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La storia di Marattin che prima approva e poi protesta contro la tassa sulle auto aziendali

luigi marattin

“Si, è vero. Avevo proposto anche di aumentare l’Iva, e poi di rimodularla. Poi avevo proposto di aumentare imposte sul gasolio, sulla casa e sui telefonini, ma per fortuna grazie a loro sono state tutte evitate. Poi me ne sono andato a casa con la mia solita sciarpa dell’Inter”: il deputato di Italia Viva Luigi Marattin risponde con ironia a chi gli chiede un commento alle frasi attribuite al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, secondo cui Marattin prima avrebbe proposto di aumentare le tasse sulle auto aziendali e poi avrebbe chiesto di toglierle.

La storia di Marattin che prima approva e poi protesta contro la tassa sulle auto aziendali

Stamattina due diversi retroscena sulla Stampa e su Repubblica a firma rispettivamente di Carlo Bertini e Claudio Tito avevano chiamato in causa Marattin ma con piccole differenze. In quello del giornale torinese ha un ruolo anche Laura Castelli del MoVimento 5 Stelle:

Roberto Gualtieri, al summit piddino, allarga le braccia e racconta che è stato proprio Marattin di Italia Viva, insieme alla Castelli dei cinque stelle, a proporre quella tassa all’ultimo vertice sulla manovra. La misura è ormai colma. L’esempio della prima guerra mondiale scoppiata per l’assassinio dell’arciduca Ferdinando D’Asburgo a Sarajevo ricorre nei conversari dei Dem.

tassa auto aziendale cosa cambia
Tasse sulle auto aziendali, cosa cambia – prima versione poi corretta (Il Messaggero, 2 novembre 2019)

Nel racconto di Claudio Tito la viceministra all’economia scompare:

Il racconto che ha fatto il titolare dell’Economia, Roberto Gualtieri, dell’ultimo scontro apertosi nella maggioranza, ha confermato i sospetti del segretario. «Avete presente la norma sulle auto aziendali? È stato Marattin (deputato renziano che si occupa della manovra, ndr) a chiedermela. Gli ho detto ok e dopo poche ore non solo la mette in discussione ma sul sito di Italia Viva si sono messi a raccogliere le firme per cancellarla».

Per Zingaretti, è l’ultima dimostrazione che «mentre la destra si presenta unita a Piazza San Giovanni, noi ci mostriamo divisi in mille pezzi. La prospettiva politica, semmai ci sia stata all’inizio, di certo adesso non c’è più».

Entrambi i racconti servono a legittimare un PD arrabbiato con gli alleati e determinato a porre fine al governo. Di certo è vero che IV ha raccolto firme contro un provvedimento del suo governo dopo aver partecipato a una riunione di maggioranza in cui aveva approvato tutto (o meglio, i suoi rappresentanti non si erano lamentati di nulla).

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