di Grillo.

Poi c’è questo video di Paola Taverna in cui la senatrice dice che il MoVimento 5 Stelle «è a favore al 100% delle vaccinazioni». Anche qui, come per Silvestri, bisogna chiedersi se la Taverna che parla in quel video è la stessa che in questo video di nemmeno due anni fa sosteneva che c’era “una sentenza” che parlava di correlazione tra vaccini e autismo e diceva che le case farmaceutiche hanno vaccini in più “che ci vogliono somministrare”.

E quindi c’è il senatore Alberto Airola, quello che ha passato due anni a scrivere il testo della legge sulle unioni civili in Senato ma poi, quando la legge è arrivata alla Camera, si è accorto che era incostituzionale. Lui se la prende con Michele Anzaldi del PD: “Ma non si vergogna Anzaldi a strumentalizzare frasi estrapolate da vecchi spettacoli di Grillo, alcuni risalenti a 19 anni fa, per portare avanti la becera campagna di attacco sui vaccini condotta dal Pd e da Renzi, di cui è portavoce?”. Ora, è inutile star lì a far notare ad Airola che le frasi non sono estrapolate né sintetizzate: sono le stesse dette in altri spettacoli come ad esempio questo.

Ma più che altro c’è da segnalare che se ad Airola non va bene Beppe Grillo come fonte, volendo c’è l’imbarazzo della scelta pescando dal blog o dalla Camera dei Deputati:

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Fotocomposizione da Tzé Tzé Labs su Facebook

Non c’è un’ombra di lontana autocritica anche nel comunicato dei deputati in Commissione Affari Sociali, dove si afferma che la loro è la stessa posizione di sempre: “Basta con le menzogne, basta con questa squallida campagna denigratoria portata avanti da Matteo Renzi che, pur di attaccare il M5s, è disposto a strumentalizzare un tema serio e delicato come i vaccini e la salute degli italiani. Di questo e delle sue menzogne Renzi se ne assumerà le responsabilità davanti al Paese. Noi lo diciamo chiaramente e una volta per tutte: il M5s non ha mai fatto campagne contro i vaccini e non c`è nessuna piattaforma no vax, come oggi scrive il NYT. La nostra posizione è chiara da sempre: per noi i vaccini sono essenziali e riteniamo che sia dovere e responsabilità di medici, pediatri e istituzioni fare in modo che ci sia il più alto numero possibile di vaccinazioni”. Anche il senatore Piernicola Pedicini sostiene che il M5S è “da sempre affidato alla scienza” (strano, qualcun altro poco più sopra diceva che l’antivaccinismo si era “colpevolmente annidato” nel M5S: uno dei due, evidentemente, sbaglia…):
piernicola pedicini
Ma soprattutto quella del New York Times non è stata un’iniziativa isolata. Negli ultimi mesi anche il Financial Times e il Guardian hanno dedicato pezzi molto critici sulle posizioni di Grillo e dei pentastellati che avrebbero indebolito la fiducia dei cittadini e alimentato lo scetticismo. A fine marzo, in una corrispondenza da Roma, il Guardian riporta la notizia, in quei giorni diffusa anche media italiani, del forte calo delle vaccinazioni nel nostro paese nel 2017 e il conseguente allarmante ritorno di malattie contagiose. E ricorda le posizioni diffuse dal blog di Grillo e dai militanti del M5S sui rischi “collaterali” dei vaccini. Qualche giorno prima del Guardian si era occupato dei 5 Stelle anche il Financial Times. Con toni altrettanto netti. “Dibattito sui vaccini, Italia di fronte al ritorno di malattie debellate”, era il titolo del giornale britannico. “L’Italia e’ diventata un campo di battaglia in tema di vaccini”, scrive il quotidiano della City di Londra, riferendo della posizione del M5S sulla potenziale pericolosità dei vaccini e sulla libertà di scelta che i genitori dovrebbero avere. Il Ft riporta le frasi del blog di Grillo e di siti web vicini al movimento come la ‘Fucina’, e aggiunge che “l’aumento delle critiche pubbliche rischiano di rallentare i progressi nella riduzione della mortalità”. E niente, sbagliano tutti. Come la barzelletta del matto in autostrada.

Leggi sull’argomento: Spieghiamo a Beppe Grillo perché quelle del New York Times sui vaccini non sono fake news