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La moltiplicazione delle poltrone della giunta Solinas in Sardegna

La giunta regionale della Sardegna, guidata dal leghista Christian Solinas non è riuscita ad approvare il bilancio entro i termini di legge, ma non rimane con le mani in mano. Ad ottobre la Giunta ha approvato un Disegno di legge concernente “Norme di semplificazione, razionalizzazione e distinzione delle funzioni di direzione politica e direzione amministrativa nell’ordinamento degli enti, agenzie, istituti e aziende della Regione e di altri enti pubblici e di diritto pubblico operanti nell’ambito regionale”. La proposta di legge deve ancora essere licenziata dal Consiglio Regionale, e le opposizioni promettono battaglia.

Così la Lega trasforma la Regione in un poltronificio

Che cosa fa questa delibera? In buona sostanza dietro il proposito di razionalizzare e semplificare si nasconde – sostengono le opposizioni – la volontà di riesumare i consigli di amministrazione degli enti pubblici, aboliti con un referendum regionale nel 2012 (nel 2016 la riforma della pubblica amministrazione interverrà in maniera analoga sulle partecipate). C’è chi – come il consigliere regionale e capogruppo dei Progressisti, Francesco Agus, parla già del Premiato Poltronificio Solinas.

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La legge prevede infatti per una serie di dodici enti locali la nomina di un consiglio di amministrazione che nella maggior parte dei casi è formato da cinque componenti di cui tre designati dalla Giunta regionale e due in rappresentanza degli enti locali (o in alternativa da tre componenti nominati dalla Giunta regionale). Si tratta di agenzie e società pubbliche che fino ad oggi sono governate da un amministratore unico. Scrive Agus che in questo modo la giunta a guida leghista «aumenterà la spesa pubblica improduttiva di oltre un milione di euro» e – soprattutto – assegnerà «40 nuove poltrone che non produrranno niente di buono per i cittadini ma consentiranno alla maggioranza di assegnare lauti stipendi a qualche amico».

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Già nel dicembre scorso Massimo Zedda aveva sollevato la questione del grande impegno profuso dalla giunta Solinas nell’attività di nomina e creazione di poltrone. Scriveva Zedda che la nuova maggioranza insediatasi lo scorso anno «si propone solo l’aumento del numero delle province da 4 a 8, senza che queste abbiano in cassa un solo euro da spendere per creare sviluppo, senza ulteriori competenze e senza personale, l’unica realtà saranno tante poltrone da assegnare» e che lo stesso si intende fare nella Sanità con la creazione al posto dell’azienda unica della Sanità di «8 Asl, con 8 direttori sanitari, 8 direttori amministrativi, ai quali si aggiungerà la Asl zero». Tutto mentre grazie all’esercizio provvisorio (fino a marzo) sono bloccati appalti, concorsi e bandi di programmazione delle opere pubbliche.

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