Cultura e scienze

Grandi successi dell’Italia! Il convegno “free vax” dell’Ordine dei Biologi finisce sul British Medical Journal

senatore vincenzo d'anna

«Nuove frontiere della biologia», questo il titolo del convegno organizzato dall’Ordine Nazionale dei biologi per festeggiare i cinquant’anni dalla fondazione. Il panel della conferenza è stato duramente contestato nei giorni scorsi perché parteciperanno numerosi scienziati e studiosi dei quali sono note le posizioni contro i vaccini (ad esempio  Luc Montagnier e Antonietta Gatti) per arrivare a Diego Fusaro le cui opinioni su Big Pharma sono universalmente note. Ci sarà ovviamente anche il Presidente dell’Ordine, il senatore Vincenzo D’Anna (PDL e poi ALA), che qualche tempo fa spiegava di essere contro l’obbligo vaccinale, di ritenere “fasullo” il concetto di immunità di gregge e di essere a favore di esami prevaccinali e vaccini “monodose” (in realtà sarebbe monovalenti) ovviamente privi di “impurezze” e nanoparticelle.

La figuraccia dell’Ordine dei Biologi che finisce sul British Medical Journal per il convegno free vax

Qualche giorno fa il giornalista RAI Franco Di Mare, che avrebbe dovuto moderare il dibattito al convegno, ha fatto sapere a Rete Informazione Vaccini di aver inviato una email agli organizzatori per cancellare la sua disponibilità a moderare il dibattito. Ieri invece è stato il British Medical Journal – una delle riviste scientifiche più prestigiose – a dedicare un articolo dal titolo “Biology conference in Italy sparks criticism for including anti-vaccine speakers” alla conferenza dei biologi che include anti-vax. Ed è innanzitutto interessante notare che fuori dal Bel Paese non si parla di “free-vax”, termine coniato dagli stessi no-vax per tentare di mimetizzare meglio le loro opinioni.

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Il BMJ riporta le giustificazioni di D’Anna che in una lettera aperta ha fatto sapere che sarà invece un convegno «sulle nano particelle, gli inquinanti ambientali della “Terra dei Fuochi”». Ma nello stesso articolo c’è anche un intervento del Presidente FNOMCeO (l’Ordine Nazionale dei Medici) Filippo Anelli che ricorda come «Gli Ordini professionali organizzano convegni, campagne di informazione, corsi di aggiornamento. I rappresentanti di tali enti devono sempre tenere presente che gli Ordini sono preposti dalla legge a tutela della qualità della professione e del diritto alla salute. La salute si tutela, infatti, anche con la diffusione di un’informazione trasparente e veritiera».

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Anelli auspica che al convegno dell’Ordine dei Biologi «vengano diffuse informazioni che tengano conto del metodo applicato dalla ricerca scientifica, ossia di fatti osservabili, misurabili e riproducibili e che ci si affidi nella divulgazione alla pubblica opinione a tali evidenze».

I biologi contro il convegno free vax dell’Ordine dei Biologi

Durissima anche la presa di posizione dei biologi dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” diretto dal Prof. Silvio Garattini che definiscono “grave” la decisione dell’Ordine dei Biologi di celebrare i 50 anni di avvitià con un convegno contro i vaccini. I biologi del “Mario Negri” esprimono “forte disapprovazione” per la decisione di D’Anna di organizzare un convegno al quale partecipano “tutti gli oppositori delle vaccinazioni”. Per i ricercatori dell’Istituto si tratta di “un insulto a tutti i biologi italiani che lavorano ogni giorno per migliorare la salute delle persone e della collettività”.

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Ad esprimere perplessità sul convegno a causa della presenza tra i relatori “di sostenitori di posizioni pseudo-scientifiche prive di evidenze sperimentali accettate dalla comunità scientifica internazionale” è stato anche il Collegio dei Biologi delle Università italiane (CBUI). Due giorni fa i biologi dell’Università di Padova hanno detto “no al convegno no-vax” con una lettera scritta da Gerolamo Lanfranchi, direttore del dipartimento di Biologia dell’università di Padova, e indirizzata a Vincenzo D’Anna e alla ministra della Ricerca Valeria Fedeli. Lanfranchi chiede a D’Anna di annullare il convegno e sottolinea che «la mancanza di un annullamento di tale iniziativa, non potrà che compromettere gravemente la disponibilità di noi biologi padovani al contributo che da anni forniamo allo svolgimento degli esami di Stato per i biologi in sede locale».