Economia

Irpef a tre aliquote e flat tax: le ipotesi

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Ci sono due ipotesi sul tavolo per il taglio delle tasse proposto dal governo gialloverde: l’Irpef a tre aliquote, progetto caro ai grillini, e l’introduzione graduale della flat tax. Spiega Il Messaggero che l’idea del Carroccio è quella di un’introduzione graduale in tre anni dell’aliquota unica al 15%:

Si partirebbe dai redditi tra i 35mila e i 50mila euro, visto che chi si trova nella fascia inferiore a queste soglie già paga mediamente un prelievo attorno al 15% grazie alla no tax area e alle detrazioni. L’intenzione della Lega sarebbe quella di partire dai redditi individuali, coinvolgendo circa 3 milioni di contribuenti, per poi passare ai redditi familiari. In realtà se si facesse al contrario, ossia si partisse dai redditi familiari, la platea (e i costi) potrebbero essere ridotti, favorendo soprattutto le famiglie monoreddito che dichiarano fino a 50mila euro.

Il progetto leghista prevede poi, per tutti, la tassazione al 15% dei redditi incrementali. Significa che se, da un anno all’altro, tolta la rivalutazione Istat dei redditi, un lavoratore o un autonomo, guadagna di più, quell’entrata extra sarà tassata al 15% e non all’aliquota marginale che di solito arriva al 43%. La flat tax vera e propria, 15% per tutti i redditi, dovrebbe in pratica essere raggiunta nel triennio.

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Irpef reale e ipotesi flat tax (Il Messaggero, 9 luglio 2019)

Ieri il M5S ha rispolverato la proposta di semplificazione del sistema portando le aliquote da tre a cinque:23% per redditi da 10 mila a 28 mila euro; 37% da 28 mila e uno a 100mila euro; 42% oltre i 100 mila euro. I tre scaglioni verrebbero accompagnati da un ampliamento della no tax area (da 8mila a 10mila euro) e, in presenza di figli, anche fino a 26 mila euro.

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