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La Guardia di Finanza nel laboratorio di Antonietta Gatti e Stefano Montanari

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La Guardia di Finanza si è presentata oggi negli uffici e nel laboratorio di Antonietta Gatti e Stefano Montanari per una perquisizione con sequestro di computer e documenti. Ne dà notizia lo stesso Montanari sulla sua pagina Facebook senza specificare per quale motivo i militari siano passati da lui.

La Guardia di Finanza nel laboratorio di Antonietta Gatti e Stefano Montanari

Il farmacista nel suo status parla di un “ennesimo attacco alla verità” che sarebbe costituito dalla perquisizione della GDF nei laboratori di Nanodiagnostics. Il laboratorio si trova in via Enrico Fermi a Spilamberto in provincia di Modena.

stefano montanari guardia di finanza

ENNESIMO ATTACCO ALLA VERITA’!

QUESTA MATTINA DALLE ORE 8:30 LA GUARDIA DI FINANZA STA PERQUISENDO L’APPARTAMENTO DEL DOTT. STEFANO MONTANARI E DELLA DOTT.SSA ANTONIETTA GATTI. IN SEGUITO SARA’ PERQUISITO IL LABORATORIO NANODIAGNOSTICS, OVE VERRANNO SEQUESTRATI TUTTI I COMPUTER E I DOCUMENTI IN POSSESSO.
PERTANTO, AL MOMENTO I DOTTORI GATTI E MONTANARI SONO COSTRETTI A SOSPENDERE TUTTE LE ATTIVITA’ RELATIVE AI LORO STUDI, COMPRESE CONFERENZE, CONSULENZE E ANALISI, E A RINVIARLE IN DATA DA DEFINIRE.

Montanari, laureato in farmacia, è direttore scientifico di Nanodiagnostics. Antonietta Gatti è un fisico e bioingegnere. La seconda aveva effettuato uno studio sui vaccini più volte smentito dalla comunità scientifica. Entrambi erano invitati all’ormai famigerato convegno dell’Ordine dei Biologi sui vaccini. I due erano tra i ricercatori citati dal Codacons  nell’esposto-denuncia per “omicidio colposo, commercio e somministrazione di medicinali guasti”, in cui si citavano 13 casi di bambini morti in relazione ai vaccini, a cui il ministero della Sanità aveva risposto con una querela per procurato allarme.

Le donazioni per il microscopio elettronico

Sul suo blog Montanari non ha parlato della perquisizione della Guardia di Finanza. Gli ultimi post sono dedicati ai ringraziamenti per alcune donazioni ricevute (per un totale di 56mila euro). In particolare si fa riferimento alla manifestazione di Vicenza sui vaccini di cui si è parlato di recente per la presenza della candidata del MoVimento 5 Stelle Sara Cunial.

stefano montanari gdf

Nel giugno 2017 i NAS di Parma si erano presentati nel laboratorio di Montanari e Gatti per visionare le analisi sui vaccini esavalenti e sul Gardasil nell’ambito di una inchiesta della procura di Torino. Nel luglio scorso invece Montanari aveva scritto sul suo profilo Facebook che Roberto Burioni aveva scritto all’Ordine dei Medici di Pesaro una lettera per bloccare una ricerca sui vaccini. Una informazione falsa per la quale Burioni aveva minacciato querele e per la quale in seguito Montanari si era scusato.

L’accusa di truffa per Montanari

In una dichiarazione a RadioStudio54 Montanari ha detto che a indagare è la pubblica ministera Valentina Salvi della procura della repubblica di Reggio Emilia, che ha effettuato una perquisizione per un’accusa di truffa. Montanari dice di non poter andare a Ginevra e di non potersi muovere dal laboratorio, ma non sembra che siano state applicate misure cautelari nei suoi confronti. Montanari sostiene di non sapere a proposito di cosa sia indagato e racconta di una denuncia a suo carico da parte di Marina Bortolani, poi finita a suo dire archiviata.

stefano montanari gdf truffa

Intanto sulla sua pagina Facebook l’associazione Vita al Microscopio va all’attacco di Burioni. Secondo l’Unione Sarda l’inchiesta sarebbe partita dalla denuncia di un paziente ammalato di tumore, che si è rivolto a Nanodiagnostics per un’analisi dei tessuti tumorali alla ricerca di nanoparticelle cancerogene.

EDIT 25 FEBBRAIO 2018: Stefano Montanari ieri ha precisato, come si era intuito, che le questioni di vaccini e microscopio non c’entrano nulla con l’indagine della procura di Reggio Emilia:

stefano montanari

“Facendo seguito a quanto ho dichiarato nei momenti immediatamente successivi alla perquisizione, quando mi trovavo in un comprensibile stato di agitazione e di grande stress emotivo, e scusandomi qualora tali mie dichiarazioni siano apparse irrispettose o generatrici di fraintendimenti, preciso che i fatti per i quali io e mia moglie risultiamo attualmente sottoposti ad indagini ad opera della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia non riguardano, a quanto ci consta, né il merito scientifico delle ricerche sulle nanopatologie che da moltissimi anni conduciamo con dedizione ed impegno, né tanto meno la raccolta fondi popolare che abbiamo recentemente lanciato per l’acquisto di un microscopio elettronico. Abbiamo piena fiducia nell’operato della magistratura e siamo certi che dimostreremo la nostra estraneità ai fatti ipotizzati a nostro carico.

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