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Cosa ha capito Di Maio degli abusi edilizi a Bagheria

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Ieri Giancarlo Cancelleri, Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio erano a Bagheria per l’ultima tappa del tour elettorale del M5S per le regionali siciliane. Chi si aspettava che il MoVimento 5 Stelle chiarisse la sua posizione sugli abusi edilizi è rimasto deluso. È il caso del coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che aveva auspicato che Di Maio prendesse le distanze dal regolamento approvato dall’amministrazione comunale di Bagheria, guidata dal sindaco pentastellato Patrizio Cinque.

Di Maio e Cancelleri non parlano di abusivismo a Bagheria

Intervistati da Repubblica Di Maio, Di Battista e Cancelleri hanno negato con forza di essere dalla parte degli abusivi parlando di attacchi strumentali e specificando che rispetto agli abusi il M5S valuterà “caso per caso”. Di Maio ha rifiutato di rispondere alle domande di Bonelli e ha ribadito che “Bagheria è una città dove si abbattono le case dei mafiosi, si abbattono le ville a 150 metri dalla costa e si fa un regolamento sull’abusivismo“. Stesso concetto espresso da Cancelleri che ha aggiunto che Patrizio Cinque “ha un occhio di riguardo per quei cittadini che stanno male” spiegando che il MoVimento 5 Stelle non vuole fare una battaglia ideologica ma una battaglia sul merito delle cose.

Bonelli replica alle accuse di voler strumentalizzare un regolamento a vantaggio della gente e contro i mafiosi dicendo che “a Bagheria l’amministrazione demolisce le case entro la fascia dei 150 metri e dei mafiosi. Ad opera di quest’amministrazione non risultano demolizioni coattive entro la fascia dei 150 metri e anche le demolizioni indicate dallo stesso sindaco di Bagheria sono autodemolizioni ovvero abbattimenti realizzati da chi ha commesso l’abuso in totale circa tre”. Riguardo alle case dei mafiosi Bonelli ricorda a Di Maio che “le case dei mafiosi non sono state abbattute come ad esempio quelle indicate nel servizio delle Iene di oltre un anno fa. Di Maio si faccia dare l’elenco delle case dei mafiosi abbattute e scoprirà una triste verità!”.

L’esposto in Procura per fermare la “sanatoria” del M5S

Nei giorni scorsi i Verdi avevano presentato un esposto alla Procura di Termini Imerese per chiedere di verificare l’esistenza di eventuali conflitti d’interesse dei componenti della giunta e della maggioranza a 5 Stelle che possiedono immobili abusivi costruiti secondo i Verdi anche in zone vincolate. Nelle scorse settimane Cancelleri e Di Maio si erano prodigati a spiegare che il M5S sta dalla parte di chi commette abusi spinto dalla necessità. L’abusivismo di necessità è, secondo la logica grillina, quello commesso da persone che non hanno la possibilità di accedere all’edilizia popolare. Ma è ovvio che per costruire una casa – anche se abusiva – si debbano sostenere dei costi e delle spese che chi è davvero in stato di necessità (leggi: indigente) non si può permettere.

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Patrizio Cinque, Luigi Di Maio e Giancarlo Cancelleri ieri sera a Bagheria [via Facebook.com]
A tagliare il nastro della nuova linea del M5S sugli abusi edilizi ci ha pensato proprio il sindaco Patrizio Cinque. Il Consiglio comunale ha infatti approvato un regolamento edilizio nel quale si fanno ampie concessioni agli abusivi. Ad esempio all’articolo 7 del nuovo regolamento all’articolo 7 viene prevista la concessione del diritto di abitazione a chi ha commesso l’abuso o per i suoi famigliari, sospendendo di fatto le demolizioni. Una decisione che secondo Bonelli va in contrasto con una norma regionale che parla di diritto di abitazione solo per immobili costruiti prima del marzo 1992. L’articolo 8bis del contestatissimo regolamento del Comune di Bagheria invece tratta il “diritto provvisorio di abitazione”. In pratica il Comune può concedere ai titolari degli immobili costruiti in zone di inedificabilità assoluta la possibilità di rimanere in quell’immobile abusivo fino a quando l’amministrazione non troverà i soldi per la demolizione.
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Bonelli ricorda che a Bagheria “ci sono ville abusive sul mare anche con piscina. Si sa che per realizzare la struttura grezza di una casa con uno scavo abusivo e le fondamenta come minimo si spendono 80 mila euro, ecco perché non si può parlare di abusivismo di necessità”. Non proprio l’abusivismo della povera gente di cui parlava Cancelleri. Il Comune può inoltre acquistare le proprietà abusive “per utilità pubblica” e poi rivenderle concedendo però un diritto di prelazione all’abusivo. In un post su Facebook del 13 agosto Cinque aveva difeso la sua scelta spiegando che Bagheria vuole garantire il diritto all’abitazione e che in quanto amministratore non voleva buttare i cittadini in mezzo ad una strada.

Il servizio delle Iene sull’abusivismo a Bagheria

Luigi Di Maio “dimentica” però una vicenda che ha coinvolto in prima persona il sindaco di Bagheria e un suo assessore. Nel febbraio 2016 l’assessore all’Urbanistica Luca Tripoli era stato costretto a dimettersi dopo che le Iene avevano rivelato che la sua abitazione era abusiva. La famiglia di Tripoli ha trasformato un magazzino per gli attrezzi agricoli in villa di campagna la richiesta di sanatoria era stata già bocciata dall’ufficio tecnico. Nel servizio Giulio Golia mostrava il sindaco e l’assessore che promettono di mostrare i documenti che regolarizzavano le case (rivelatisi poi inesistenti).

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La casa di comproprietà di Patrizio Cinque a Bagheria (Le Iene, 14 febbraio 2016)

Successivamente venne fuori che anche la casa dei genitori di Cinque non era in regola. Ma al contrario di quella dell’assessore Tripoli quella della famiglia del sindaco – contrariamente a quanto sostenuto da Cinque – la procedura di sanatoria era stata sospesa ma l’immobile non risultava sanato. All’epoca, e in nome della trasparenza, Patrizio Cinque era scappato di fronte alla troupe delle Iene che era tornata a Bagheria una settimana dopo il primo servizio chiudendosi negli uffici del Comune fino a tarda notte. Il riferimento alle case dei mafiosi abbattute invece riguarda la revoca in autotutela da parte del Comune del procedimento di sanatoria nei confronti di una villetta, costruita nella zona di inedificabilità assoluta, di proprietà del boss mafioso Carlo Guttadauro. L’immobile risultava “perfettamente in regola” perché sanato grazie alla sanatoria del 2012 anche se rientrava nella fascia dei 150 metri dal mare. Il sindaco a fine febbraio 2017 ha avviato la procedura di verifica dei profili di illiceità, la casa però è ancora lì. È stato invece fatto abbattere un immobile di proprietà di un’altra famiglia mafiosa. O meglio, come ha spiegato lo stesso Patrizio Cinque: “la famiglia ha deciso dunque di auto-demolire i manufatti che quindi non sono stati acquisiti al patrimonio comunale”.