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L’orribile piano degli immikrati per sterminare i bresciani con la polmonite

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Sono oltre 250 i casi registrati e quasi duecento le persone ricoverate in provincia di Brescia a a causa di un’epidemia di polmonite. L’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera ha riferito ieri in Consiglio regionale che «A ieri fino alle ore 20 vi sono stati 235 accessi al pronto soccorso, 196 sono le persone attualmente ricoverate, 12 le persone che hanno rifiutato il ricovero o che sono state dimesse, due i decessi, uno con una diagnosi accertata di legionella». Mentre arrivano i primi riscontri dalle analisi l’assessore ha detto che «Abbiamo la certezza che si tratti di polmonite batterica».

Il complotto degli immigrati “untori” della polmonite

Secondo Gallera la curva epidemica è in calo e «non vi è alcun motivo per chiudere le scuole o per non bere l’acqua del rubinetto». I contagi sarebbero avvenuti, ha spiegato l’assessore, nel periodo tra il 2 e il 7 settembre  non ci sono dati che inducono a ritenere che ci siano nuovi casi. Nel frattempo sono in corso analisi e prelievi sulla rete idrica dei comuni interessati per verificare l’eventuale presenza del batterio della legionella, al momento tra i principali indiziati per il contagio, che già lo scorso luglio aveva colpito la zona di Bresso.

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Non tutti però si sono sentiti rassicurati. Perché è noto che a portare le malattie sono gli immigrati, in particolare quelli della Diciotti, come scriveva un utente Facebook di Brescia qualche settimana fa.

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Ed infatti ci signore preoccupate si chiedono se a portare la polmonite sono proprio gli immigrati, visto che la zona è piena “e i controlli inesistenti”. Gli untori sono loro, i negri che vengono da paesi dove malattie esotiche come la polmonite sono la norma.

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Del resto lo sanno tutti che sui barconi “la avevano gli immigrati”. È ancora poco chiaro come dai barconi la polmonite sia arrivata fino a Brescia senza seminare una scia di morte e distruzione. Del resto non risulta che tra le persone che sono andate al Pronto Soccorso con un sospetto caso di polmonite ci sia una maggioranza di immigrati, come invece ci si aspetterebbe se fossero loro ad aver diffuso la malattia.

Il piano segreto degli immigrati per sterminare gli italiani

Tra gli esperti di malattie infettive dell’Internet serpeggia lo scetticisimo. C’è chi ammette di non aver mai sentito parlare di “un’epidemia acquatica” e punta il dito contro le autorità. Perché non si fa uno screening degli immigrati che risiedono della zona? Forse per evitare di scatenare il panico. Oppure per lasciare che le persone muoiano (e portare così avanti il piano di sostituzione etnica).

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E visto che a morire per le complicanze della polmonite sono soprattutto le persone anziane tra i principali sospettati finisce l’INPS, l’ente nazionale di previdenza avrebbe tutto da guadagnare da una drastica riduzione del numero dei pensionati bresciani che dovessero malauguratamente soccombere durante l’epidemia.

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Il sospetto infatti è che non si tratti di polmonite ma di TBC non dichiarata. E di nuovo si punta il dito contro i migranti, provenienti da zone dove la tubercolosi è endemica. Gli immigrati vengono definiti “mine vaganti” che girano liberamente sugli autobus, tra la folla, in metropolitana e in tutti i luoghi pubblici. E poi magari il governo pretende di vaccinare gli italiani per paura del morbillo.

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L’invasione (batterica e non) è al servizio di Big Pharma. Le case farmaceutiche infatti grazie alle epidemie vedranno aumentare i loro profitti. E gli italiani dovranno continuare a pagare. In realtà come ha spiegato Gallera «il 70% delle persone che è stata colpita dalla polmonite sono uomini e tendenzialmente persone anziane over 60, con qualche eccezione come questo ragazzo di 29 anni. Tutte le persone, compreso questo ragazzo, avevano dei quadri clinici particolarmente complessi. Anche questa persona aveva un fisico fortemente debilitato e la polmonite destabilizza un quadro già compromesso». In poche parole si tratta di pazienti che stavano già male (per colpa degli immigrati?).

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E si arriva così al capolavoro di un utente che prima accusa il governo di occultare questa nuova forma di terrorismo batteriologico migrante e che spiega che gli immigrati “hanno un programma ben preciso da perseguire” , poi accusa la”merdaccia putrida” del magistrato che ha inquisito Salvini (ovvero il Pm di Agrigento Patronaggio) augurandosi che venga linciato. Il cortocircuito è brillante: si dà la colpa al governo (e quindi a Salvini) ma al tempo stesso si ritiene che Salvini non abbia alcuna colpa.

E se fossero state le scie chimiche?

Ma non finisce qui, e del resto come potrebbe. Un noto esperto mondiale di contaminazioni ambientali ha scoperto che la polmonite è stata diffusa nei cieli dagli aerei.

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È forse un caso che i comuni interessati sian “tutti sulle direttrici di decollo/atterraggio” di due aeroporti, uno ad uso militare e uno ad uso civile?

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Non c’è scampo, le lobby del farmaco, gli immigrati, i piloti degli aerei, tutti fanno parte dell’orrenda cospirazione per danneggiarci. E la cosa peggiore è che queste maledette scie chimiche “non si possono arrestare, non si possono fermare, sembra che siano intoccabili”. Quasi che fossero inesistenti!

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Ma niente paura perché anche all’Apocalisse c’è rimedio, e si trova su Internet. Alcuni esperti scienziati dell’Internet consigliano ad esempio “aerosol con acqua e sale aglio zenzero” e una dieta priva di zuccheri per rinforzare le difese immunitarie. E non manca chi suggerisce di utilizzare il famosissimo “argento colloidale”. Una panacea quando si tratta di difendersi dai complotti. In alternativa si possono seguire i consigli del Generale Ripper dell’Esercito degli Stati Uniti.