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La storia del bimbo figlio di un free-vax “segregato” a scuola a Settimo Torinese

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Da un paio di giorni sulla Stampa raccontano la triste storia di un bambino di quattro anni che non può andare a scuola perché non è vaccinato. Così prevede infatti la legge attualmente in vigore. La vicenda si svolge a Settimo Torinese, e il protagonista è un piccolo alunno che dovrebbe frequentare il secondo anno della scuola materna Arcimboldo. Quest’anno la battaglia per la libertà di scelta si combatte cercando di passare per vittime. Da settimane molti genitori preoccupati vanno ripetendo che il 2018 è come il 1938 e che i figli “free-vax” sono come i bambini ebrei dopo la promulgazione delle leggi razziali. Ma le vere vittime sono altri bambini, quelli che non hanno scelta, quelli immunodepressi.

I free-vax che vogliono passare per vittime delle leggi razziali

I genitori hanno chiamato i Carabinieri, il bambino è stato fatto entrare ma tenuto separato dai compagni di scuola. Il padre in un video pubblicato su Facebook parla di abuso su minore, abuso di atti di ufficio e di abuso della legge sulla privacy promette battaglia e annuncia che presenterà un esposto contro l’ingiustizia subita dalla dirigente scolastica e dall’istituto.

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Secondo il padre il bambino è in regola perché in possesso di “regolare” autocertificazione (simile a quella voluta dal governo per consentire di far entrare tutti a scuola) che attesta la prenotazione di un colloquio al centro vaccinale fissata per il 21 settembre prossimo. Ecco quindi che i genitori possono fare le vittime e parlare di “segregazione”. Ma il bambino però è al secondo anno di frequenza, questo significa che già per poter entrare lo scorso anno a scuola avrebbe dovuto presentare la stessa autocertificazione e seguire l’iter per i genitori inadempienti dell’obbligo vaccinale. Obbligo che è tutt’ora in vigore.

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Un post su Facebook del padre del bambino dove paragona l’obbligo vaccinale alle leggi razziali

Allo stesso tempo la legge in vigore (119/2017) stabilisce che chi entro il 10 luglio non avesse presentato la documentazione «comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie» non poteva iscrivere i figli a scuola. È evidente che chiedere di entrare a scuola presentato un autocertificazione nella quale si dichiara solo che è stato preso un appuntamento presso la ASL di riferimento non prova l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie. Tanto più che i genitori hanno avuto un anno di tempo per prendere l’appuntamento e far fare le vaccinazioni. C’è però una circolare regionale della Regione Piemonte che concede tempo fino a dicembre e consente di entrare in classe anche con quella autocertificazione. Quale legge deve far rispettare la dirigente scolastica? Quella dello Stato o la circolare regionale?

Il papà che chiede di fare i test pre-vaccinali prima di vaccinare il figlio

Sembra essere proprio la classica tattica free-vax di temporeggiare e prendere tempo: si chiedono gli appuntamenti, ci si presenta e si fanno le solite cinquanta domande, si dice che le risposte non sono abbastanza convincenti e si conclude dicendo che “siccome nei bugiardini c’è scritto che c’è questo rischio” allora io non voglio correre il pericolo di una grave reazione avversa.

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Come già accaduto in passato la Stampa concede ampio spazio alle recriminazione del papà che dichiara di non essere un “no vax” e di non essere ideologicamente contrario alle vaccinazioni, ma solo di essere preoccupato perché un altro figlio «ha problemi respiratori e una dermatite atopica perenne. E il sospetto è che la sua sia una reazione allergica proprio ai vaccini somministrati».

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Un post del papà del bambino sui vaccini

I genitori del bambino “ghettizzato” non escludono la possibilità di vaccinare il figlio «se prima saranno eseguiti tutti i test pre-vaccinali. Esami gratuiti, garantiti da un decreto legge. Eppure, nessun pediatra li vuole prescrivere». Stranamente il cronista non chiede quale decreto legge garantisca i test pre-vaccinali. Perché la legge Lorenzin non li prevede ma stabilisce invece che le vaccinazioni possono essere «omesse o differite solo in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta».

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Nessuna contrarietà ideologica alle vaccinazioni

I test pre-vaccinali invece, non sono gratuiti e non servono. Non c’è alcun modo per prevedere l’insorgenza di reazioni avverse al vaccino, e questo il papà lo sa bene visto che sono gli stessi medici free-vax a dirlo. Ma stupisce che il giornalista della Stampa non abbia sollevato alcuna obiezione ad un’affermazione del genere. Secondo il signor Ivan, che come si evince dal suo profilo Facebook da un anno combatte in maniera “non violenta” contro la dittatura dell’obbligo vaccinale ed è molto attivo sul fronte free-vax con lettere, petizioni e articoli di giornale, se il figlio non potrà entrare a scuola la colpa sarà «di chi non ci avrà eventualmente consentito di accedere ai test». Nelle prossime ore intanto il procuratore di Ivrea aprirà un fascicolo di atti relativi all’esposto presentato dal padre del ragazzo. Nei prossimi giorni verranno effettuati gli accertamenti preliminari per verificare la sussistenza di ipotesi penalmente rilevanti.

Edit: È stato riammesso all’asilo il bambino di 4 anni che lunedì non era stato fatto entrare in classe, in un istituto privato di Settimo Torinese, perché non vaccinato. Il piccolo era rimasto con un’insegnante, da solo, in un’altra aula. Sul caso la procura di Ivrea ha aperto un fascicolo di atti relativi all’esposto presentato dal padre del ragazzo. I genitori del bambino sostengono di aver prenotato i vaccini per il prossimo 21 settembre.

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