Economia

La corsa degli italiani a portare i soldi in Svizzera

Carta d’identità, codice fiscale e bonifico: così gli italiani facoltosi si preparano alla possibile patrimoniale in arrivo

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«Sono tre settimane che qui da noi c’è una processione di italiani preoccupati che vogliono aprire un conto!»: Repubblica oggi in un pezzo di Ettore Livini racconta come se la sta passando la Svizzera con i soldi degli italiani, che arrivano lì a causa del terrore generato dalla crescita dello spread e dai rischi di patrimoniale. A parlare è un consulente finanziario dell’istituto Raiffeisen, ma non solo lui racconta il pellegrinaggio del risparmiatore alla ricerca di un porto sicuro (o quasi) per i suoi quattrini, lontano dal rischio di prelievi forzosi.

«Vuole un appuntamento per un deposito per non residenti? Il primo buco disponibile è tra una settimana nella filiale di via Pioda». Si fa quasi prima a trovare una data per la Tac al servizio sanitario nazionale tricolore. «Sa, siamo oberati…» dice con un sorriso che parla da solo l’elegantissima dipendente allo sportello. Non è una sorpresa.

Il ministro Paolo Savona, in fondo, tiene per sicurezza parte dei suoi sudati risparmi qui nella Confederazione. E tante formichine di casa nostra, da quando lo spread ha iniziato a ballare e sono rispuntate le voci di patrimoniale e di addio all’euro, sono salite in macchina o in treno, hanno passato il confine e sono venute in Svizzera per capire – come abbiamo fatto noi – se si può, se conviene e quanto costa aprire un conto qui.

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Le operazioni in Svizzera (La Repubblica, 8 novembre 2018)

Il numero di italiani che porta i soldi all’estero sta aumentando esponenzialmente e l’apertura di nuovi conti correnti intestati a italiani potrebbe diventare una valanga nei prossimi mesi:

Aprirlo, del resto, è facilissimo. «Basta un documento d’identità valido e il codice fiscale, mi compila un po’ di carte ed è fatta – spiegano all’Ubs -. Poi mi fa un bonifico dalla sua banca che le costerà un euro e in due giorni è operativo». Costo di gestione da un minimo di 42 euro l’anno a Raiffeisen a un massimo di 25 al mese a Ubs (che diventano 0 con 230mila euro di investimento). Rendimento 0% («Capirà, con i tassi che ci sono», dicono a Migros). In tasca ci si ritrova un Iban, un bancomat per prelevare in Italia (occhio, costo da 4 a 5 franchi ad operazione) più un codice per la gestione digitale del conto per eventuali bonifici.

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