Opinioni

La foglia di Fico sui morti in mare

Per fortuna che ieri Luigi Di Maio è intervenuto per dire che quelle del presidente della Camera sui porti e le ONG sono dichiarazioni a titolo personale: altrimenti sarebbe stato difficile non avere la sensazione che Roberto Fico e il leader del MoVimento 5 Stelle stessero all’interno di un gioco delle parti e che le parole dello stesso Fico servissero semplicemente a fornire un’alternativa di propaganda a un partito in difficoltà nei sondaggi a causa dell’attivismo leghista.

Fico infatti ieri ha mostrato la faccia “buona” del MoVimento 5 Stelle a Pozzallo, dove il governo è tornato a dare un orrido spettacolo di sé negando per quattro giorni alla nave Alexander Maersk l’approdo in porto dopo che la Guardia Costiera italiana l’aveva mandata a salvare naufraghi in mare: «Io i porti non li chiuderei, bisogna essere solidali con chi emigra», dichiara ai microfoni dei giornalisti, «dell’immigrazione si deve parlare con intelligenza e cuore» e, ancora, le Ong «fanno un lavoro straordinario».

di maio di battista fico

Nella risposta al presidente della Camera infatti il M5S ha dimostrato la disponibilità più totale a coglionare anche l’istituzione, sostenendo di non aver mai chiuso i porti ma di aver soltanto vietato alle ONG di entrarci. Il che, lo capisce anche un deficiente, è la stessa cosa ma è anche quanto sostenuto dal ministro M5S Danilo Toninelli alla Camera, mentre Fico presiedeva senza però dire nulla al compagno di partito.

La sensazione, per una volta, è infatti che nel M5S ci sia davvero una minoranza di contrari all’atteggiamento del governo Conte nei confronti delle ONG e che Fico sia il loro portasilenzi. Già, portasilenzi e non portavoce perché quello che concretamente fanno quelli della corrente Fico è scrivere status pieni di allusioni o passivo-aggressivi su Facebook minacciando chissà quali cataclismi salvo poi mettersi a cuccia e buoni quando la Voce del Padrone si fa sentire sul serio.

Certo, c’è da capirli: se davvero dicessero quello che pensano rischiano di essere cacciati dal Partito delle Libertà a cui sono iscritti. E il coraggio, diceva Don Abbondio, uno non se lo può mica dare. Ma proprio perché di sceneggiata si tratta, sarebbe bello che questi signori almeno se la risparmiassero, giusto per non fornire all’opinione pubblica la sensazione di volerla fregare con le loro lacrime appena accennate che escono da un occhio, mentre con l’altro controllano che il Padrone non li guardi.

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Alessandro D'Amato

Il direttore di neXt Quotidiano