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«Il M5S ha cambiato idea sugli abusi edilizi in Sicilia»

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«Il M5S ha cambiato posizione sull’abusivismo edilizio, allineandosi al pensiero di vari sostenitori di una categoria di comodo, talvolta inesistente, che essi definiscono “abusivismo di necessità”»: l’accusa è di Claudia Mannino, deputata eletta con il MoVimento 5 Stelle a Palermo e poi catapultata fuori da Beppe Grillo dopo il caso delle firme false insieme a Riccardo Nuti e Giulia Di Vita.

«Il M5S ha cambiato idea sugli abusi edilizi in Sicilia»

La Mannino su Facebook linka un video che riporta la posizione di Giancarlo Cancelleri, candidato governatore del M5S per l’isola, e poi parte all’attacco: «Sono davvero sorpresa nel prendere atto che il M5S abbia cambiato posizione sull’abusivismo edilizio, allineandosi al pensiero di vari sostenitori di una categoria di comodo, talvolta inesistente, che essi definiscono “abusivismo di necessità”. Lo apprendo guardando il candidato governatore di Sicilia Giancarlo Cancelleri, ospite ieri sera a La 7. Parlare di abusi di necessità significa non affrontare un cancro che devasta quotidianamente la Sicilia e tante altre regioni d’italia. Non è solo una questione di legalità e rispetto dell’ambiente ma anche di sicurezza. Non lamentiamoci poi quando dopo qualche precipitazione le case vengono giù».
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E ancora: «Gli argomenti di Cancelleri sono gli stessi di chi tenta di far passare l’ipotesi dell’ennesima sanatoria e del Governatore campano De Luca (se dovesse essere eletto anche Cancelleri assisteremo ad un regno abusivo delle due Sicilie?). Delle ordinanze di demolizione infatti la regione non si occupa affatto, le emettono magistratura e comuni, e non eseguirle costituisce reato. Il “modello Bagheria ” non esiste, c’è una legge e va rispettata….sempre che non si pensi ad una nuova sanatoria regionale».

All’attacco di Cancelleri

L’attacco di Mannino arriva dopo un periodo di relativa tregua tra i deputati palermitani e i militanti a loro vicini e il resto del M5S Sicilia, rotta però già da tempo dall’azione legale di Mauro Giulivi, che, assistito dall’avvocato Borré, ha chiesto l’annullamento delle regionarie siciliani perché non gli è stato permesso di candidarsi. La prima decisione del tribunale civile sul caso arriverà alla fine di agosto. In seguito alcuni attivisti che erano stati buttati fuori o messi sotto procedimento disciplinare sono stati reintegrati nel M5S.

Non però i tre deputati e gli altri rinviati a giudizio per le firme false, che sono ancora iscritti al gruppo misto e fuori dal M5S perché la prima sospensione, quella semestrale comminata da Beppe Grillo dopo che si era saputo che i tre si erano avvalsi della facoltà di non rispondere davanti al pubblico ministero, era scaduto. Nel frattempo i tre sono stati sentiti dal PM ma Grillo ha deciso di costringerli a lasciare anche il gruppo M5S alla Camera e ha reiterato la sospensione per altri sei mesi.

La guerra interna al M5S in Sicilia

Anche perché i tre onorevoli hanno presentato un esposto alla procura di Palermo insieme ad altri due accusati in cui hanno preso di mira Salvatore Ugo Forello e Giancarlo Cancelleri, deputato all’Assemblea Regionale Siciliana. Il candidato in pectore alla presidenza della Regione Sicilia, secondo i parlamentari, avrebbe agito di concerto con l’avvocato oggi candidato a Palermo: i due, sempre secondo la versione dei parlamentari, avrebbero così manovrato Claudia La Rocca, che insieme a Giorgio Ciaccio è l’unica che ha deciso di collaborare con i magistrati di Palermo. L’esposto, privo di riscontri documentali, è stato successivamente archiviato dalla procura di Palermo.
salvatore ugo forello complotto
I tre deputati hanno poi deciso di farsi interrogare dal pubblico ministero prima della chiusura dell’indagine. Nell’occasione, come racconta un articolo di Felice Cavallaro uscito il 30 marzo sul Corriere della Sera e mai smentito dagli interessati, sono tornati ad accusare Forello di un complotto ai loro danni e hanno addossato responsabilità anche al deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana Giancarlo Cancelleri oggi candidato governatore:
riccardo nuti giulia di vita 5
Queste dichiarazioni non sono state mai smentite da Nuti, De Vita e Mannino.

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