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L’epidemia di polmonite tra Montichiari e Calvisano

Centocinquanta casi accertati di polmonite nella bassa bresciana tra Montichiari e Calvisano e un possibile collegamento con la presenza di un batterio nell’acqua potabile. I comuni della zona interessati sono Carpenedolo, Montichiari, Calvisano, Visano, Acquafredda e Remedello e 121 sono le persone che finora si sono recate in ospedale.

L’epidemia di polmonite tra Montichiari e Calvisano

Una vicenda molto simile a quella della legionella scoppiata nel luglio scorso a Bresso nell’hinterland milanese, ma le caratteristiche qui sono più circoscritte: “Dei 121 accessi al Pronto soccorso per polmonite 109 sono residenti o domiciliati nel territorio di Ats Brescia, 12 sono residenti o domiciliati in Ats Valpadana. Sul totale degli accessi, 107 sono ricoverati”, fa sapere la Regione Lombardia attraverso l’assessore Giulio Gallera. Anche l’Istituto Superiore di Sanità è coinvolto nel percorso di valutazione della situazione. Nel pomeriggio a Brescia si è tenuto un vertice tra Ats, l’agenzia di tutela della salute, e i responsabili degli acquedotti della Bassa bresciana per valutare il possibile collegamento tra i casi di polmonite e la presenza di un batterio nell’acqua. La ATS ha pubblicato sul suo sito una serie di consigli e buone pratiche da seguire per evitare rischi:

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“Il personale di vigilanza del Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria e del Laboratorio di Sanità Pubblica di ATS Brescia – ha spiegato Gallera – è impegnato nella verifica della rete idrica dei comuni interessati. In particolare i tecnici dell’Igiene stanno realizzando campionamenti delle acque potabili mentre il Laboratorio ha in corso analisi specifiche i cui esiti saranno disponibili nei prossimi giorni”.

La ATS e l’uso dell’acqua per alimenti

Nel frattempo da Ats è stata inviata una nota ai sindaci dei comuni bresciani interessati, con alcune norme da seguire in questa fase anche se è stato assicurato che “non esiste alcun tipo di rischio per l’utilizzo dell’acqua alimentare e non sussiste alcuna restrizione al normale svolgimento dell’attività nelle varie comunità, tra scuole e luoghi di lavoro”, sottolinea la Regione Lombardia. Tra le richieste fatte alla popolazione ci sono quelle di sostituire i filtri dei rubinetti o di lavarli con anticalcare, di lasciar scorrere l’acqua calda e poi la fredda prima di utilizzarla, allontanandosi dal punto di emissione dopo l’apertura dei rubinetti ed aprendo le finestre.

polmonite

Viene anche suggerito di portare la temperatura dell’acqua calda a 70-80°C per tre giorni consecutivi assicurando il suo deflusso da tutti i punti di erogazione per almeno 30 minuti al giorno. Intanto sono stati disposti accertamenti sulle morti di un 85enne di Carpenedolo e di una 69enne di Mezzane di Calvisano, nel Bresciano, per valutare se i decessi siano collegati ai casi di polmonite. Disposta l’autopsia per chiarire le cause della morte.

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