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Libero, Il Giornale e la fregnaccia dei "gretini" che hanno bloccato il MOSE

Giovanni Drogo|

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Nelle redazioni di Libero e del Giornale si sono ripresi in fretta dallo shock dell’Acqua Alta record che ha travolto Venezia e i suoi abitanti. Incuranti del fatto che il sindaco (di centrodestra) Brugnaro parlasse apertamente delle responsabilità dei “cambiamenti climatici” nell’evento eccezionale e che il Presidente (leghista) Luca Zaia che dichiarava che era stata un’Apocalisse nei due giornali famosi per il loro negazionismo sul global warming puntano il dito contro gli ambientalisti.

Sallusti ci spiega che le acque si spostano dai tempi di Mosè

Ad esempio in prima pagina sul Giornale oggi il direttore Alessandro Sallusti attacca così il suo editoriale: «scommetto che adesso ci diranno che ha ragione Greta, che Venezia è vittima del cambiamento climatico che sposta le acque e desertifica le terre. Palle, le acque si spostano dai tempi di Mosè, quella che oggi chiamiamo Italia è stata gravemente alluvionata, a volte devastata, centinaia di volte nel corso dei secoli, quando la plastica, le auto e gli aerei erano di là da venire». Ora forse Sallusti si basa troppo sulla Bibbia per interpretare i fenomeni naturali perché le acque si spostano ben da prima di Mosè (e lo dice pure la Bibbia visto che il Diluvio Universale è antecedente alla fuga dall’Egitto). Ma è vero: l’Acqua Alta è un fenomeno naturale, dovuto all’andamento delle maree. E le maree sono sempre esistite. Anche per quanto riguarda gli eventi della notte del 12 novembre è sbagliato dire che è direttamente “colpa del cambiamento climatico”. Perché appunto l’Acqua Alta, che a Venezia ha una sua stagionalità, c’è sempre stata.

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Il Giornale del 14/11/2019

Ma ci sono dei fattori che Sallusti non tiene in considerazione. Uno su tutti un dato scientifico incontestabile: l’innalzamento del livello dei mari causato proprio dal riscaldamento globale. Sono cose note, che non vengono tirate fuori oggi solo perché a Venezia c’è stata un’Acqua Alta da record. Lo dice ad esempio uno studio dell’ENEA pubblicato nel 2017 che ha calcolato come nel 2100 l’ingressione marina (ovvero la porzione di terre emerse sarà sommersa dall’acqua) potrebbe superare i 30 chilometri. La ricerca si basa sui dati IPCC del 2013 che prevedono un innalzamento globale del mare che può variare da un minimo di 53 centimetri a un massimo di 97 a causa delle emissioni di gas serra.

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Fonte

Il Comune di Venezia fa una cosa molto semplice: monitora il livello dell’acqua e scrive che il livello del mare «attualmente, è mediamente circa 30 cm più alto di quello verificato a inizio del secolo scorso». Saranno gretini quando scrivono che «risulta evidente l’aumento del numero di alte maree >=+110 cm a partire dagli anni ’60 circa. Si osserverà infatti come all’inizio del secolo scorso si verificava mediamente un’alta marea all’anno mentre negli ultimi anni la media si è innalzata a 5-6 alte maree all’anno». Al Giornale invece preferiscono gli appelli degli scienziati che negano l’esistenza del riscaldamento globale.

Libero contro il delirio ecologista

I fattori che spiegano l’aumento delle maree “straordinarie” sono molti: la subsidenza che fa sprofondare la città, lo scavo dei canali di navigazione che fanno entrare più acqua oppure la perdita delle barene in seguito allo sviluppo di porto Marghera. Ma sempre il Comune di Venezia scrive che tra i vari fenomeni c’è anche quello dell’eustatismo, vale adire l’innalzamento del livello del mare che «è legato alle variazioni climatiche del globo: dagli inizi del secolo scorso agli anni ’70, la risalita eustatica a Venezia è stata di 9 cm. Dal 1970 ad oggi l’aumento, osservato anche a Trieste e quindi indipendente da subsidenza locale, è stato di circa 5 cm». Insomma un innalzamento del livello del mare c’è, lo dicono gli studi scientifici, lo dice il Comune che ha registrato un aumento del livello del mare. Solo al Giornale e a Libero non se ne sono accorti.

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Libero del 14/11/2019

Anzi per Libero gli ecologisti che parlano della questione sono “degli sciacalli” che hanno scelto il momento sbagliato per parlare dei loro problemi. Scrive oggi su Libero Francesco Specchia: la lezioncina mentre fuori infuria l’apocalisse, no, per favore. Che, poi, magari gli ambientalisti hanno pure, tecnicamente, ragione: con i suoi 48 centimetri di inabissamento previsti per il prossimo secolo, Venezia rischierà senz’altro la fine di Atlantide. Ma non è il caso di farcelo notare proprio ora». Il problema è che per Libero non è mai il momento giusto per parlare di Global Warming, perché per la redazione del quotidiano di Feltri il problema non esiste.

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Le variazioni del livello del mare a Venezia e a Trieste Fonte

Gli ambientalisti e i gretini dovrebbero aiutare i Veneti invece che mettere il dito nella piaga. In che modo potrebbero farlo? Si lascia intendere che è colpa degli ambientalisti se il MOSE non è ancora ultimato, quando in realtà è colpa della politica e di quelli che – ben poco ecologicamente – ci hanno mangiato sopra per un decennio. Si dimentica di ricordare che anche con il MOSE in funzione la Basilica di San Marco andrebbe sott’acqua (perché San Marco è la zona più bassa della città). E si evita accuratamente di ricordare i problemi ecologici che causerebbe l’utilizzo del MOSE. Perché con il trend attuale (quello dell’aumento del numero di maree eccezionali dovuto all’innalzamento dei mari di cui sopra) le paratie mobili del MOSE si alzerebbero con maggiore frequenza chiudendo la laguna per sempre più tempo trasformandola in uno stagno o in un lago (non ultimo va ricordato che è grazie alla marea che i canali di Venezia vengono tenuti “puliti” dagli scarichi fognari). E questo – come ha spiegato su Le Scienze Luigi D’Alpaos, ingegnere ambientale dell’Università di Padova –metterebbe a rischio l’ecosistema lagunare perché impedendo alla marea di entrare in laguna (come ha fatto “dai tempi di Mosè”) creerebbe problemi di ossigenazione e la trasformerebbe in una palude poco adatta alla vita (con buona pace di quelli che in laguna ci pescano e ci lavorano). Al solito, i gretini avvisano, parlano di studi, di dati. Gli altri invece insultano e citano la Bibbia come testo scientifico. Chi mai potrà avere ragione?

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